Novemila multe strappate, 13 vigili patteggiano

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Novemila multe strappate, 13 vigili patteggiano
PESCARA. Alla fine gli è andata bene: 13 dei 70 vigili indagati per falso ideologico e truffa per la cancellazione sistematica dei verbali questa mattina hanno patteggiato.
Grazie all'indulto la pena è stata sospesa e probabilmente i pubblici ufficiali non perderanno nemmeno il loro posto di lavoro.
Questa mattina davanti al giudice sono sfilati in 13. La linea difensiva è stata identica per tutti: ammettere il reato e scegliere il patteggiamento che consente così di ridurre di un terzo la pena prevista dal codice.
Hanno fatto così gli agenti Iacopo Di Giampietro, Maria Cristina Di Simone, Vincenzo Fabrizio, Massimo Di Marzio, Claudio di Sabatino, Pietro D'Ambrosio, Sergio Di Giorgio, Valerio D'Anteo, Arnaldo Ciarfella, Monica Di Sante, Umberto Franceschini, Maurizio Di Donato, Mario Ciarfella.
Le condanne vanno dai 5 mesi e 10 giorni a 1 anno e mezzo per i reati di falso ideologico in atto pubblico.

9.000 MULTE CANCELLATE

L'inchiesta era partita nel giugno del 2006 quando il nuovo comandante dei vigili urbani Ernesto Grippo (ancora in carica), arrivato quattro mesi prima, si accorse di una mole enorme di multe annullate. Scattò la denuncia e si aprì l'inchiesta coordinata dal Pm Paolo Pompa.
Impressionanti i numeri che saltarono fuori: 9.000 multe strappate come nulla fosse successo, 238 “corrette” e falsificate a volte anche in modo evidente, con penne di diverso colore. Questo dal 2004 al 2006 periodo in cui prendere una multa, nella maggior parte dei casi, equivaleva a passarla liscia.
Nel corso delle indagini si scoprì che per annullare le multe venivano usate sempre le stesse scuse: “disabile a bordo”, “malore del conducente” o “avaria al motore”, tutte giustificazioni ritenute valide per chiudere un occhio ma palesemente false.
Per l'accusa non è da sottovalutare il danno erariale che gli agenti di polizia avrebbero causato alle casse comunali: 500 mila euro il totale mai versato. E adesso sarà la Corte dei Conti, con un'indagine parallela a valutare e sanzionare l'eventuale danno erariale.

TRUFFA AGGRAVATA PER I VERTICI

E se questa mattina 13 vigili hanno preferito patteggiare piuttosto che affrontare un lungo processo (e rischiare una pena più elevata) è plausibile che anche gli altri 57 facciano altrettanto.
Verranno fissate nelle prossime settimane le udienze
Rischiano di più i vecchi vertici di polizia, ai quali è stata contestata anche la truffa aggravata e il falso per omissione. Tra questi ci sono l'ex comandante Cespa, l'ex vicecomandante Giuseppe Chincoli e l'ex responsabile dell'ufficio atti Italo Di Credico.
Per il pm Pompa i tre nel corso di quei due anni hanno «instaurato e avallato una prassi che consentiva l'annullamento di un elevatissimo numero di verbali con modalità del tutto illegittime e arbitrarie». 17/12/2008 16.49