La carne irlandese è arrivata anche in Abruzzo ed è super controllata

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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La carne irlandese è arrivata anche in Abruzzo ed è super controllata
CARNE E DIOSSINA. ABRUZZO. La carne irlandese in Abruzzo c'è, o almeno c'è stata ed è stata regolarmente venduta, ma ci sono anche i controlli. Che poi il rischio per la salute sia bassissimo è vero. * MAIALE ALLA DIOSSINA, «ESASPERATO ALLARMISMO»
Di sicuro in questo momento agnelli, suini e bovini irlandesi sono i più controllati.
L'ultima visita ispettiva del Dipartimento per la Prevenzione della Asl di Chieti c'è stata questa mattina nel deposito di un importatore e in un grosso supermercato che fino a poco tempo fa acquistavano e rivendevano carne irlandese.
Così come erano stati controllati nei giorni scorsi alcuni produttori di arrosticini e alcuni salumifici, per la carne di agnello e di suino, ed alcuni grossisti che si erano riforniti di pecore e di bovini.
Dunque, contrariamente a quanto si affannano a dire i comunicati ufficiali, secondo i quali in Abruzzo la carne irlandese non esiste, si può dire con assoluta certezza (abbiamo visto i documenti) che il problema è arginato dai controlli e dal sistema di tracciabilità molto efficiente curato dai Veterinari.
Anche in redazione sono arrivate segnalazioni che parlano di acquisto di carne irlandese, così come scritto sulle etichette.
Siamo andati a verificarle proprio al Servizio della Asl che si occupa di alimentazione. «Non possiamo dire direttamente se questo o quel supermercato ha venduto carne irlandese, perché queste strutture operano con le piattaforme di acquisto che importano dall'estero e poi distribuiscono. Essendo carne comunitaria non si fa più la controvisita veterinaria come un tempo – spiega il dottor Raffaele Sebastianelli – e comunque dove arriva la carne è controllata. Però esiste un sistema che via Internet ci consente di monitorare tutte le partite di carne che arrivano e che sono movimentate. Ogni mattina, diciamo ogni momento, il sistema ci comunica la provenienza, il quantitativo, che carne è, dove va».
«E' il sistema “Traces”, imposto dall'Europa, e nato proprio a Dublino nei primi anni 90. Collega in tempo reale tutti i servizi veterinari – spiega il dott. William Di Nardo – e con l'aiuto delle tecnologie più avanzate messe a disposizione dalla Asl, noi siamo in grado di sapere in tempo reale tutto quello che riguarda gli alimenti di origine animale, come in questo caso la carne, ma anche il pesce o altre lavorazioni. Siamo dotati di computer portatili satellitari e ci possiamo collegare in ogni momento ed in ogni luogo e per ogni nostra attività di prevenzione».
«Ad esempio», continua Di Nardo, «se andiamo ad effettuare un controllo per la BSE (mucca pazza), dal codice di quel bovino sappiamo tutta la sua storia. Abbiamo anche palmari in grado di risalire dalle etichette alla bestia macellata all'allevamento».
I documenti che sforna in continuazione la stampante del Dipartimento prevenzione indicano con precisione, anche stamattina, che sono in arrivo agnelli dall'Ungheria e suini dall'Olanda.
C'è la targa del Tir, il percorso che seguirà questo trasporto, il grossista di arrivo.
E gli ultimi arrivi dall'Irlanda?
«Il 24 novembre sono arrivati gli ultimi bovini e gli agnelli, così come erano arrivati il giorno 17».
Ma si può stare tranquilli?
«Come ampiamente noto, non è che una bistecca da sola può far male – spiegano – il panico dunque è del tutto fuori luogo, perché finora non c'è stata nessuna partita sospetta o ritirata. La carne è uno degli alimenti più controllati ed in Abruzzo abbiamo strutture di avanguardia in questo settore».
A Natale si può mangiare agnello irlandese?
«Le scelte sono personali. Noi possiamo dire che oggi è certamente il più controllato».
Sebastiano Calella 10/12/2008 15.49

