Solo questione di ore la libertà dell’ex sindaco D’Alfonso

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Solo questione di ore la libertà dell’ex sindaco D’Alfonso
L'ARRESTO DI D'ALFONSO. PESCARA. Considerate le prossime festività natalizie l’attesa è diventata “messianica”. Ed, infatti, è solo questione di ore la riconquista della libertà dell’ex sindaco, Luciano D’Alfonso. Il gip sta valutando gli ultimi dettagli e firmerà la quasi certa libertà per le prime ore di domani. Nel frattempo il “furore” del popolo cresce.  * SUPPORTERS DELL'EX SINDACO SOTTO CASA: «RITIRA LE DIMISSIONI»
Tutto in dieci giorni: dall'arresto convulso e per nulla “ordinario” nelle modalità alle 23 del giorno delle elezioni, alle rivelazioni di parte delle risultanze investigative contenute nell'ordinanza, agli interrogatori degli indagati, alle «appassionate difese», alla scarcerazione a sorpresa del braccio destro, Guido Dezio.
Giorni convulsi che hanno sconvolto la vita della città, e non solo quella amministrativa. Scelte che peseranno indubbiamente ancora una volta sul corso della vita locale.
Che gli inquirenti stessero per fare qualcosa di molto importante lo hanno sempre saputo anche quando hanno creduto di “avere riguardo” nei confronti del sindaco e di notificargli l'arresto 30 minuti dopo la chiusura delle urne.
Mai si era visto un arresto eseguito quattro ore dal deposito dell'ordinanza e a tarda sera.
E' stato anomalo anche l' interrogatorio di garanzia durato otto ore in due segmenti che di fatto sono serviti a D'Alfonso per sostituirsi al suo avvocato di fiducia Giuliano Milia: scelta ardita che lo ha però premiato.
E dopo gli interrogatori di ieri è arrivata l'ordinanza del gip, Luca De Ninis, che ha revocato le misure a Dezio ed in quattro pagine ha praticamente cancellato quanto aveva scritto lui stesso otto giorni prima in 100.
Decisamente impossibile, a questo punto, una conferma delle misure cautelari per D'Alfonso perché il gip si smentirebbe da solo per la seconda volta.

L'ORDINANZA CHE SCARCERA DEZIO

Sulla scarcerazione di Dezio il gip ha usato parole ed argomentazioni nette.
«Alla luce della dettagliata e appassionata autodifesa del sindaco D'Alfonso», scrive De Ninis, «e del deposito di ulteriori elementi da entrambe le parti, è necessario prendere atto che il quadro indiziario ha subìto un sostanziale ridimensionamento, in senso favorevole agli imputati, proprio in relazione alle condotte delittuose più significative ai fini della determinazione della misura cautelare, ovvero la corruzione relativa ai project financing dei cimiteri e all'appalto dell'area di risulta e all'estensione del 416 rispetto alla quale non sembra fondata nemmeno la partecipazione del Molisani».
Dunque: quadro indiziario ridimensionato, difesa appassionata, nessuna corruzione, nessuna associazione a delinquere.
«Tale sopravvenienza», continua il giudice, «valutata congiuntamente con l'originaria scarsità dei quadri investigativi suggestivi di finalità di arricchimento personale, inducono a ritenere fondate le perplessità sulla tenuta dell'impianto accusatorio, in relazione della qualificazione giuridica delle corruzioni, quanto meno a quelle contribuzioni illecite emerse nella contabilità sequestrata al Dezio».
Riassumendo: fin dall'inizio le indagini sarebbero state condotte male («originaria scarsità»).
Un durissimo atto di accusa dello stesso giudice verso le indagini preliminari condotte dal pm Gennaro Varone e che sanciscono il netto cambio di orientamento dello stesso giudice terzo.
Se la «scarsità» è originaria se ne deduce che il gip con l'arresto abbia commesso un errore di valutazione, sanato poi con la scarcerazione.
Poiché il nuovo convincimento del giudice è questo risulta chiaro anche in quale direzione andrà la decisione di domani su D'Alfonso.
Il gip poi aggiunge anche che non di corruzione si tratterebbe ma di «finanziamenti illeciti al partito».

