La delibera sul teatro comunale approda oggi in Consiglio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Oggi in consiglio comunale arriva la delibera sul teatro da costruire sulle aree di risulta dell'ex stazione. Centrodestra preoccupato «è una cattedrale nel deserto».
Il capogruppo del Pdl Luigi Albore Mascia spera che finalmente oggi si chiariranno «le fasi progettuali, i tempi, i ruoli dei partner coinvolti, e soprattutto la futura gestione della struttura».
Già lo scorso primo agosto e poi ancora il 6 ottobre, con due successive delibere, il Consiglio aveva espresso chiaramente la propria volontà di costruire un teatro, lo stesso concepito dall'ex giunta Pace, riservandogli un'area di circa 10.500 metri quadrati.
Volontà ribadita successivamente nel corso di un incontro della Commissione 'speciale' istituita dal sindaco e riunitasi lo scorso 15 novembre, Commissione che ha ritirato fuori, in sostanza, quel progetto, ancora valido, messo a punto dall'architetto Mario Botta durante la consiliatura Pace.
«Oggi», sottolinea Mascia, «il progetto firmato Botta che dai sei mesi giaceva nel cassetto del primo cittadino è invece divenuto realizzabile grazie alla generosità di mecenati che purtroppo, in passato, non avevano mai mostrato aperture dinanzi alle esigenze della pubblica amministrazione».
E oggi l'arrivo in consiglio di una terza delibera per un rinnovo delle volontà del Consiglio, sostanzialmente, un atto «che però non chiarisce», contesta ancora il capogruppo del Pdl, «quegli aspetti ancora oscuri che abbiamo invece sollevato durante la riunione della Commissione speciale».
Quali sono i dubbi? «Quale tipo di teatro occorre realizzare per una città come Pescara: un teatro melodrammatico, o lirico, o monumentale, ossia capace di lasciare un segno urbanistico sul territorio divenendone simbolo. O ancora se vogliamo un teatro 'fabbrica di idee', che comporterebbe anche la previsione di spazi interni diversi dal semplice palcoscenico, con camerini e platea».
Ma soprattutto nella delibera «non si chiariscono quali saranno i rapporti e i ruoli che ricopriranno rispettivamente partner privato e amministrazione comunale nella fase progettuale».
Nel documento, infatti, si invita il sindaco a «stipulare una convenzione per la disciplina dei rapporti che dovranno intercorrere fra il Comune e la Fondazione PescarAbruzzo» che andrà a finanziare l'operazione.
«In sostanza», cerca di tradurre Mascia, «si autorizza il primo cittadino, carta bianca in mano, a procedere alla convenzione senza che il Consiglio comunale abbia prima la possibilità di leggere o visionare cosa prevederà il documento stesso, svuotando quindi l'Assemblea del proprio ruolo quale organo di indirizzo e controllo. Piuttosto, una volta redatta, la convenzione dovrà tornare all'esame dell'assemblea consiliare che solo in quel momento potrà invitare il sindaco a procedere con la relativa stipula».
La delibera, inoltre, non chiarisce quale organismo andrà a gestire il futuro teatro comunale, se verrà costituita una fondazione ad hoc, o se ci si affiderà a istituzioni già esistenti sul territorio, se si procederà con una gara, se sarà il Comune a gestire direttamente la struttura o, addirittura, se verrà ceduta alla Fondazione stessa.
«Quest'ultima ipotesi», chiude Mascia, «non lo potremmo mai condividere».

05/12/2008 8.23