«Associazione a delinquere con gli uomini di fiducia negli uffici del Comune»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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«Associazione a delinquere con gli uomini di fiducia negli uffici del Comune»
L'ARRESTO DI D'ALFONSO Emergono con difficoltà nuovi particolari dalle accuse mosse al sindaco di Pescara D'Alfonso arrestato ieri dalla Squadra mobile e dalla polizia postale.     * LA CRONACA DELLA MATTINATA: I PRIMI PARTICOLARI
Sono episodi della vita amministrativa quasi tutti "editi" perchè al centro di aspre polemiche. Al centro dell'indagine anche i rapporti tra D'Alfonso e i suoi uomini di fiducia, piazzati per tenere sempre tutto sotto controllo.
Con il passare delle ore sono sempre di più le notizie che saltano fuori.
Tra i nomi degli indagati eccellenti figura anche l'imprenditore della sanità Luigi Pierangeli molto attivo anche nel campo edilizio.
Il sindaco d' Alfonso abusando della qualità di sindaco e delle sue funzioni avrebbe indotto -secondo la procura-, con il concorso consapevole del segretario Dezio (che fungeva da collettore) l'imprenditore Luigi Pierangeli a versare 8mila euro.
Di lì a poco lo stesso Pierangeli (attraverso la società Cielo Alto srl) si sarebbe accordato con Comune e Regione per la costruzione della nuova sede della Regione dove una volta sorgeva l'ex Fonderia Camplone.
Ottomila euro di contributi non dichiarati in prossimità delle elezioni politiche nazionali del 2006.
L'imprenditore avrebbe ricevuto in cambio «atti amministrativi contrari ai doveri di ufficio adottati o da adottarsi nell'accordo di programma concernente la destinazione urbanistica dell'ex fonderia».

DEZIO, PRESUTTI, MOLISANI, PAOLINI: TUTTI PER UNO

È pesante l'accusa di associazione a delinquere per il sindaco D'Alfonso e per i suoi più stretti collaboratori.
Indagati insieme all'ex primo cittadino e al suo braccio destro e dirigente al patrimonio anche l'ex portavoce Marco Presutti, Fabrizio Paolini autista personale ed il dirigente capo di gabinetto, Marco Molisani.
Le ipotesi di accusa formulate dalla procura ed accolte dal giudice per le indagini preliminari, Luca de Ninis, riguardano «una serie di azioni delittuose contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica del patrimonio», delitti rivolti «al reperimento di risorse per l'arricchimento personale, per il finanziamento dell'attività politica di Luciano D'Alfonso e per la propaganda presso i potenziali elettori in favore dello stesso sindaco».
Nell'ordinanza di custodia cautelare si ricostruisce molto chiaramente l'azione strategica dell'ex sindaco che aveva come priorità assoluta quella di piazzare i suoi uomini di fiducia nelle posizioni chiave della amministrazione.
In questo modo i suoi fiduciari avevano libertà di azione perché ricoprivano funzioni pubbliche in ruoli nevralgici dell'attività del Comune.
«In particolare ha attribuito a Guido Dezio, mediante concorso di comodo», scrive il gip, «la funzione di dirigente di servizio al patrimonio e gli ha conferito l'incarico di coordinare la spesa per la pubblicità istituzionale, sottraendola al funzionario competente per funzione che è il dirigente Lavori Pubblici».

AMICI “PRIVATI” CON INCARICHI PUBBLICI

A Marco Molisani il primo cittadino avrebbe attribuito un altro ruolo nevralgico come quello di capo di gabinetto e a Presutti quello di portavoce.
Un posto di tutto riguardo è stato scovato anche per Fabrizio Paolini, l'autista e il factotum del sindaco.
Paolini ha ricevuto da D'Alfonso, attraverso apposite delibere ed atti amministrativi, prima borse di studio poi finalmente un incarico continuativo presso il Comune.
Lo strumento per poter raccogliere i fondi era l'associazione Europa Prossima, quale strumento di azione politica, utilizzata anche per il conseguimento di profitti delle corruzioni che sarebbero state accertate.

L'ASSOCIAZIONE EUROPA PROSSIMA

Una tale potenza di fuoco («una squadra d'azione», la chiama il gip nell'ordinanza) sarebbe stata capeggiata direttamente dall'ex sindaco, il quale dava indicazioni per la distrazione di denaro pubblico dai fondi comunali, solo apparentemente giustificata da atti pubblici in realtà frutto di un reato specifico: il falso ideologico.
L'associazione raccoglieva i fondi dagli imprenditori per finanziare il partito della Margherita, per finanziare manifestazioni pubbliche riconducibili allo stesso schieramento così come accadde per la convention di Prodi nel 2005.
Tra le uscite dell'associazione Europa Prossima ci sarebbero una moltitudine di eventi che avevano come obiettivo principale «un ritorno d'immagine per il sindaco: fu l'associazione a finanziare la Jadrolinija, la compagnia croata per il collegamento Pescara Spalato o il cerimoniere personale del sindaco».
Il tutto veniva svolto meticolosamente dai funzionari e dei suoi uomini di fiducia, secondo l'accusa, che aveva rapporti diretti con le persone le ditte di imprenditori e persino la contabilità occulta.
Secondo le accuse la stessa «squadra» sarebbe stata in grado di procurare una serie di finanziamenti conferiti poi al partito della Margherita ma in realtà utilizzati dall'ex sindaco per scopi privati o per sostenere l'attività dell'associazione Europa Prossima.
«Il sindaco D'Alfonso», scrive il gip, «imponeva un sistematico scambio tra promessa di trattamenti di favore da parte dell'amministrazione comunale (…) e contributi in nero».
In special modo gli inquirenti hanno notato come questo «scambio» fosse molto frequente in attività qualificate da decisioni altamente discrezionali come l'affidamento diretto dei lavori, la vicenda dell'area di risulta o il progetto di finanza sui cimiteri cittadini.
Con tali meccanismi la procura avrebbe individuato «una serie indefinita di reati come truffa, concussione, peculato, corruzione, falso ideologico».

LA GIUNTA VA A CASA IL 7 GENNAIO

Il 7 gennaio la giunta e il consiglio comunale di Pescara «andranno a casa, orgogliosi di aver partecipato ad una stagione straordinaria per Pescara».
Lo ha detto oggi il vice sindaco Camillo D'Angelo, che ha convocato una conferenza stampa apposita. D'Angelo ha ringraziato l'ex sindaco «per il lavoro svolto per Pescara».
D'Angelo ha espresso solidarieta' al sindaco, e si e' detto «certo che dimostrera' la propria estraneita' a quanto gli viene contestato».
Ha anche espresso «fiducia nel lavoro della magistratura».
In conferenza stampa, insieme a D'Angelo, assessori e consiglieri comunali dell'amministrazione di centrosinistra guidata da D'Alfonso.
Intanto però un'altra scure si abbatte su una amministrazione pubblica che sarà commissariata in vista delle ormai certe elezioni in primavera inoltrata.
Intanto D'Alfonso sarà interrogato giovedì dal gip Luca De Ninis per la convalida dell'arresto e per spiegare la sua estraneità ai fatti contestatigli.
Intanto penderebbe anche un'altra misura afflittiva come l'interdizione a carico di due indagati che potrebbero subire l'interdizione temporanea o perpetua dai pubblici uffici.

16/12/2008 17.12