D'Alfonso è libero. Supporters invadono casa. «Fatemi capire cosa è successo»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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D'Alfonso è libero. Supporters invadono casa. «Fatemi capire cosa è successo»
PESCARA. Come ampiamente previsto l’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso e l'imprenditore Massimo De Cesaris sono tornati in libertà. Adesso potrebbe ritirare anche le dimissioni. «Fatemi capire cosa sta succedendo», ha detto frastornato.   * VELTRONI: «GRAVISSIMO QUELLO CHE E’ SUCCESSO A LUCIANO»
Atmosfera surreale questa mattina in Tribunale, semideserto. Il gip De Ninis, arrivato poco fa è parso tranquillo. Non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti. «Vado a lavorare», ha detto. Sotto casa di D'Alfonso, intanto, si sono radunati cittadini e amministratori comunali che aspettano di poterlo riabbracciare.

9.50. L'ordinanza non è stata ancora firmata ma sarebbe questione di minuti.
In tribunale ci sono anche gli avvocati Roberto Milia (D'Alfonso) e Manuel Del Monte (De Cesaris), fiduciosi ma scaramanticamente titubanti.
I due hanno commentato anche i titoli di alcuni giornali che hanno già scritto della liberazione dell'ex primo cittadino.
«Non è stato firmato ancora niente, noi attendiamo», hanno detto gli avvocati.
In realtà domani i quotidiani non saranno in edicola e così probabilmente qualcuno si è voluto portare avanti.
Sotto casa di D'Alfonso, intanto, si è radunata una folta schiera di giornalisti pronti a intervistare l'ex primo cittadino.
Una volta firmata l'ordinanza dovrebbe partire un fax alla volta della questura. Nel giro di un'ora è poi attesa la notifica ai due indagati.

10.42. L'attesa è più lunga del previsto. In Tribunale è ancora tutto tranquillo, si sta lavorando ma non trapelano indiscrezioni. De Ninis è entrato nel suo ufficio e non ne è più uscito. Gli avvocati stanno cercando di capire cosa stia succedendo. Anche sotto casa di D'Alfonso sale l'attesa. Di certo l'ordinanza non è stata ancora firmata.

11.13. Sotto l'abitazione dell'ex sindaco di Pescara si è radunato un gruppo di persone che attendono notizie dal Palazzo di giustizia sulla possibile revoca degli arresti.
Si tratta di una trentina di persone tra cittadini comuni, amministratori e dirigenti comunali, oltre ai giornalisti. Anche ieri sera un gruppetto di sostenitori aveva atteso sotto casa di D'Alfonso mostrando anche un cartello con la scritta “ritira le dimissioni”.
Nel caso in cui il gip concedesse il ritorno in libertà all'ex amministratore, da Palazzo di città si augurano, infatti, che l'ex sindaco ritorni al suo posto.

12.39. C'è apprensione all'interno del Tribunale. Questa lunga attesa non depone bene, secondo i legali degli indagati. Alle 10 di questa mattina era prevista la firma delle revoca dei domiciliari per D'Alfonso e De Cesaris.
Il provvedimento doveva ricalcare, infatti, a grandi linee quanto era stato già scritto per la liberazione di Guido Dezio. I difensori, però, non riescono a spiegarsi questa attesa.
De Ninis è ancora nel suo ufficio a lavorare. Un paio di volte ha lasciato la sua stanza per parlare con delle segretarie. Non ha rilasciato dichiarazioni ed è parso tranquillo.

13.01. La firma dell'ordinanza del gip De Ninis, da quanto si apprende, non arriverà prima di un paio d'ore. Il giudice per le indagini preliminari starebbe ancora scrivendo l'ordinanza e pare che si avranno notizie solo nel primo pomeriggio.
Il gip ha a disposizione anche le 7 pagine del pm Varone che ieri si era detto contrario alla scarcerazione per D'Alfonso. C'è ancora da aspettare, quindi.

14.44. Il gip Luca De Ninis ha da poco depositato l'ordinanza. Tante le ore per scrivere la motivazione. E' ancora mistero su quale sia stata la decisione. Ai giornalisti lo stesso gip non ha voluto dare alcuna anticipazione.


14.50 D'ALFONSO LIBERO


Il gip De Ninis, così come aveva fatto nei giorni scorsi con il braccio destro dell'ex primo cittadino Guido Dezio, ha firmato l'ordinanza di revoca degli arresti domiciliari.
Ieri il pm Gennaro Varone si era detto contrario alla revoca dei domiciliari per il principale indagato contestando proprio la frase del gip «modeste regalie», ribattendo che la corruzione si può commettere anche con una minima somma di denaro.
Ma De Ninis non è tornato indietro e ha firmato per la scarcerazione.
Era stato proprio lui 10 giorni fa a firmare l'ordinanza di custodia cautelare.

14.58. Sotto casa di D'Alfonso ci sono una trentina di persone, cittadini e amministratori pubblici, pronti a salutare il ritorno in libertà dell'ex sindaco. Con le lacrime agli occhi è arrivato anche il presidente del consiglio regionale Marino Roselli e l'assessore comunale Antonio Blasioli.
L'ex sindaco dovrà comunque attendere che l'atto gli venga notificato dalla polizia giudiziaria prima di uscire fuori casa.