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MAIALE ALLA DIOSSINA, «ESASPERATO ALLARMISMO»

ABRUZZO. Per i consumatori della provincia dell'Aquila, dove «la pressoché totale quantità delle carni suine vendute nelle macellerie è di produzione e provenienza locale, non si ravvisano al momento ragioni di pericolo».
E' quanto si legge in una nota di Confcommercio in merito al «clima di esasperato allarmismo» alimentato sul consumo delle carni suine, «fenomeno evidentemente circoscritto in un unico Paese europeo, l'Irlanda, dal quale l'Italia importa lo 0,3%».
Secondo l'associazione di categoria, «non c'é razionale motivo di indurre i consumatori a ridurre i consumi di carne suina, che proprio in questo periodo raggiunge, anche per le festività natalizie, i massimi livelli di gradimento e acquisto sul mercato. Non c'é alcuna ragione - dichiarano il presidente e il direttore provinciali, Roberto Donatelli e Celso Cioni - per cambiare o modificare tradizioni alimentari consolidate, in quanto il pericolo è praticamente inesistente».
Confcommercio L'Aquila conferma «la piena fiducia ai tanti laboriosi allevatori locali che hanno sempre assicurato un alto livello qualitativo e un'assoluta sicurezza alimentare e si riserva ogni azione, nelle sedi competenti, per tutelare interessi e immagine di un categoria già in passato colpita da analoghi fenomeni».

«CONTROLLI EFFETTUATI DA PRECARI»

I controlli effettuati dal Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali sulla carne irlandese a rischio diossina sono stati condotti da lavoratori precari: se gli italiani non mangeranno a Natale carne potenzialmente dannosa per la salute lo si deve a professionisti che saranno senza lavoro nell'agosto 2009.
E' quanto denuncia il Coordinamento Nazionale FP CGIL ex Ministero Salute, sottolineando che «gli uffici interessati ai controlli sono prevalentemente costituiti da personale tecnico ed amministrativo con contratto a tempo determinato che grazie alle recenti norme Tremonti e Brunetta, perdera' il lavoro il 31 agosto 2009 . Le emergenze sanitarie sugli alimenti - sottolinea la Cgil - sono frequenti e, di conseguenza, l'attivita' degli uffici di frontiera dell'ex Ministero della salute (PIF e UVAC per le carni, USMAF per le altre merci e la salute umana) richiede elevate competenze e flessibilita' e disponibilita' lavorativa anche al di fuori del consueto orario di lavoro per tutelare la salute dei cittadini impedendo la commercializzazione di prodotti non idonei».

«SI RISCHIA DANNO DA 500 MILA EURO»

Se continua la campagna allarmistica, si rischia un danno di circa 500 milioni di euro per tutta la filiera della carne, sia suina che bovina. A sostenerlo e' la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alla vicenda dei suini e dei bovini irlandesi contaminati da diossina.
I riflessi sui consumi, per il momento, sono contenuti, ma nei prossimi giorni, in presenza di un allarmismo infondato, si corre il pericolo -avverte la Cia- di un taglio netto nelle vendite, specialmente di prodotti come cotechini e zamponi che raggiungono il loro apice di acquisto proprio nel periodo delle feste di Natale.
Conseguenze, comunque, potrebbero esserci anche per i prosciutti e i salami e per la stessa carne fresca bovina e suina.
Da qui -sottolinea la Cia- l'esigenza di evitare psicosi tra i consumatori. I nostri controlli sono efficaci e i dati di questi giorni lo confermano pienamente.
Per la Cia, quindi, occorre evitare qualsiasi allarme privo di fondamento che disorienta i consumatori e può avere ripercussioni fortemente negative sull'economia della nostra agricoltura, che già vive una fase difficile, e su tutta la filiera carne sino alla distribuzione finale.

10/12/2008 17.31