Mare-monti. Viadotto di Penne: l'Anas "taglia i ponti" con Toto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PENNE. Lo scorso 18 dicembre l'Anas ha inviato una lettera alla presidenza del consiglio dei ministri, alla Regione Abruzzo, al Comune di Penne e al commissario straordinario Valeria Olivieri sulla Mare Monti.

La proposta dell'Anas, come spiega nella missiva il direttore centrale Gavino Coratza, «è di differire a tempi migliori l'avvio di un nuovo appalto».
Già nei giorni scorsi il consigliere di Rifondazione alla Provincia Sandro Di Minco, aveva paventato l'ipotesi che l'Anas fosse intenzionata a rescindere il contratto con la ditta Toto Costruzioni di Chieti a proposito dei lavori del primo tratto della Mare-monti ricadente nel Comune di Penne.
La notizia era saltata fuori all'indomani delle notizie trapelate dalla inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari l'ex sindaco di Pescara D'Alfonso e su un'altra parallela già a buon punto proprio sull'appalto affidato dalla Provincia (quando a capo c'era l'ex sindaco di Pescara) alla ditta Toto per la variante Mare-monti.
Da sempre l'iter per questi lavori si è contraddistinto per rallentamenti e "incomprensioni". I lavori vennero affidati alla ditta vincitrice dell'appalto il 6 aprile del 2004 e «emergevano immediatamente», ricorda il direttore nella sua lettera di metà dicembre, «contestazioni dalle ditte espropriate, nonché la necessità di una modifica progettuale per una variante planimetrica per bypassare un tratto in cui era intervenuta una frana».
Il percorso alternativo interessava un'area con sensibilità ambientale, (la riserva di Penne) per cui ci furono nuove verifiche.
«Ottenuta», assicura Coratza, «dopo lasso di tempo non breve, la relativa liberatoria da tutti gli Enti competenti (Regione, Comuni, Ispettorato Forestale, ecc... ), l'Anas avviava la conseguente Perizia di Variante Tecnica che imponeva all'Impresa Toto con ordine di servizio, essendo il maggiore importo contenuto nel quinto d'obbligo. L'Impresa Toto si opponeva a detta imposizione», ricorda ancora il direttore, «avanzando la richiesta di ristoro degli oneri sostenuti dalla data di aggiudicazione».
Già all'epoca l'Anas «stava predisponendo la rescissione in danno» ma il Comune di Penne nominò il commissario prefettizio: «a questo punto», ricorda Coratza, «sembrava opportuno esperire un ultimo tentativo per migliorare la SS 81 e di qui, l'adesione alla nomina del Commissario Straordinario».
A quest'ultimo la società ha consegnato il carteggio intervenuto ed il progetto disponibile, lasciandogli «la piena ed assoluta autonomia decisionale sul prosieguo delle attività, secondo il mandato Commissariale».
Infatti, sotto l'egida dell'ufficio fu redatto un nuovo progetto esecutivo, esaminato favorevolmente dal Comitato tecnico del locale provveditorato alle opere pubbliche del Ministero delle Infrastrutture ed approvato dal Commissario Straordinario medesimo».
«Contestualmente», si ricorda nella nota dell'Anas, «i lavori ripresero sulla scorta degli atti Commissariali e sospesi allorquando la Magistratura interveniva per l'occupazione di un'area di rispetto della Riserva Naturale "Lago di Penne", per la quale non risultava acquisita, in sede progettuale, alcuna autorizzazione».
Secondo il consigliere di Rifondazione Di Minco ora bisognerà lavorare «perché i fondi destinati all'opera restino nell'Area Vestina siano destinati alla realizzazione di una infrastruttura viaria strategica per l'Area stessa. Occorre che questa opera non entri minimamente in conflitto con la riserva naturale del lago di Penne e, dunque, sia compatibile con l'ambiente ed il paesaggio che deve contribuire a valorizzare e non certo a distruggere. Bisogna ricostruire esattamente l'ammontare dei fondi pubblici che, ad oggi, sono andati in fumo per questa opera mai realizzata, individuare le responsabilità di quanti hanno realizzato e approvato progetti irrealizzabili e contro la legge e fare in modo che le collettività locali siano risarcite dai danni che hanno subito promuovendo azioni risarcitorie da parte degli Enti pubblici locali e delle associazioni dei cittadini».


08/01/2009 11.05