Fiom: «La crisi in Val di Sangro non ha precedenti»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1563

ATESSA. «La crisi industriale in Val di Sangro non ha precedenti. Non abbiamo più sponde politiche per questo facciamo appello ai sindaci e ad altre istituzioni».
E' l'appello lanciato questa mattina in conferenza stampa dai segretari regionale e provinciale della Fiom-Cgil, Nicola Di Matteo e Marco Di Rocco. « fronte di 15 mila cassintegrati e 3 mila precari mandati a casa in tutta la provincia di Chieti, di cui 2.200 solo in Val di Sangro - ha detto Di Rocco, il caso Sevel è da solo emblematico con 1.400 posti persi, tra interinali, trasferiti e i contratti a termine, più 400 lavoratori dell'indotto. Nessuna altra azienda in crisi ha licenziato i contratti a termine precludendo loro l'accesso alla cassa integrazione. Tutto ciò é un dramma per il territorio».
«La Fiom», hanno aggiunto, «non si fermerà nella denuncia e lotterà fino in fondo affinché il gruppo Fiat si assuma le proprie responsabilità e riconsidererà anche la sua pozione sociale, non solo quella di far profitti in questa terra».
Di Rocco ha proseguito «per il 2009 ogni lavoratore Sevel perderà fino a 450 euro mensili. Non sappiamo se palare di sviluppo e crescita o è recessione in Val di Sangro».
Di Matteo ha precisato che «é grave che Fiat non faccia conoscere i reali programmi industriali. Con l'azienda non esistono più relazioni. Noi viviamo la nostra crisi, quella internazionale deve ancora venire. Inoltre come può la Provincia di Chieti ignorare la situazione e continuare a parlare solo del Campus tecnologico che deve ancora venire e considerando che le stesse aziende partecipanti al progetto sono tutte in crisi. La Provincia deve invece dire a Sevel perché fa tutta da sola in un momento così mostruoso».

22/12/2008 16.01