CERTAMENTE UN ERRORE

Una ordinanza deflagrante anche per la procura dove oggi si è tenuto un vertice straordinario tra il pubblico ministero, Gennaro Varone, e gli inquirenti di Squadra mobile e polizia postale.
Il summit sarebbe dovuto alle ultime attività di indagine (perché le indagini continuano) che hanno portato la polizia lunedì mattina a Firenze a casa e allo studio di Mariani, consulente nel progetto di finanza dei cimiteri affidati dal Comune alla impresa di Massimo De Cesaris.
Sono state, invece, smentite nuove perquisizioni a casa di D'Alfonso.
Ma elementi nuovi non ci sarebbero per il momento.
Si sa tuttavia che il pm ha depositato verso le 13 il suo parere negativo alla scarcerazione (circa 10 pagine) motivando tutte le incongruenze messe nero su bianco dal gip nella ordinanza che ha rimesso in libertà, per il momento, Guido Dezio.
Un parere basato su argomentazioni di fatto e di diritto.
Il pm contesterebbe la sopravvenienza di nuovi elementi (sarebbero stati prodotti documenti già valutati nelle indagini e ritenuti dall'accusa di scarso valore o marginali).
Vi sarebbero accenni polemici anche verso quella che viene definita «appassionata difesa» che conterrebbe elementi che le risultanze documentali smentirebbero alle quali tuttavia il gip ha dato valore oggettivo.
Nel parere negativo del pm vi sarebbe poi anche un profilo di diritto nel quale si farebbe notare come sia errato considerare “finanziamento illecito” delle donazioni e liberalità qualora occorrano rapporti con l'amministrazione di riferimento (in questo caso il Comune).
Non si può ritenere –sarebbe la tesi del pm- che si commette reato di finanziamento illecito quando vi sono in corso procedure amministrative e per giunta viziate.
Il pm contesterebbe anche le «modeste regalie» -identificate così dal gip- in relazione alle possibilità patrimoniali dei finanziatori.
Vengono anche rilevate alcune incongruenze tra le dichiarazioni rese negli interrogatori: De Cesaris avrebbe detto di pagare il collaboratore esterno del Tempo, Di Miero, per «pubblicizzare una strada», ma il giornalista ha dichiarato a verbale di non aver reso prestazioni e che i versamenti sono giunti solo dietro sollecitazione di D'Alfonso.
Altra incongruenza che riguarda De Cesaris sarebbe quella che proprio dopo i soldi versati a Di Miero avrebbe iscritto nei libri contabili la cifra versata come “liberalità a partito politico”, ravvisando egli stesso un “favore” al sindaco. Lo stesso comportamento avrebbero tenuto anche le altre tre ditte che hanno pagato il giornalista.
Sui chiarimenti dell'autista Fabrizio Paolini è emerso che questi aveva una consulenza presso la Toto come legale. Paolini ascoltato dal pm aveva dichiarato di non aver mai svolto alcuna prestazione. D'Alfonso dunque aveva un ritorno economico non pagando il suo autista.
In una parola: l'impianto accusatorio non sarebbe mutato ma vi sarebbe stato una “rivalutazione” delle prove.
Uno scontro -quello che va in scena tra pm e gip- insanabile, non privo di conseguenze pubbliche.
Quello che anche i profani ed i cittadini della strada hanno capito è che un errore è stato compiuto.
Chi lo ha commesso e quale sia l'errore sarà il tema centrale delle cronache dei prossimi giorni.
Un errore grave sotto moltissimi profili. Un errore che vede al centro una amministrazione e la figura di Luciano D'Alfonso.

COSA PREVEDE LA PROCEDURA

E' bene tuttavia precisare il significato degli avvenimenti di questi giorni per meglio interpretare l'accaduto.
E' noto a tutti la “geologica” lunghezza dei processi giudiziari, è dunque facile capire come la decisione del gip di ieri e quella di domani nulla hanno a che fare con il merito (il sindaco è colpevole o innocente?).
Il giudice dovrà solo stabilire se siano ancora reali i pericoli di fuga, inquinamento probatorio e reiterazione del reato.
Otto giorni fa lo stesso gip diceva: c'è questo pericolo.
Domani questo pericolo sarà svanito.
Un ravvedimento che deve basarsi su argomentazioni precise nel pieno rispetto delle regole.
Il gip (giudice per le indagini preliminari) non è il giudice del processo ma competente solo per le richieste relative alle indagini.
E' a questa figura che il pubblico ministero che coordina le indagini e incarna la pubblica accusa chiede, argomentando, misure restrittive (gli arresti). Il gip valutate le carte e le prove raccolte decide di concederle o meno.
Dopo 10 giorni dall'arresto gli arrestati devono essere interrogati (interrogatorio di garanzia) per verificare la correttezza delle procedure e raccogliere eventuali tesi difensive e nuovo materiale probatorio.
Sono questi gli interrogatori ai quali abbiamo assistito.

