Appalto cimiteri: «un project financing contro legge e finanziamenti occulti»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Appalto cimiteri: «un project financing contro legge e finanziamenti occulti»
L'ARRESTO DEL SINDACO. PESCARA. L'indagine che la procura ha portato avanti sugli appalti dei cimiteri ha scoperchiato una serie di episodi, non tutti inediti, che gettano ombre sulle modalità di assegnazione dei lavori e non solo. * CIMITERI 2/ DE CESARIS VERSÒ SOLDI AL GIORNALISTA SU RICHIESTA DI D’ALFONSO * CIMITERI 3/ LAVORI A CASA DI D'ALFONSO GRATIS
Per questa questione sono indagati per corruzione propria aggravata Luciano D'Alfonso, il suo braccio destro Guido Dezio, e l'imprenditore Massimo De Cesaris. Tutti e tre da lunedì sera si trovano ai domiciliari e oggi saranno ascoltati dalla Procura di Pescara, per la prima volta dopo il loro arresto.
«Massimo De Cesaris», si legge nell'ordinanza del Gip De Ninis, «è l'imprenditore che, all'esito di una delicatissima operazione di ingegneria tecnico-giuridica, costellata di violazioni di legge e governata dall'uso distorto della procedura di evidenza pubblica, ha potuto aggiudicarsi quale unico partecipante il project financing per la ristrutturazione, ampliamento e gestione dei cimiteri di Pescara San Silvestro e Colle Madonna».
Già da qui si capiscono i diversi dubbi su una operazione giudicata tutt'altro che trasparente.
Secondo il gip, infatti, «l'iter amministrativo appare sostenuto da una volontà politica tenace che viene ricondotta al sindaco». Era lui, secondo l'accusa, che dettava le regole e impartiva gli ordini. Ad operare erano sempre terzi.
Completamente estraneo ai fatti, invece, risulta essere l'assessore ai cimiteri Balducci che sollevò formalmente il problema della privatizzazione del cimitero dicendo chiaramente di essere stato estromesso da qualunque partecipazione decisionale.

«PROJECT FINANCING FUORI LEGGE»

Secondo l'accusa, che si è avvalsa di alcune consulenze tecniche, «l'originario intervento presso il cimitero di Colle Madonna», dove era prevista la manutenzione straordinaria, «è di per sé incompatibile allo spirito della legge sul project financing».
Infatti, se così fosse non dovrebbero essere previsti oneri finanziari per la pubblica amministrazione.
Ma non solo: secondo l'accusa ci sono «anomalie plurime e gravissime» che denoterebbero «una strategia volta a pilotare la gara in favore dell'unico partecipante».
Tra le varie «anomalie», si legge nell'ordinanza, ci fu l'estromissioni dell'impresa Rialto (già aggiudicataria dei lavori di ampliamento dei cimitero di Colle Madonna per un importo che superava il milione di euro).
Venne spedita così una lettera, «a firma del geometra Giampiero Leombroni, direttore dell'area Tecnica Lavori Pubblici e dall'architetto Di Febo, responsabile del procedimento», in cui si chiedeva di «rinunziare alla gara già aggiudicata nella mera prospettiva dell'amministrazione di realizzare ulteriori loculi nei due cimiteri».
Qualche giorno dopo la Rialto si tirò effettivamente indietro: «la Rialto Costruzioni srl accetta l'invito e (…) spontaneamente rinuncia a qualsiasi pretesa».

