Putiferio in consiglio, certificato resta segreto. Mascia: «morta la democrazia»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Putiferio in consiglio, certificato resta segreto. Mascia: «morta la democrazia»
I VIDEO PESCARA. Si è aperta con la lettura della lettera di Luciano D'Alfonso la seduta del Consiglio Comunale di Pescara di questa sera che ha dovuto prendere atto del ritiro delle dimissioni del sindaco e del suo impedimento permanente a svolgere le funzioni di primo cittadino.
Si sapeva che non sarebbe stato un consiglio facile e così è stato. Qualcuno si aspettava di veder spuntare fuori l'ormai celebre certificato medico e capirci qualcosa di più.
Ma niente da fare: la maggioranza ha bocciato questa ipotesi per «questioni di privacy» perché in ballo ci sono «dati sensibili». Di certo, però, si tratta di un certificato medico che riveste una evidente importanza pubblica che può determinare risvolti (pubblici) fondamentali come lo scioglimento del consiglio comunale.
In aula erano presenti 36 consiglieri su 39, e tra i banchi della maggioranza di centrosinistra subito si è notata l'assenza di Giancarlo Perfetto, medico curante di D'Alfonso e estensore del certificato medico in cui si attesterebbero le non buone condizioni fisiche dell'ex sindaco.
Il certificato è stato acquisito mercoledì pomeriggio dalla Procura di Pescara e messo agli atti dell'inchiesta. Ad assistere al consiglio c'era anche un folto gruppo di cittadini, sostenitori e non di D'Alfonso. Non sono mancati attimi di tensione.
«Basta imbrogli», recitava lo striscione che hanno innalzato i consiglieri di centrodestra dopo che la richiesta di lettura segreta del certificato medico del sindaco D'Alfonso è stata bocciata dal consiglio comunale di Pescara con 21 contrari e 14 favorevoli.
Lo striscione è stato poi tolto dai vigili urbani, e a quel punto è nato un parapiglia tra vigili e consiglieri del Pdl, che successivamente hanno lasciato l'aula in segno di protesta.

LA RISSA IN AULA. LA VERSIONE DEL CENTRODESTRA





La seduta del consiglio è proseguita con la sola presenza dei consiglieri di maggioranza che ora discutono la delibera della presa d'atto dell'impedimento di D'Alfonso a proseguire la carica di primo cittadino.
«Oggi è morta la democrazia», ha detto brevemente Luigi Albore Mascia, leader del centrodestra a Pescara. «Esprimiamo la nostra enorme preoccupazione sulla degenerazione dell'azione di governo dell'amministrazione comunale di centrosinistra», ha continuato Mascia.
«Avevamo chiesto di visionare il certificato medico non per una pruderie personale, a nessuno piace guardare dal buco della serratura. Ma riteniamo fondamentale sapere se sul certificato medico effettivamente sia riportata la dicitura di ‘impedimento permanente' del sindaco, fondamentale per poter attivare la procedura prevista nell'articolo 53 comma 1 del Tuel per lo scioglimento del Consiglio comunale». L'impedimento permanente non può essere autocertificato dal sindaco, ma dev'essere confortato da un parere medico per non vanificare la procedura stessa, come stamane aveva concordato in conferenza dei capigruppo lo stesso Presidente del Consiglio. Questa sera invece la maggioranza ha bocciato la richiesta di visionare l'atto, parlando di tutela della privacy (perfettamente garantita dall'adunanza segreta, prevista nello statuto comunale), per avviare uno scioglimento del Consiglio che potrà essere impugnato in qualunque momento
Non solo: «Dopo il voto contrario – ha ricordato Albore Mascia - il centrodestra ha effettuato una pacifica protesta, cercando di mostrare uno striscione nel quale era scritto ‘basta imbrogli'. Ma ci è stato impedito di esercitare il nostro diritto: un gruppo di vigili urbani (non so chi abbia impartito l'ordine) ha occupato gli scranni consiliari e ha strappato, lacerato con violenza lo striscione stesso. Ricordo che tutto ciò non è consentito: per regolamento prima il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto richiamarci e chiedere di ritirare lo striscione, solo in un secondo momento sarebbero potuti intervenire i vigili».
Alla fine la maggioranza ha votato la delibera di presa d'atto del ritiro delle dimissioni: 21 favorevoli e 2 astenuti.
Sarà Camillo D'Angelo a guidare l'amministrazione fino alle elezioni di giugno a meno di nuovi colpi di scena.
09/01/2009 22.08

GLI STRISCIONI PRO D'ALFONSO IN AULA (20 dicembre 2008)