Arrestati in flagranza per usura due pescaresi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Sono stati arrestati in flagranza di reato Umberto Bevilacqua, 25 anni, pregiudicato e Angelo Cirelli, 45 anni, pregiudicato, entrambi di Pescara. Per i due le manette ai polsi sono arrivate mentre stavano ricevendo l'ennesima somma di denaro usurato ad un artigiano.
L'operazione è scattata dopo la denuncia sporta da parte di un meccanico.
La vittima ha raccontato che verso la metà del mese di marzo scorso, a seguito delle proprie momentanee difficoltà economiche, era dovuto ricorrere ad un prestito di 10 mila euro.
I soldi li ha chiesti a Bevilacqua, un nomade e cliente della propria autofficina.
L'uomo, dopo mezz'ora dalla richiesta, gli ha consegnato 7.500 euro in contanti con l'accordo che a fine mese ne avrebbe riavuti indietro 10 mila.
E così è andata: a fine marzo il presunto usuraio ha avuto indietro i soldi più 2.500 euro di interessi.
Sempre durante il mese di marzo 2008, sempre alle prese con le proprie necessità economiche, il meccanico ha ricontattato Bevilacqua, chiedendogli in diverse occasioni più prestiti ricevendo in tale modo la somma complessiva di 20.000 euro con l'impegno di restituirne alla scadenza mensile la somma di 30.000.
Ma questo prestito si è rivelato ben presto eccessivo e l'uomo non è riuscito a restituire i soldi né tantomeno gli interessi.
Bevilacqua si è presentato così ogni giorno sul posto di lavoro e con fare minaccioso ha richiesto a gran voce e con insistenza la restituzione del suo denaro facendo quindi chiaramente intendere, sia ai dipendenti che ai clienti presenti, di essere ricorso a lui per un finanziamento.
Per cercare di risolvere il problema, secondo i carabinieri, il meccanico si è rivolto ad un altro usuraio per ottenere in prestito la somma di 15.000 e si è impegnato a restituire la cifra entro un mese con la maggiorazione di 5.000 euro di interessi.
Ha consegnato così parte di tale somma a Bevilacqua per un acconto sull'intero debito.
A quel punto la situazione globale dei debiti con il nomade, da una iniziale somma di 15.000 complessivamente ottenuta nel mese di marzo 2008 era lievitata a € 59.000, per la cui restituzione continuava ad essere tempestato di telefonate.
Il meccanico ha deciso così di rivolgersi ai carabinieri ai quali ha consegnato alcune registrazioni dove l'usuraio chiedeva la restituzione del debito.
Poco dopo i militari e la vittima hanno deciso di organizzare una trappola e di incastrare l'uomo all'atto della consegna dei soldi nell'area di parcheggio all'interno del porto turistico.
All'orario stabilito Bevilacqua è arrivato: dopo un brevissimo scambio di frasi con il meccanico c'è stata la consegna del bottino.
Il nomade è risalito a bordo della propria auto ma poco dopo è stato fermato dai militari.
Nell'auto c'era anche Cirelli ed è qui che sono stati trovati oltre 2 mila euro; nella casa dell'uomo, invece, un assegno dell'importo di 10.000 euro a firma del meccanico e riconducibile, come beneficiario, a Cirelli, ulteriore conferma, secondo i militari, della sua partecipazione attiva al reato.
Gli arrestati sono stati portati al carcere di San Donato.

04/12/2008 19.08