MODIFICHE AL PROGETTO SENZA PASSARE DAL CONSIGLIO COMUNALE

Sempre secondo l'accusa, inoltre, il project financing venne cambiato in corsa: «il geometra Leombroni (direttore dell' Area Tecnica Lavori Pubblici) amplia l'oggetto dalla sola "manutenzione" alla loro "gestione" sempre senza decisione del Consiglio comunale che non è mai stato chiamato a pronunciarsi in merito».
«Nei giornali e nell'albo Pretorio del Comune il Leombroni», si legge ancora nell'ordinanza, «fa pubblicare una rettifica dell'originario avviso indicativo di project jìnancing con la fuorviante dizione di "proroga termini", così violando i termini ed i contenuti minimi dell'avviso previsti dalla legge Merloni. Analoghe violazioni in materia di pubblicità si ripetono nel successivo sviluppo del procedimento».
L'unica offerta che arrivò fu poi quella dell'Ati Angelo De Cesaris srl- Delta Lavori.
«Il 13 dicembre 2004», si legge ancora nell'ordinanza, «la commissione incaricata approva la proposta del project financing sebbene non fosse conforme al piano di fattibilità elaborato dall'ente appaltante né al piano regolatore della città».
Il 13 gennaio 2005 anche la giunta approvò il project financing. «D'Alfonso è assente», scrive De Ninis, «ma non si può dubitare che egli sostenesse il progetto con la sua volontà politica».

PROGETTO NON CONFORME AL PRG

Secondo l'accusa, inoltre, l'istruttoria del geometra Leombroni e la relazione della Commissione "dimenticarono" di rilevare che il parcheggio previsto per il cimitero di San Silvestro «ricade in zona agricola, mentre sulle aree già destinate a parcheggio è previsto parte dell'ampliamento cimiteriale. Nei progetti preliminari anche i nuovi parcheggi previsti per il cimitero di Colle Madonna non sono conformi alla destinazione del Prg (i definitivi invece lo sono)».
La giunta il 6 marzo 2006 avrebbe dovuto prendere atto della non conformità della proposta di De Cesaris al piano regolatore ed al progetto preliminare «ma anziché avviare gli atti per l'annullamento della gara decide semplicemente di stralciare tali opere, approvando il resto».

«NON CONOSCO IL PROJECT FINANCING»


L'ex sindaco nel corso dell'interrogatorio con il pm ha «preso le distanze dai comportamenti di quelle persone che sono stati fedeli e stretti collaboratori».
Anche sulla questione dei cimiteri ha fatto altrettanto e detto «non conosco l'iter del Project financing».
Per l'accusa però questa presa di distanza «non riesce a scalfire il materiale probatorio raccolto».

TUTTI I PAGAMENTI DI DE CESARIS

La polizia nei mesi scorsi ha eseguito una perquisizione nei confronti di Massimo ed Angelo De Cesaris. E' stato sequestrato, nella borsa porta-documenti di Massimo, un appunto informale che riepilogava i versamenti verso i partiti politici.
I versamenti sono divisi tra quelli operati attraverso la società Anzuca S.r.l. e quelli operati personalmente.
Tra quelli personali, spicca quello di € 13.000 erogato all'allora candidato sindaco Luciano D'Alfonso. Tra quelli societari l'erogazione di € 15.000 in favore della Margherita per le elezioni regionali del 2005.
Per la procura nell' aprile 2006 Massimo De Cesaris versò, tramite l'Anzuca S.r.l., un contributo non dichiarato di 5.000 euro al partito politico del sindaco D'Alfonso.
Di tale versamento è stata trovata una annotazione nella contabilità ufficiosa tenuta da Dezio ma anche in quella di De Cesaris.
L'appunto sequestrato a Dezio contiene un'altra indicazione giudicata dagli inquirenti «interessante»: tra i soggetti indicati come possibili finanziatori vi è il nominativo dell'avvocato Marco Mariani, membro della commissione che ha approvato il project financing di De Cesaris.
Per l'accusa «il suo nominativo non può essere frutto dell'iniziativa di Dezio, che con lui non ha avuto alcun rapporto istituzionale».
«L'indicazione», si legge nell'ordinanza, «non può allora provenire che dal D'Alfonso, che ha indicato e appoggiato la sua nomina».

a.l. 18/12/2008 12.31

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CIMITERI 2: DE CESARIS VERSÒ SOLDI AL GIORNALISTA SU RICHIESTA DI D'ALFONSO

