Allarme per il consiglio. Il medico di D’Alfonso:«patologia non permanente»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Allarme per il consiglio. Il medico di D’Alfonso:«patologia non permanente»
PESCARA. Ennesimo colpo di scena nella questione non solo giudiziaria che sta tenendo col fiato sospeso una intera città. Il medico di famiglia del sindaco D’Alfonso, Giancarlo Perfetto, in una intervista rilasciata a Daniela Senepa del Tg3 smentisce le parole del suo assistito e segretario del suo partito.
«Tanto stress e tante calunnie» esordisce nella breve intervista Perfetto, consigliere di maggioranza del Pd in un passaggio di pochi secondi nel quale ribadisce che D'Alfonso «si cura».
Che significa «patologia ingravescente e permanente»?
«Non so chi ha inventato queste parole… Non esiste né ingravescente né permanente», dice chiaramente il medico Perfetto che poi precisa: «il sindaco è affetto da patologie legate alle cose che sono accadute e alle tante falsità che si stanno dicendo».
Parole che arrivano inaspettate e potrebbero fare la differenza e addirittura creare problemi seri (giudiziari anche questi) a chi questa sera voterà la delibera.




Andiamo con ordine.
La legge dice che se il sindaco ha un impedimento permanente (cioè definitivo) che gli ostacola l'espletamento delle funzioni di pubblico ufficiale si va alle urne.
L'impedimento non deve essere temporaneo, cioè passeggero, ma tale da non poter regredire.
Il primo cittadino -non nuovo a perifrasi di impatto- ha definito il suo male «patologia ingravescente e permanete, quantomeno nel senso della imprevedibilità della data della completa guarigione».
Non si sa quando potrebbe finire, dunque.
La certezza che trapela dalle parole allora è una sola: la patologia non è definitiva, potendo essere “definitiva” una patologia “che non finisce”.
La cosa appariva chiara ad una attenta lettura della lettera ma le parole del medico Perfetto lo confermano ulteriormente («non c'è permanente… non so chi abbia inventato queste parole»).
Cioè il certificato medico (che nessuno può vedere per la privacy) non parla di impedimento permanente.
Chi ha inventato quelle parole?
Chissà, il fatto è che si trovano nella lettera firmata da D'Alfonso.
Ma se l'impedimento non è permanente (nel senso di definitivo) come farà oggi il Consiglio comunale a prendere atto del fatto che il sindaco non guarirà e, dunque, che bisogna andare nuovamente alle elezioni?
Qui si rischia e non poco: potrebbero rischiare i consiglieri che per varie ragioni riterranno opportuno votare la delibera per accertare quello che in realtà non è (una patologia irreversibile).
Ad affermarlo sono fonti dirette: le persone interessate: medico-consigliere e paziente-sindaco.
Così un ulteriore problema grosso e “ingravescente” potrebbe abbattersi su questa amministrazione anche perché la giunta ha già ratificato in tempo record lo stato di fatto, prendendo atto che la patologia è permanente (nel senso di definitivo) e dunque si deve ritornare alle urne.
Un garbuglio che potrebbe trasformarsi in un macigno.
«Il pericolo che si corre è davvero grande», avverte Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista, un avvertimento che sarà lanciato dal consigliere Profico nella sua dichiarazione di voto questa sera nella seconda convocazione del consiglio comunale che potrebbe decidere le nuove elezioni.
Una situazione che si complica giorno per giorno e che deve fare i conti con molteplici "spade di Damocle".
A questo punto sarà interessante capire chi voterà.
La delibera che prende atto della patologia irreversibile del sindaco sarà votata certamente dal centrosinistra (Pd) che dovrà però ignorare quanto detto dal suo stesso consigliere e medico.
E come voterà lo stesso Perfetto?
Probabilmente non voterà l'Idv che è uscita formalmente dalla giunta. Il centrodestra che non vede l'ora di ritornare a governare si farà trascinare nella votazione quantomeno insidiosa?
L'ipotesi più plausibile potrebbe essere quella della astensione ed allora bisognerà contare i voti della ipotetica maggioranza.
Se c'è una maggioranza si ritornerà a votare con tutti i rischi connessi, altrimenti se non c'è maggioranza la delibera non passerà e a decidere rimarrà il ministro Maroni che dovrà pronunciarsi.

Intanto il Pdl annuncia per domani la "Giornata dell'Indignazione" a Pescara «una giornata per discutere insieme alla città della ‘questione morale' che ha travolto Pescara», ha spiegato Albore Mascia, «per confrontarci con quella parte del territorio che è indignata dinanzi alle ultime vicende giudiziarie e alla leggerezza e superficialità dimostrate dalla maggioranza di centro-sinistra nell'affrontare inchieste e arresti».
Appuntamento alle 10.30 presso la sala consiliare del Comune di Pescara.
A cose fatte.

09/01/2009 16.20

CHE COSA DICE LA LEGGE: ART. 53 TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI

Articolo 53
Dimissioni, impedimento, rimozione, decadenza, sospensione o decesso del sindaco o del presidente della provincia

In caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del sindaco o del presidente della provincia, la giunta decade e si procede allo scioglimento del consiglio. Il consiglio e la giunta rimangono in carica sino alla elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco o presidente della provincia. Sino alle predette elezioni, le funzioni del sindaco e del presidente della provincia sono svolte, rispettivamente, dal vicesindaco e dal vicepresidente .

Il vicesindaco ed il vicepresidente sostituiscono il sindaco e il presidente della provincia in caso di assenza o di impedimento temporaneo, nonché nel caso di sospensione dall'esercizio della funzione ai sensi dell'articolo 59 (arresto del sindaco ndr).

Le dimissioni presentate dal sindaco o dal presidente della provincia diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al consiglio. In tal caso si procede allo scioglimento del rispettivo consiglio, con contestuale nomina di un commissario.

Lo scioglimento del consiglio comunale o provinciale determina in ogni caso la decadenza del sindaco o del presidente della provincia nonché delle rispettive giunte.