Ernano Barretta da sei mesi in carcere protesta con lo sciopero della fame

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. La sua accusa è quella di aver ricattato ed estorto ad alcune ricche ereditiere tedesche ingenti somme di denaro poi in parte recuperate.
Ernano Barretta, 68 anni, il proprietario di una country house di Pescosansonesco, arrestato il 14 giugno scorso con l' accusa di far parte di una organizzazione che agganciava donne ricche della Germania, tra cui 'lady Bmw', Susanne Klatten, ha deciso di attuare lo sciopero della fame.
A darne notizia il suo legale, Sabatino Ciprietti.
Il motivo del gesto di Barretta sarebbe dovuto al fatto che si trova in carcere da quasi sette mesi. Il legale ha aggiunto che il suo assistito, che sta digiunando da cinque giorni, viene visitato quotidianamente dal medico del carcere.
Le sue condizioni tuttavia non sarebbero buone. Il fisico non più di persona giovane avrebbe risentito notevolmente della lunga detenzione nel carcere di Pescara dove viene visitato spesso dai suoi familiari e dai figli, anche loro indagati con accuse minori nella stessa vicenda.
Tutti i ricorsi possibili sono stati esperiti dalla difesa che tuttavia ha dovuto fare i conti con continui rigetti dei magistrati in ogni grado.
Adesso non vi sono più possibilità di appellarsi alla decisione di misure restrittive, sempre preventive.
L'inchiesta è stata chiusa ed i capi di imputazione dovranno essere confermati nell'udienza davanti al giudice per le udienze preliminari.
I giudici del riesame ed anche la Cassazione hanno già ritenuto sussistenti i presupposti per la misura restrittiva e sancito la piena regolarità dell'impianto accusatorio e l'erogazione delle misure.
A questo punto dovrà essere il giudice che su istanza della difesa potrebbe decidere di affievolire la carcerazione trasformandola in arresti domiciliari.
La difesa però nelle sue istanze non ha mai chiesto una riduzione ma attaccato in toto la legittimità dell'arresto.
L'avvocato Ciprietti ha però confermato che questa volta scatterà una istanza per chiedere una riduzione, motivandola con il particolare stato di salute di Barretta.
Proprio in virtù delle precarie condizioni anche il pericolo di reiterazione del reato potrebbe essere giudicato insussistente.
La misura complessiva prevista dalla legge in questa fase della procedura è per i reati contestati a Barretta di un anno.
Una misura cautelare tanto lunga è riservata a pochissimi casi che la logica dovrebbe far presupporre anche i più gravi.

08/01/2009 15.05

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