Secondo l'accusa c'era anche un altro modo nel quale De Cesaris distribuiva «remunerazione occulte» per compiacere l'allora sindaco D'Alfonso.
Nell'appunto sequestrato all'imprenditore nel corso di una perquisizione, infatti, c'erano anche dei riferimenti ad alcuni versamenti (6mila euro) verso la società Informabruzzo, sotto la voce "versamento liberale a partito politico".
Ma quella società non aveva affatto a che fare con un partito.
A raccontare come sono andate le cose e a chiarire il comportamento "particolare" del sindaco è stato nel corso di un interrogatorio, Francesco Di Miero, collaboratore esterno del Tempo Abruzzo e titolare della società Informabruzzo.
Ecco che cosa raccontò:

«Ho rappresentato al sindaco D'Alfonso che la mia azienda era in grado di massimizzare eventi e gestire immagine di società e persone. A questo punto D'Alfonso mi guardò e disse "adesso ci penso io" e chiamò telefonicamente la sua segreteria chiedendo: "Chiamatemi De Cesaris".
Subito De Cesaris venne chiamato ed i due cominciarono a parlare; nella circostanza D'Alfonso, in modo confidenziale disse al De Cesaris "Vogliamo fare una buona azione? Offrendo una prestazione ad un bravo giornalista?" Dopo di che avuta conferma la telefonata è stata chiusa ....»


Qualche giorno seguente arrivarono i frutti del raccolto dell'ex sindaco. Il racconto è ancora quello di Di Miero:

... Dopo alcuni giorni fui contattato telefonicamente da una persona che mi diede appuntamento al bar Bistrot di via Carducci sotto la sede del quotidiano Il Tempo. Lì incontrai una persona dell'azienda De Cesaris, non ricordo chi fosse, a cui dissi cosa potevo fare per loro con la mia agenzia ... siccome il rapporto doveva essere a lunga scadenza ed una tantum indicai l'importo di euro 5.000 + IVA che mi è stato pagato con la fattura di cui si è parlato. In realtà detta azienda non mi ha mai chiamato e non mi ha mai chiesto alcuna collaborazione e perciò io non ho mai fatto nulla restando in attesa».

L'ex sindaco ripetè la stessa procedura altre volte:

«Devo a questo punto precisare che D'Alfonso mi ha successivamente chiamato altre tre volte nel tempo per situazioni analoghe, ove con le stesse modalità di cui sopra ha contattato altre aziende per farmi ottenere incarichi analoghi a quelli della De Cesaris ai quali non ho fornito alcuna prestazione. Le aziende sono la Siset Costruzioni Sas di Perilli IO &C, con fatturazione del 20 giugno 2006 importo euro 3.000, la Delta Lavori SpA con fatturazione del 3.1.2006 importo euro 2.400, la Soget S.p.A. con fatturazione del 14 marzo 2006 euro 3.600. Siccome non avevo mai prestato alcuna attività per dette consulenze, durante gli incontri con D'Alfonso ho rappresentato allo stesso questa anomala situazione e questi sorridendomi faceva 'spallucce' e mi diceva che non dovevo preoccuparmi e che era tutto a posto».

Il racconto di Di Miero, secondo il gip De Ninis, «é altamente significativa del livello di potere e delle relazioni gestite dal sindaco del capoluogo. Di Miero si è trovato nella condizione di ottenere gratuitamente denaro da più imprese soltanto perché era arrivata la richiesta da D'Alfonso».
Per la procura, inoltre i rapporti tra il sindaco ed il giornalista sono «meritevole di approfondimento».
«Il sindaco», si legge nell'ordinanza, «potrebbe aver comprato i favori di un giornalista con denaro delle imprese, oppure aver indotto le imprese a regalare soldi ad un suo amico o ancora più semplicemente - come lui stesso ha dichiarato nella memoria allegata all'interrogatorio, fornendo però una motivazione implausibile ed insufficiente – essersi indotto ad un aiuto nei confronti di un postulante».
Il rapporto delle imprese con il sindaco, invece, per il gip ha una sola spiegazione: si tratta «di indebita remunerazione».
«Esse infatti», scrive il gip, «hanno pagato senza battere ciglio e senza preoccuparsi di quali ne fossero le ragioni: la ragione sufficiente, con evidenza, era la richiesta del sindaco. La s.r.l. Anzuca, del tutto coerentemente, ha iscritto quel pagamento tra le erogazioni liberali a partito politico (ovvero al sindaco D'Alfonso), vestendolo però come compenso per una generica consulenza professionale».

