Erosione della costa: la spiaggia non c’è più tra Pescara e Francavilla

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Erosione della costa: la spiaggia non c’è più tra Pescara e Francavilla
PESCARA. Nuova mareggiata stessi problemi di sempre sul litorale tra Pescara e Francavilla. La spieggia sparisce e minaccia gli stabilimenti balneari.
I ripascimenti fatti negli anni passati non hanno sortito effetti.
Le organizzazioni sindacali lanciano l'allarme.
Il Sib/Confcommercio dice che i dani sono già ingenti e oltre a lambire le strutture turistiche in alcuni casi lambisce anche abitazioni.
Cosa fare?
I Comuni dovrebbero spendere tutte le risorse dedicate al ripascimento immediatamente.
Il presidente del Sib/Confcommercio, Riccardo Padovano sostiene che «la gravità della situazione in atto richiede un intervento immediato da parte dei Comuni che, ai sensi della legge regionale n. 17 del 1976, possono avviare, in casi di rischio imminente per l'incolumità pubblica, con massima urgenza interventi a salvaguardia del litorale e dare in tal modo alle aziende balneari coinvolte ed ai proprietari di civili abitazioni un concreto segnale di sostegno».

Partiocolarmente violenta è stata la mareggiata nei pressi del Villaggio Alcyone, dove da due anni gli imprenditori balneari attendono gli annunciati interventi di salvaguardia della costa per i quali la Regione ha stanziato un milione di euro nel 2006.
«La situazione è ormai fuori controllo» denunciano il presidente ed il coordinatore di Fiba-Confesercenti, Antonio La Torre e Ciro Gorilla, «solo nell'ultimo mese è la terza volta che denunciamo la pericolosità della situazione. Questa mareggiata era stata ampiamente annunciata, ed oggi ci ritroviamo con l'acqua che minaccia le strutture. Quello che inquieta è che a mangiare la spiaggia, nei fatti, è la burocrazia: da due anni i fondi stanziati dalla Regione sono bloccati nelle pieghe della burocrazia comunale, una situazione ormai insopportabile che ha il sapore di una vera beffa per gli imprenditori ai quali, mensilmente, viene garantito il prossimo avvio dei lavori. A questo punto» dicono La Torre e Gorilla «è assolutamente necessario un intervento d'urgenza nelle prossime ore, consentito dalla legge 17 del 1974, stralciando una parte del finanziamento bloccato nelle pieghe della burocrazia. Ora l'urgenza è salvare le strutture: chiusa l'emergenza, si dovrà avviare subito l'intervento complessivo di salvaguardia della costa».
Resta il fatto, dicono i due dirigenti di Fiba-Confesercenti, «che a due anni dallo stanziamento dei fondi, dopo due anni di denunce da parte nostra e promesse da parte di altri, ci troviamo a sollecitare un intervento d'urgenza: è opportuno che se ci sono amministratori e dirigenti che hanno sottovalutato la gravità della situazione, si assumano rapidamente le proprie responsabilità».
«Pescara è di fronte a un autentico ‘disastro ambientale', una vera emergenza che va affrontata con misure immediate e urgenti. Entro poche ore tanti stabilimenti balneari rischiano di crollare sotto la forza delle onde, come La Playa, La Caravella, il Tortuga, Le Naiadi. Chiediamo l'intervento urgente delle Istituzioni» ha detto invece il Consiglio Direttivo del Consorzio Imprese Balneari dell'Adriatico (Ciba), che stamane è intervenuto per verificare gli effetti della nuova mareggiata.
«La situazione più drammatica parte dall'altezza del Teatro D'Annunzio e si estende verso sud – ha ribadito il Ciba-: il primo intervento da attuare dovrà essere quello di rinforzare il pennello situato dinanzi allo stabilimento della Polizia di Stato, dove la mareggiata ha creato uno scasso di un metro d'altezza. Per fare tale opera sono disponibili i 750 mila euro stanziati per il ripascimento della riviera di Porta Nuova e non ancora utilizzati. Ora però devono entrare in gioco le Istituzioni per aiutare gli imprenditori balneari».

12/12/2008 13.19