15.02 D'Alfonso si è appena affacciato al balcone di casa sua. Con sorriso tirato, ha salutato la folla di quaranta persone che lo acclamava dalla strada e poi si è commosso. Ha scosso la testa in segno di disapprovazione per l'arresto dei giorni scorsi. Sotto casa, intanto, si è creato anche un ingorgo a causa di curiosi giunti sul posto.

15.23 Affetto incontenibile da parte dei pescaresi che sono riusciti ad entrare nel palazzo di D'Alfonso invadendo il pianerottolo fino davanti la porta di casa.
Ad un certo punto si è sentito provenire da fuori un lungo applauso: è arrivato infatti l'avvocato Giuliano Milia, sventolando un foglio, ovvero l'ordinanza di scarcerazione.
L'avvocato ha suonato alla porta, il sindaco ha aperto e un fiume di gente ha invaso l'abitazione.
Lungo e commosso l'abbraccio tra il legale e D'Alfonso.
L'ex sindaco, seduto su un divano, ha poi impiegato una decina di secondi prima di riuscire a parlare.
«Fatemi capire cosa sta succedendo», ha detto frastornato. «Fatemi capire quello che è successo. Ho bisogno di tempo per riflettere. Chiedo scusa ai miei familiari che hanno dovuto subire dieci giorni difficilissimi».

15.33. Alla domanda dei giornalisti se adesso ritirerà le dimissione D'Alfonso ha detto che non lo sa. «Ho bisogno di riflettere e di parlare con il mio avvocato», ha detto. «Deciderò dopo Natale». Adesso l'ex sindaco è in casa con il suo legale per decidere come muoversi. Si attendono anche le motivazioni del Gip De Ninis sulla scarcerazione.




16.00 Il Gip ha disposto anche la revoca degli arresti domiciliari per l'imprenditore Massimo De Cesaris, anche egli accusato di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti nei lavori pubblici a Pescara. Anche per De Cesaris, secondo il gip, sarebbe venuto meno il pericolo di reiterazione del reato poiche' dimissionario da tutte le cariche societarie.



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VELTRONI (PD): «GRAVISSIMO QUELLO CHE E' SUCCESSO A LUCIANO»

«Quello che è avvenuto a Pescara e' gravissimo. Esprimo a D'Alfonso che torna pienamente libero la mia soddisfazione».
Questo è stato il commento del segretario del Pd, Walter Veltroni, secondo il quale «la vicenda ha dentro di sè gravi implicazioni che meritano una riflessione più compiuta che ci riserviamo di fare fin dalle prossime ore».
«E' assolutamente sconcertante che il gip di Pescara abbia appena nove giorni fa firmato una
ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di Luciano D'Alfonso sulla base di accuse ed argomentazioni pesantissime, sconfessate ora dallo stesso giudice, con una nuova ordinanza
che capovolge la precedente».
A sostenerlo è il commissario del Pd in Abruzzo, Massimo Brutti.
«Evidentemente i recenti interrogatori - ha aggiunto - hanno indotto il magistrato a riconoscere l'infondatezza delle sue stesse valutazioni. Ma la prima ordinanza, adesso clamorosamente
smentita, ha prodotto effetti gravi sotto il profilo istituzionale, poiché è stata la premessa dello scioglimento del Comune, ed ha turbato fortemente l'opinione pubblica. Questa drammatica altalena si poteva e si doveva evitare. Sono convinto che nove giorni fa sarebbe stata necessaria e giusta una
ponderazione maggiore nel decidere».
Secondo Brutti «la libertà personale di D'Alfonso - anche se egli era indagato - meritava un maggiore rispetto».
«E' gravissimo quanto accaduto all'ex sindaco ed a tutta la città di Pescara», ha detto Alessio Di Carlo, referente abruzzese dei Riformatori Liberali.
«A questo punto - prosegue Di Carlo - la città si troverà ad andare alle urne per una decisione, sbagliata, della magistratura. Questo è il vero nodo tra magistratura e politica che occorre immediatamente sciogliere, posto che oltre alla libertà delle persone è in gioco il rispetto della volontà popolare, elemento fondante di ogni sistema democratico».

24/12/2008 16.05

GIOVANNI LEGNINI (PD)

«Sono felice per la liberazione di Luciano D'Alfonso. Un esito che restituisce a lui, alla sua famiglia e a tutti noi, serenità e obiettività nella valutazione di ciò che D'Alfonso ha rappresentato e rappresenta per la popolazione abruzzese. Tale vicenda giudiziaria non può essere semplicemente relegata nella categoria degli errori di valutazione. È necessario chiarire fino in fondo perché si è voluto imprimere un'accelerazione brusca e spettacolare ad un'indagine che poteva seguire il suo normale iter, nel rispetto delle regole e nell'interesse della giustizia e della legalità».
«Il PD», ha aggiunto il senatore del Pd, «potrà ora ritrovare le ragioni per riprendere il suo cammino al servizio dei cittadini e forte di tanti insegnamenti che ci provengono dalle vicende di questi mesi e di questi giorni. Potrà anche meglio esprimere le sue valutazioni e decisioni sulla questione morale e sulla giustizia, avendo avuto la lucidità in un momento così grave di non gridare al complotto e di aver sempre espresso fiducia nella magistratura, anche quando forti erano i dubbi sulla consistenza delle iniziative giudiziarie che si andavano assumendo».