Salta la Fondazione, ma la stagione del Marrucino è salva

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Ritirata. La delibera per l'istituzione della Fondazione “Teatro Marrucino” è stata ritirata durante il Consiglio comunale di Chieti.
Un risultato a sorpresa, su iniziativa dell'assessore Carmelina Di Cosmo, che è arrivato al termine di uno stanco dibattito «sulle magnifiche sorti e progressive» di un'istituzione teatrale sì prestigiosa, ma gravata di debiti per almeno 3-4 milioni.
Di «risultato politico significativo del centrodestra» parla invece Umberto Di Primio, secondo il quale l'assessore sarebbe stato costretto a ritirare la delibera dopo «gli interventi critici da parte di tutti i Gruppi di Opposizione e dopo gli 11 emendamenti presentati tesi a modificare, integrare e correggere la bozza di delibera sulla Fondazione della maggioranza di Centro Sinistra, una bozza carente e contraddittoria».
«Non è così – replica a stretto giro l'assessore – nessuno mi ha costretto e la maggioranza era determinata ad arrivare all'approvazione. Ma io ho voluto sfidare le opposizioni: presentate emendamenti, parlate per ore? D'accordo: io ritiro la proposta di Statuto e tra 15 giorni la ripresento emendata e vediamo se la votate o se la vostra è solo un'opposizione strumentale e preconcetta».
Il problema, pare di capire dalle parole dell'assessore e dal lungo dibattito in aula, è che si parla, si parla, si parla e poi al momento di votare si scoprono incongruenze nel testo, contraddizioni, inesattezze. Ma il lavoro preparatorio in Commissione c'è stato?
«In effetti – continua Carmelina Di Cosmo senza entrare nel merito delle critiche – molti in Consiglio non ci vengono o passeggiano nei corridoi. Altri in Commissione stanno zitti e poi sono loquaci in aula. Io ho voluto sfidare tutti: se il Teatro sta a cuore a Chieti, credo che la Fondazione debba essere uno strumento per uscire dalle secche della gestione asfittica attuale. Perciò serve un consenso il più largo possibile. Tutti dicono di essere d'accordo sulla Fondazione? Ci rivediamo tra quindici giorni».
Quello che i comunicati non dicono invece è che l'assessore ha salvato la stagione teatrale di quest'anno, portando a casa l'affidamento dell'attività all'Associazione di promozione culturale che già gestisce il Teatro. Spettacoli salvi dunque, in attesa che si faccia piena luce sulla gestione deficitaria dell'ente sulla quale sta lavorando Marco D'Orazio. Da quello che si riesce a sapere, sembra che una delle cause del deficit sia il fatto che il Teatro sia stato gestito da persone che non fanno questo mestiere, a partire dalle amministrazioni di Centrodestra fino a quella di Centrosinistra. Inoltre la produzione di spettacoli, che pure c'è stata e di buon livello, non ha avuto mercato, cioè non è stata “venduta”, come fanno altri teatri, per rientrare delle spese sostenute.
Sebastiano Calella
23/12/2008 9.56