D'Alfonso e la Sanità: «denaro e assunzioni dagli imprenditori»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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D'Alfonso e la Sanità: «denaro e assunzioni dagli imprenditori»
L’ARRESTO DI D’ALFONSO. PESCARA. Contatti diretti con gli imprenditori della sanità.
Sia Pierangeli che Angelini vedevano nell'ex sindaco, Luciano D'Alfonso, una buona sponda per ammorbidire l'ex presidente della regione Ottaviano Del Turco. Rapporti stretti, incontri frequenti sebbene l'ex primo cittadino non avesse possibilità di decidere in prima persona.
Secondo l'accusa D'Alfonso per questa intermediazione riceveva in cambio denaro per le sue campagne elettorali (puntualmente in nero) e contrattava assunzioni di suoi conoscenti.
Gli episodi contestati sono parecchi. Pierangeli nel corso dell'interrogatorio avuto nelle scorse settimane con il pm Varone ha negato ogni addebito e se questi gli avrebbe versato senza fattura meno di 10 mila euro da Angelini ne sarebbero arrivati «parecchie centinaia di migliaia di euro», come racconta una dirigente del gruppo.

LA EX FONDERIA CAMPLONE

Nei mesi di marzo e aprile 2006 da Pierangeli arrivarono 8 mila euro quale contributo «non dichiarato», si legge nell'ordinanza, «in prossimità delle elezioni politiche nazionali dell 'anno 2006».
La contropartita, si legge ancora erano «atti amministrativi contrari ai doveri di ufficio adottati o da adottarsi» nell'accordo di programma per definire la nuova destinazione dell'area "Ex Fonderia Campione", acquistata dalla Cielo Alto S.r.l. di Pierangeli ad agosto del 2003. E' lì che la Regione ed il Comune hanno deciso di costruire la nuova sede di giunta e consiglio regionale.
Infatti, sulla zona la ditta «aveva un dichiarato interesse economico», scrive il gip De Ninis, anche perché la sua vocazione urbanistica «é divenire sede degli uffici della Regione Abruzzo».
Riscontri di questo ce ne sono anche nella famosa lista di Dezio dove si leggeva “Pierangeli Luigi
8N”, dove la lettera “N” sta per "in nero".
«Pierangeli Luigi aveva, dunque, una ottima ragione per corrispondere denaro al sindaco Luciano D'Alfonso essendo quest'ultimo funzionario apicale dell'amministrazione avrebbe dovuto, con amplissima discrezionalità, ratificare l'accordo di programma sull'area urbana questione, anch' esso delegato al dirigente Silveri».
Su quel progetto ci furono fin da subito mille dubbi e contestazioni anche nel corso dei consigli regionali, sia per il progetto in sé (tre torri di oltre 40 metri forse troppo vicino alla pista di atterraggio - 2,6 chilometri - ed esattamente all'interno del sentiero di atterraggio). E alcuni consiglieri di minoranza come Antonio Norante dell'Udc sollevarono più di un dubbio: «I terreni, dove dovrebbero sorgere gli uffici della Regione», disse nel 2005, «sono stati acquistati dalla società Cielo Alto srl di proprietà degli imprenditori della sanità. Si tratta di un intreccio, il solito intreccio», concluse Norante, «e la sanità in questi intrecci non manca mai».

PIERANGELI E LA CAMPAGNA ELETTORALE DI DEL TURCO

Ma è stato lo stesso Pierangeli, nel corso di un interrogatorio a spiegare perché lui fosse in contatto con l'ex sindaco.
«D'Alfonso», scrive il gip De Ninis, «è stato aduso alle richieste di favori personali verso il Pierangeli. Infatti, nel corso della perquisizione è stata sequestrata una lettera, a sottoscrizione del sindaco, con la quale quest'ultimo (in data 14 febbraio 2005) preannunziava al Pierangeli la visita di un incaricato di Del Turco per concordare le modalità di sostegno alle iniziative legate alla campagna elettorale per il rinnovo della Presidenza Regionale. Che Del Turco avesse necessità della mediazione del D'Alfonso per chiedere denaro a Pierangeli», scrive il gip, «la dice lunga sulle capacità induttive del sindaco verso quell'imprenditore e sui rapporti tra i due».
Un responsabile delle relazioni pubbliche della società di Pierangeli ha poi raccontato che D'Alfonso «più volte (personalmente, ovvero tramite Dezio; nei periodi pre-elettorali ed anche in epoca recentissima) ha chiesto ed ottenuto che il Pierangeli assumesse suoi protetti. Tali asserzioni sono state confermate nel corso dell'interrogatorio dal Pierangeli, che è tuttavia, apparso assolutamente restio a dettagliarle».

D'ALFONSO E VILLA SERENA

Ma anche Villa Serena aveva frequenti incontri con D'Alfonso, secondo l'accusa. Concetta Petruzzi è la proprietaria dell' istituto sanitario in questione «ed è stata più volte, insieme al Pierangeli, in riunione con il D'Alfonso», scrive il gip De Ninis, «perché si facesse portavoce, quale capo del Pd, delle loro istanza in materia di sanità convenzionata» e «per ottenere aiuto contro l'atteggiamento del governatore della regione Abruzzo Del Turco, sfacciatamente in favore del loro concorrente Vincenzo Angelini, proprietario di Villa Pini».
Nel corso della perquisizione eseguita a carico di Petruzzi è stato acquisito un elenco di persone da assumere o assunte, segnalate dal sindaco D'Alfonso, come risulta chiaro da un appunto».
L'agenda degli appuntamenti dell'anno 2006, «pure sequestrata alla Petruzzi conclama numerosissimi incontri con il sindaco D'Alfonso, uno di essi in data 3 aprile 2006, nei quali, certamente, si parlava di sanità, come risulta da alcune annotazioni. Dalla contabilità ufficiale di Villa Serena risulta un versamento dichiarato di euro 5.000 al Comitato D'Alfonso il 17 dicembre 2007».
«L'agenda del sindaco», si legge ancora nell'ordinanza, «indica, poi, una lunga serie di incontri personali con il Pierangeli, tra il dicembre 2005 ed il gennaio 2008; ne consegue che è irragionevole ritenere che la richiesta degli 8.000 euro in nero annotati dal Dezio sia stata una sua iniziativa personale».

INCONTRI CON ANGELINI

Dopo il deposito della richiesta di misura cautelare la procura ha ascoltato un dirigente del gruppo Angelini «a conoscenza di particolari rilevanti per la presente indagine».
La persona in questione «ha dichiarato di avere appreso dall'allora collega Camillo Cesarone (arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla santità abruzzese, per avere operato quale collettore di tangenti per conto di Ottaviano Del Turco) che, nel periodo delle elezioni regionali del 2005 (quelle poi vinte dal Del Turco) al D''Alfonso erano stati elargiti contributi in misura maggiore che al Del Turco per centinaia di migliaia di euro (evidentemente in nero, visto che di essi non vi è traccia nella contabilità ufficiale della Margherita), quale investimento su un politico in ascesa della coalizione di centro-sinistra».
L'ex dirigente «ha ricordato, poi, di una assunzione di comodo di un esponente della Margherita.
Camillo Cesarone ha confermato l'esistenza di uno stretto rapporto tra il D'Alfonso e l' Angelini, che spingeva quest'ultimo ad andare non raramente ad incontrare il primo presso il Municipio di Pescara (benché il Comune non abbia alcuna competenza in materia di sanità convenzionata), i due a chiamarsi per nome e l'Angelini ad affermare, alle richieste di chiarimenti del Cesarone "Luciano è un amico"».

20/12/2008 8.54

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