Sequestrati due procioni a Chieti. «Portatori di malattie»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Gli uomini del Servizio Cites Territoriale di Pescara e del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale – Nipaf di Chieti del Corpo Forestale dello Stato, hanno sequestrato due orsetti lavatori (Procyon lotor) e denunciato il proprietario.
Infatti, anche a seguito di un controllo sul rispetto della Convenzione di Washington (Cites) sul commercio degli esemplari di specie in via di estinzione, i Forestali si sono imbattuti su due procioni fuggiti qualche giorno prima dalla gabbia dove erano ospitati e rintanati all'interno di una legnaia.
Gli orsetti lavatori, così come altri mammiferi e rettili, sono considerati pericolosi per la salute e la pubblica incolumità da un decreto del Ministro dell'Ambiente del 1996 ed è assolutamente vietata, senza l'apposita autorizzazione prefettizia, la loro detenzione in cattività.

Il procione, inoltre, è specie nota come possibile veicolo di importanti zoonosi, cioè malattie trasmissibili all'uomo come, ad esempio, la rabbia.
Le indagini tendono ora a determinare la provenienza dei due procioni sequestrati per accertare l'esistenza di eventuali canali commerciali paralleli che consentono ai trafficanti di animali di evitare, tra l'altro, i necessari ed opportuni controlli sanitari.
«Molti animali vengono considerati pericolosi sia per la loro offensività specifica sia come potenziali vettori di malattie trasmissibili all'uomo», ha commentato il comandante regionale del corpo Forestale.
«Inoltre questi selvatici rappresentano oggi i nuovi animali da compagnia, sempre più spesso presenti nelle nostre case. Molte volte non si riflette sui problemi di gestione che questi animali, soprattutto una volta cresciuti, possono determinar: si conferiscono allora a strutture pubbliche o private e a volte, purtroppo, si abbandonano».
Gli animali sequestrati sono stati portati presso la struttura di un'associazione senza scopo di lucro in provincia di Rieti.

20/12/2008 10.59