Acqua marrone da rubinetti della Marsica: «tutto normale»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1119

TAGLIACOZZO. Acqua torbida in 13 comuni della Marsica e del Reatino. L'allarme è scattato all'alba di oggi quando migliaia di cittadini si sono ritrovati i rubinetti a secco.



Oppure, per i più fortunati, l'acqua che usciva era marrone.
Il vasto bacino d'utenza, di circa 40mila abitanti, è servito dal Consorzio acquedottostico marsicano che ha emanato, questa mattina, un avviso di interruzione del servizio ai Comuni interessati.
Tra questi i Comuni di Tagliacozzo, Carsoli, Pereto, Rocca di Botte, Oricola, Sante Marie, Cappadocia, Castellafiume, Magliano, Scurcola, oltre a tre Comuni del Reatino.
Le cause della torbidità dell'acqua sarebbero dovute al maltempo. Parrebbe un fenomeno naturale «tipico» di un territorio carsico all'origine dell'interruzione del servizio idrico.
La soglia troppo alta di torbidità dell'acqua ha costretto il consorzio a chiudere i sistemi di adduzione diretta dalle sorgenti, in questo caso del Liri-Verrecchie e del Rio Sonno.
In sostituzione di tali sorgenti sono stati aperti i pozzi di Trasacco e sarebbero in funzione anche i serbatoi, ancora pieni.
«L'emergenza idrica non dovrebbe esserci, i dati ci confermano già un abbassamento dei livelli di torbidità dell'acqua che ci fanno bene sperare per una pronta riapertura delle sorgenti», questo è quanto sostiene Giuseppe Venturini, dirigente tecnico del Consorzio acquedottistico marsicano.
Nessuna segnalazione è arrivata al loro centralino per disservizi dai comuni coinvolti.
«A noi non risultano comuni senza acqua», rassicura il dirigente tecnico del consorzio.
Quindi continuano a monitorare e a sorvegliare, dalla sala del telecontrollo, la situazione della torbidità dell'acqua.
Se la situazione meteorologica dovesse peggiorare, il consorzio si vedrebbe costretto a fornire acqua con misure alternative, ma per ora è tutto nella norma.
La domanda spontanea è: perché i cittadini marsicani questa mattina hanno visto uscire acqua marrone se è tutto nella norma?
Il dirigente Venturini spiega: «nell'intervallo di tempo che intercorre tra la chiusura automatica delle sorgenti e l'apertura dei pozzi sostitutivi, i rubinetti tirano l'acqua torbida rimasta in circolo nelle tubature prima della chiusura dell'erogazione dell'acqua».
Al Comune di Trasacco, che dovrebbe essere il paese più colpito a detta del consorzio, brancolano nel buio.
L'Ufficio tecnico del Comune dichiara che non ci sono state segnalazioni da parte dei cittadini in merito.
Tutto sembra tranquillo anche nell'Ufficio tecnico del Comune di Tagliacozzo che non è stato contattato da alcun utente per segnalare l'acqua marrone che usciva dai rubinetti.
Tra gli altri comuni interessanti e vicini alla sorgente intorbidita, anche quello di Cappadocia.
Anna Bellotta dalla segreteria comunale registra l'avvenimento come «normale».
Anche qui nessuna lamentela da parte dei cittadini. Il Comune ha provveduto a mettere avvisi nei bar e nei luoghi pubblici non appena ricevuto il fax dal consorzio.
Rassicurante anche il parere dell'Arta anche se ammettono di non aver avuto notizia dell'interruzione del servizio idrico e delle motivazioni a monte.
Comunque la dirigente del dipartimento dell'Arta de L'Aquila, Romana Cialsi, non si scompone per la notizia affermando che l'accaduto è «un fenomeno normale per la marsica in occasioni di maltempo o di siccità».
«In tutti i casi, se ci saranno ulteriori analisi da effettuare sui campioni di acqua torbidi sarà la ASL di Avezzano a doverle ordinare e prelevare e poi noi li analizzeremo», aggiunge il direttore generale dell'Arta, Gaetano Basti.
Dopo i risultati delle eventuali analisi toccherà ai sindaci decidere o meno di interrompere il servizio qualora l'acqua risultasse non potabile.
Anche se per ora il problema parrebbe legato solo alla torbidità dell'acqua, non si posso escludere altri motivi all'origine della chiusura delle sorgenti del Liri-Verrecchie.
m.r.