Usura: confisca da 10 mln di euro. Sigilli anche ad una super villa da 15 stanze

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Dall'alba di oggi i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros) dell'Aquila in collaborazione con i militari di Teramo sono impegnati in un'attività volta ala confisca di beni mobili e immobili per un valore che supera i 10 milioni di euro.
I militari si stanno muovendo tra le province di Teramo, Ascoli Piceno e Macerata.
Si tratta, secondo quanto trapela, di appartamenti, ville, auto di lusso e conti correnti.
Le indagini dei Ros hanno permesso di appurare come i beni, molti dei quali intestati a prestanomi, fossero il frutto di attività illecite come l'usura e le estorsioni.
Maggiori dettagli verranno resi noti nel corso della giornata, dopo la conferenza stampa che si terrà alle 11 al comando provinciale dei carabinieri di Teramo.

08/01/2009 9.18


UNA SUPER VILLA DA 15 STANZE

Il provvedimento di sequestro anticipato, finalizzato alla confisca, è stato chiesto dal sostituto
procuratore David Mancini ed emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Teramo.
Tantissime le proprietà interessate: 16 appartamenti, tra cui una villa di 15 stanze a Giulianova Lido (Teramo), 3 terreni, quote societarie e licenze di attività commerciali, un ristorante-pizzeria a Porto Sant'Elpidio (Macerata), un pub e un negozio di abbigliamento a Martinsicuro (Teramo), 21 automobili, conti correnti bancari e postali.
L'operazione ha praticamente fatto piazza pulita dei beni che erano nelle disponibilità di quattro famiglie di etnia rom, imparentati con i coniugi Fiorello Di Rocco e Clorinda Ciarelli.
Per compiere l'operazione di questa mattina sono stati necessari oltre 200 carabinieri che si sono occupati dei sequestri e che hanno allontanato dalle abitazioni circa 100 residenti.
I beni non sono stati affidati in custodia ai rispettivi proprietari (cosa che succede di frequente), ma sono stati posti sotto sigilli.
«Il sequestro di oggi», ha detto il comandante provinciale di Teramo Salemme, «è l'epilogo di un'inchiesta che nel novembre 2007 portò all'arresto di 11 persone per detenzione a
fini di spaccio di stupefacenti, usura e altri reati».
Nel corso dell"Operazione Nomadi, così è stata denominata, oltre al consueto utilizzo di prestanome insospettabili, e' stata riscontrata l'intestazione delle quote più consistenti dei beni ed attività acquisite alle donne di famiglia, mentre il capo clan e' risultato formalmente titolare di una minima parte dell'ingente patrimonio.
08/01/2009 14.24