Pagamenti a Informabruzzo arrivano anche dalla Soget, società di riscossione con il Comune, come raccontò Gaetano Monaco. Ecco cosa si legge a riguardo nel verbale:

Il Monaco, sentito dalla polizia giudiziaria, ha ricordato che all'inizio del 2006 ricevette una telefonata dal sindaco D'Alfonso, che gli chiedeva se non potesse offrire una consulenza ad un bravo giornalista. Il Monaco, tuttavia, comprese la richiesta nella sua effettiva portata: così, dopo avere espressamente richiesto che cifra potesse andare bene ed avere ottenuto per risposta l'indicazione di mantenersi sui 3.000 euro, erogò senz'altro tale somma di denaro al giornalista quando Di Miero gli si presentò, senza commissionargli alcunché.
A domanda del perché si fosse deciso a tale elargizione senza causa, ha risposto che gli appariva necessario mantenere buoni rapporti con il Comune»
.
«Anche in questo caso», scrive il gip, «il senso è chiaro: una richiesta di denaro del sindaco D'Alfonso non poteva essere disattesa».

DEZIO SOLO BRACCIO OPERATIVO

«Se dunque De Cesaris, e non soltanto De Cesaris, era pronto a dare solo perché era D'Alfonso a chiedere», si legge nei documenti, «ne consegue che Dezio non può essere considerato l'ideatore del sistema dei finanziamenti occulti ma é stato, tutt'al più, il consapevole intermediario che ha portato ad esecuzione un generale disegno corruttivo: un semplice ragioniere, sempre solo esecutore delle direttive del proprio mandante».

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CIMITERI 3/ LAVORI A CASA DI D'ALFONSO GRATIS

Indagando indagando la Procura ha scoperto che nel 2005 la ditta De Cesaris, che si era aggiudicata l'appalto del cimitero, aveva eseguito «ampi lavori di ristrutturazione» presso l'abitazione di D'Alfonso di Pescara.
Secondo la testimonianza di un lavoratore della ditta «le maestranze di De Cesaris ristrutturarono l'intero appartamento» ed i lavori, «durati una ventina di giorni», riguardarono «tinteggiatura, sistemazione di pavimenti e parquet, lavori idrici, elettrici e di falegnameria, con particolare riferimento alle finestre, inoltre fu cambiata la disposizione della cucina».
Per tali lavori, però, «non risultano essere state emesse fatture», sostiene il gip, «né eseguiti pagamenti, come è comprovato dai risultati dell'ispezione della contabilità del De Cesaris eseguita dalla Polizia Postale».
«Essi», scrive De Ninis «non possono che costituire contropartita per i favori ottenuti dal De Cesaris medesimo dall'amministrazione D'Alfonso».

D'ALFONSO: «LAVORI IRRILEVANTI»

La spiegazione offerta sul punto da D'Alfonso è per il gip «del tutto insoddisfacente: a suo dire si sarebbe trattato solo di lavori «irrilevanti» che «spontaneamente il De Cesaris si sarebbe offerto di realizzare per ricambiare il favore di aver ricevuto per anni, in comodato gratuito, un locale di D'Alfonso sito in Francavilla al Mare».
Sempre il dipendente di De Cesaris raccontò che la ditta aveva provveduto a ristrutturare anche i locali adibiti a sede della Margherita (oggi sede di "Europa Prossima") di Lettomanoppello (paese natale dell'ex sindaco).
Per questi lavori De Cesaris ha prodotto fattura risalente all'anno 2002 per "lavori edili vari" dell'importo di € 12.000 + IVA.
Ma il dipendente ha detto però che i lavori sono stati eseguiti nel 2005.

18/12/2008 12.51