LE INDAGINI CONTINUANO

Dando per certa la scarcerazione di tutti gli indagati è facile prevedere grandi feste per riaccogliere l'ex sindaco disarcionato ingiustamente, ripercussioni politiche più o meno invasive, un ostacolo affatto trascurabile all'impianto accusatorio e al futuro della presente indagine.
La situazione si complica per chi ha lavorato in questa indagine, la politica farà il resto e si sprecheranno fiumi di inchiostro per parlare di giustizialismo, garantismo, errori giudiziari ed ingiustizie.
Le verità come sempre rimarranno quattro, ben distinte: la verità vera, quella processuale, quella della politica e quella dei giornali.

23/12/2008 15.56

TUTTO SULL'ARRESTO DI D'ALFONSO


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I SUPPORTERS DI D'ALFONSO SOTTO CASA DELL'EX SINDACO: «RITIRA LE DIMISSIONI»

PESCARA. Sale l'attesa dei sostenitori dell'ex sindaco di Pescara. Dalle 18 sotto casa dell'ex primo cittadino si sono radunati alcuni fedelissimi (al momento sono sei, più cinque giornalisti) che hanno in mano un cartello e aspettano il ritorno in libertà di D'Alfonso.
I supporters hanno scritto su un cartello bianco la frase “ritira le dimissioni”.
Già, perché qualcuno dopo il probabile annullamento dei domiciliari da parte del Gip De Ninis, vorrebbero rivedere D'Alfonso alla guida di palazzo di città.
L'ex sindaco si era dimesso (anche dalla carica di segretario regionale del Pd) a seguito della misura cautelare notificata il 15 dicembre, immediatamente dopo le elezioni regionali. Ma il procuratore Trifuoggi rivelò di averle viste, pronte per essere consegnate, già a inizio dicembre.
«Fino all'ultimo ci fanno aspettare», hanno commentato i fedelissimi, impazienti di rivedere D'Alfonso.
Intanto circola la notizia che l'ordinanza di scarcerazione sarebbe stata già depositata. Non ci sono però conferme in merito. Probabilmente De Ninis ha già preso una decisione ma la notifica potrebbe arrivare solo domani, giorno della vigilia di Natale.

MOMENTO DI SCONFORTO….MA LA NOTIZIA ERA FALSA

Momento di sconforto tra i sostenitori di D'Alfonso (arrivati a 8) pochi dopo le 19 quando si era sparsa la voce che il gip De Ninis non avesse revocato i domiciliari.
La notizia era stata data da un passante in auto che aveva riferito di averla sentita al Tg2.
In realtà al telegiornale Rai è stato detto del parere negativo del pm Gennaro Varone alla scarcerazione.
Non sono mancati epiteti nei confronti dei magistrati e un sospiro di sollievo dei fans quando hanno saputo che la notizia era falsa.
Al momento si apprende che il gip De Ninis ha lasciato il suo ufficio. Non si sa però se vi farà ritorno questa sera o direttamente domattina. Non si sa nemmeno se abbia già depositato l'ordinanza.
Il documento passerà poi alla polizia giudiziaria che dovrà notificare l'atto nel più breve tempo possibile a D'Alfonso.

SOSTENITORI ANDATI VIA

Il gruppo di sostenitori ha abbandonato il sit in. Tutto rinviato a domani, a quanto pare. Anche i giornalisti sono andati via. Dalle verifiche effettuate risulta che il gip De Ninis non è tornato in ufficio. Non c'è nemmeno la sua segretaria e l'ufficiale giudiziario che dovrebbe notificare l'atto. Anche il legale di D'Alfonso, Giuliano Milia, ha confermato di non avere novità in merito e che la data stabilita per la notifica del provvedimento è quella di domani mattina.
Gli ultimi due supporters hanno desistito poco fa e sono tornati a casa loro perché avevano fame.
«Non è giusto», hanno detto prima di andare via. «Quando c'è da arrestarlo lo si fa in tutta fretta e quando bisogna liberarlo ci fanno aspettare», ha detto la giovane coppia.
«E' stato il miglior sindaco di Pescara», hanno ripetuto prima di allontanarsi. E' stata solo l'invidia della gente ad inguaiarlo».
C'è ancora una notte d'attesa.

23/12/2008 19.44