Giustizia: e la camera riparte dalle intercettazioni

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

674

ROMA. Riparte dalla 'vexata quaestio' delle intercettazioni, un vero buco nero dell'intero sistema giudiziario, l'esame parlamentare di nuove misure nel campo della giustizia.

Nonostante la dichiarata volontà di centrodestra e centrosinistra di riordinare la materia, finora
non e' stato compiuto alcun passo in avanti, pur in presenza di episodi non ultimo quello che ha portato all'esplodere del cosiddetto caso De Magistris.
Mercoledì la Commissione giustizia di Montecitorio riprenderà le audizioni informali, a partire da quelle dei rappresentanti dell'Associazione nazionale magistrati, del Garante per la protezione dei dati personali, professor Francesco Pizzetti, e da quella giovedì del Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso.
Il confronto parlamentare si era arrestato per l'ennesima volta nel settembre scorso, dopo che erano stati ascoltati i rappresentanti della Federazione nazionale della stampa italiana, dell'Ordine dei giornalisti, dell'Associazione giovani avvocati italiani, dell'Organismo unitario
dell'avvocatura.
Successivamente saranno sentiti anche i rappresentanti della Federazione italiana editori giornali, dell'Unione delle camere penali italiane, del Consiglio nazionale forense e del direttore centrale della Polizia criminale.
In discussione ci sono il ddl del governo presentato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e le proposte di Contento (Pdl), Tenaglia (Pd) e Vietti e Rao (Udc).
Il provvedimento proposto dal governo, in particolare, intende introdurre nuove regole per la tutela della riservatezza dei cittadini in conseguenza dell'acquisizioni di notizie manifestamente irrilevanti ai fini investigativi, sanzionando in modo severo ogni abuso che si realizzi nella fase delle indagini preliminari.
Negli 11 articoli che compongono il ddl si prevede tra l'altro il divieto della pubblicazione, anche parziale, di atti di indagine o del loro contenuto fino a che non siano concluse le indagini preliminari, ovvero fino al termine dell'udienza preliminare.
Inoltre, si introducono criteri più severi per l'autorizzazione di intercettazioni e dal punto di vista penale sanzioni più severe nei confronti di chi riveli il contenuto di conversazioni o comunicazioni
intercettate.
Tra le proposte in campo quella di Niccolo Ghedini (Pdl) di incentivare l'istituto delle intercettazioni preventive, strumento di indagine molto utilizzato all'estero, soprattutto negli Stati Uniti. Tali intercettazioni costituiscono unicamente un mezzo per orientare le indagini e non assumono alcun valore di prova. 09/12/2008 11.09