Maxi operazione pedofilia on line: arrestato impiegato aquilano

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SIRACUSA. 5 arresti e altre 36 persone indagate, 41 perquisizioni e 150 militari e agenti al lavoro: è questo il bilancio di un'operazione contro la pedofilia on line e il turismo sessuale eseguita in 14 regioni italiane dal nucleo investigativo telematico della Procura distrettuale di Siracusa.
Tra gli arrestati dell'operazione ribattezzata “Anime bianche” c'è anche un impiegato dell'Aquila di 59 anni. Nella sua abitazione investigatori del Nit hanno sequestrato un ingente quantitativo di materiale pedopornografico scaricato illecitamente da internet.
Stesso materiale è stato ritrovato a casa di un commerciante di 33 anni e di un operaio di 46 a Reggio Emilia.
Tra gli arrestati c'è anche uno specialista addetto alla gestione informatica della Procura distrettuale di Catania: lui è accusato di avere diffuso in rete oltre 800 video pedofili, alcuni dei quali sarebbero riconducibili a circuiti del turismo sessuale.
A Roma un pensionato di 60 anni è stato invece arrestato in flagranza di reato perché sorpreso a divulgare materiale pedopornografico.
L'inchiesta della Procura di Siracusa è partita lo scorso anno dopo una segnalazione di Telefono arcobaleno e ha fatto luce su un vasto traffico di video pedofili.
Il reato ipotizzato è associazione per delinquere per la divulgazione di materiale pedopornografico.
Gli indagati hanno un'età media di 45 anni e appartengono a tutte le categorie: operai, professionisti, militari, fotografi, impiegati statali, imprenditori e commercianti.
L'inchiesta riguarda anche centinaia di residenti dell'Est Europa, e per questo investigatori di quei Paesi saranno a Siracusa nei prossimi giorni per un incontro con il procuratore capo, Ugo Rossi.

04/12/2008 7.51

Tra le persone arrestate nell'ambito dell'operazione denominata "Anime bianche", della Procura di Catania, c'e' anche un pensionato dell'Aquila. Si chiama Luciano Andreucci, di 60 anni, residente nel quartiere di Pettino. La polizia postale, nel corso della perquisizione domiciliare, avrebbe trovato decine di videocassette con contenuto pedopornografico.
L'uomo e' stato associato nel carcere dell'Aquila.

Il procuratore Rossi ha sottolineato che «per i 41 indagati il reato ipotizzato è l'associazione a delinquere finalizzato alla diffusione di materiale pedopornografico».
«La decisione - spiega - fa seguito a una recente pronuncia della Corte di Cassazione che ne ha riconosciuto la ravvisabilità anche quando si tratti di semplice adesione, con l'iscrizione, ad una comunità virtuale dal contenuto pedopornografico, alla quale quella in oggetto è sicuramente assimilabile anche al di fuori dell'apporto di materiale del genere, fermo restando, naturalmente, l'impegno dell'iscritto, sia pure in virtù di comportamenti concludenti».
«Il risultato raggiunto - osserva il procuratore capo di Siracusa - consente, quindi, di mutare strategie e di cambiare finalmente pagina rispetto al passato, ormai superato, al di là di tecniche informatiche che si è in grado di utilizzare. Adesso la Procura che per prima ha iscritto la notizia di reato, con il richiamo della normativa sulla criminalità associata, è ora in grado, ed è questa la sostanziale novità, di agire compiutamente e di contrastare efficacemente il fenomeno, senza
doversi limitare ad una sterile frammentazione dell'inchiesta, ma, al contrario, dirigendo e coordinando le indagini in un utile ed unitario contesto, sino alla naturale conclusione e con la possibilità di adottare, in tal modo, le scelte più rigorose ed adeguate».
«E' in questo modello organizzativo positivamente sperimentato dalla Procura di Siracusa - conclude il magistrato - che si svolge il nostro quotidiano lavoro il mio e quello dei colleghi Toscano, Palmieri, Nicastro e Trinchillo».

04/12/2008 13.27