Polemiche sull’accertamento Ici del 2003

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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BUCCHIANICO. A Bucchianico le tasse, in questo caso l'ICI, le decide il funzionario dell'Ufficio tecnico. All'insaputa del Sindaco, della Giunta e del Consiglio comunale.
Così almeno sembra, stando alla mozione presentata immediatamente dai consiglieri dell'opposizione. La vicenda è venuta alla luce perché nei giorni scorsi a molti contribuenti sono arrivati i bollettini della Società di riscossione: prima di Natale vanno saldati gli arretrati Ici del 2003, pena le solite indennità di mora e gli interessi. Possibile?
Hanno chiesto i cittadini ai consiglieri della maggioranza di Centrodestra (che governa) e a quelli dell'opposizione. I primi non hanno saputo rispondere, perché non ne sapevano niente, l'opposizione è invece partita all'attacco con la mozione presentata il 28 novembre, il che obbligherà il Sindaco a convocare il Consiglio per affrontare il problema.
Anche perché già si annunciano ricorsi e contenziosi.
«Il Comune – scrivono Rolando Giacchetti e Ada Luisanna Mammarella Anchitella, i due consiglieri firmatari – ha proceduto all'accertamento Ici sulla scorta della determinazione del Responsabile dell'Ufficio tecnico nella quale sono determinati i valori venali delle aree edificabili. Il che non è possibile per una serie di leggi e di regolamenti che attribuiscono il potere di imporre le tasse ed i tributi ad organi collegiali specifici. In particolare, il Regolamento del Comune di Bucchianico chiarisce inequivocabilmente il punto: è la Giunta comunale che, su proposta del responsabile dell'Ufficio urbanistica di concerto con quello dell'Ufficio tributi, determina almeno ogni due anni i valori medi delle aree fabbricabili».
In questo caso non è avvenuto nulla di quanto previsto dal regolamento: la Giunta non ha deliberato e il concerto tra i due uffici non c'è stato.
In attesa di conoscere il pensiero dell'amministrazione, abbiamo chiesto chiarimenti ad uno dei due firmatari della mozione:«La nostra preoccupazione – spiega il consigliere Rolando Giacchetti – è che se questa vicenda è irregolare, come ci sembra, si potrà scatenare un contenzioso con spese legali a carico del Comune. Come abbiamo scritto, l'azione amministrativa deve essere improntata a criteri di buona fede, di efficacia e di efficienza. E invece si mettono in crisi i cittadini, con scadenze ravvicinate, senza informazione alcuna e senza che gli amministratori ed i consiglieri ne sappiano nulla».
(s. c.) 06/12/2008 15.05