Polo chimico Bussi: cassa integrazione per 40 lavoratori

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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BUSSI. E' crisi al polo chimico di Bussi sul Tirino. Ieri, nel corso di un incontro con i sindacati di categoria, la Evonik Degussa, ha annunciato l'avvio della cassa integrazione per 40 dipendenti.
Sembrano ormai lontani i tempi in cui il polo industriale del comune era un fiore all'occhiello dell'economia regionale. Adesso lo spettro è quello della crisi dell'intero settore.
Per il momento l'azienda Degussa, che dà lavoro a 86 operai negli impianti di acqua ossigenata e percarbonato, ha comunicato che i due suoi impianti sono fermi dal momento che non sono arrivate richieste di mercato.
Inevitabilmente i vertici hanno chiesto l'avvio della procedura per la cassa integrazione guadagni.
Hanno partecipati all'incontro, oltre all'azienda, Nicola Primavera per la Filcem Cgil, Aurelio Franceschelli per la Femca Cisl e Gianni Cordesco per la Uilcem Uil.
I sindacati hanno lanciato un appello alle istituzioni per evitare il tracollo del polo chimico.
Nel polo chimico opera anche la Solvay, ma le condizioni e le prospettive occupazionali di quest'altra realtà non sembrano migliori, visto che 70 operai sono in mobilità e 21 in cassa integrazione guadagni.
La riunione di ieri è stata aggiornata al 16 gennaio, ma i sindacati hanno già chiesto alla Degussa (arrivata a Bussi quattro anni fa) l'anticipazione della cassa integrazione guadagni e l'integrazione del salario.
Nel frattempo si sono subito attivati per sollecitare l'intervento delle istituzioni. Ieri i rappresentanti dei lavoratori hanno incontrato il sindaco di Bussi e il presidente della Provincia di Pescara, e nello stesso tempo hanno chiesto l'interessamento «immediato» della Regione.
«Il problema e' di una certa rilevanza - ha detto Primavera -perchè è a rischio la sopravvivenza del polo chimico. Per la Regione Abruzzo questa deve essere una priorità».

10/01/2009 11.06