Swap. La giunta Coletti sbaglia, la Corte dei Conti chiede i danni

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Swap. La giunta Coletti sbaglia, la Corte dei Conti chiede i danni
CHIETI. «La Giunta Coletti ha causato una rilevante perdita economica alla Provincia di Chieti e ai cittadini attraverso un'operazione di finanza derivata per la rinegoziazione del proprio debito, ovvero i mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti»COLETTI:«LA GIUNTA FEBBO HA STIPULATO QUEI CONTRATTI»
E' quello che sostiene la Procura regionale per l'Abruzzo della Corte dei Conti, che ha stimato un danno di 267.644,95 euro e che si appresta ad emettere l'atto di citazione nei confronti del presidente e dei singoli assessori per recuperare la somma e reintegrare il pregiudizio subìto dal Bilancio dell'ente.
«In particolare con la delibera di Giunta nr. 136 del 14 ottobre del 2004», scrive la Procura della Corte dei Conti, «si è proceduto alla sostituzione della precedente operazione di finanza derivata del 16 luglio 2003 autorizzata con delibera nr. 81/2003, con quella di cui alla nuova proposta presentata dalla Banca nazionale del lavoro, sempre nella qualità di advisor finanziario, in data 21 settembre 2004».
In sostanza grazie alla delibera 81/2003, adottata dalla Giunta Febbo, rinegoziando i propri debiti la Provincia avrebbe beneficiato di risparmi per complessivi 784.000 euro.
La Procura della Corte dei conti rileva invece che «con la delibera nr. 136 del 14 ottobre 2004, votata all'unanimità dalla Giunta Coletti, si è mutato in senso peggiorativo il precedente contratto di finanza derivata del 16 luglio 2003».
Insomma una operazione che invece di rivelarsi conveniente per l'Amministrazione provinciale, avrebbe arrecato pregiudizio finanziario per le maggiori spese che dovranno essere sostenute a causa dei contratti sottoscritti con la banca.
I magistrati contabili ravvisano nella condotta di coloro che votarono la delibera di ottobre 2004 «una colpa di rilevante gravità nello svolgimento delle proprie funzioni», per aver deliberato la modifica di prodotti di finanza derivata, senza aver valutato in maniera approfondita e meditata un'operazione di finanza derivata «dai tratti tipici di una speculazione finanziaria che mal si adatta», scrive ancora la Corte dei Conti, «con lo svolgimento di una funzione pubblica al servizio della collettività che deve tutelare le proprie risorse, evitando forme di indebitamento eccessive da scaricare sulle future gestioni e generazioni».
«Il danno risarcibile ammonta dunque a 267.644,95 euro», scrive ancora la Corte dei Conti, «oltre le spese, una somma alla quale devono aggiungersi, gli interessi legali, la rivalutazione monetaria e l'eventuale spesa di giudizio», somma che potrà essere aumentata nel successivo giudizio.
«La Giunta Coletti», dice il capogruppo di An ed ex presidente Mauro Febbo,«è riuscita nell'impresa di modificare, a sfavore della Provincia e di tutti i cittadini, non solo i progetti di importanti opere pubbliche che aveva ricevuto dalla Giunta che l'ha precduta, ma persino un provvedimento che avrebbe portato benefici finanziari e risparmi. Stavolta a bocciare il suo operato e quello della intero governo Coletti non è l'opposizione, che pure ha denunciato in questi quattro anni e mezzo la pessima gestione finanziaria della Provincia, ma la Procura della Corte dei conti, con un giudizio pesantissimo apertosi su una precisa segnalazione dei Revisori dei Conti. Purtroppo grazie a quella delibera di ottobre 2004 i cittadini della provincia di Chieti saranno indebitati per maggiori oneri e spese bancarie fino al 31 dicembre del 2020. Credo che ogni ulteriore commento sarebbe superfluo».

03/12/2008 14.07

COLETTI:«LA GIUNTA FEBBO HA STIPULATO QUEI CONTRATTI»

«Le operazioni di finanza derivata sono state fatte dalla Giunta Febbo nell'anno 2001.
Io non le avrei mai fatte», ha risposto il Presidente Coletti.
«Ritengo che siano rischiose per gli enti locali e perché sono state inventate dal 2° Governo Berlusconi per consentire agli enti locali di avere liquidità sui propri bilanci in alternativa ai trasferimenti statali sempre più ridotti. Oggi queste operazioni non sono più consentite», ha aggiunto il presidente della Provincia.
«Nel 2004, su proposta dell'istituto di credito interessato e del responsabile di ragioneria dell'epoca, Dott. Rodolfo Rispoli», ha spiegato Coletti, «la Giunta Provinciale, proprio per tutelare l'Ente, ha rimodulato il contratto di swap con la delibera segnalata dalla Procura della Corte dei Corti. La Corte dei Conti non ha chiesto il risarcimento dei danni, come erroneamente affermato da Febbo, ma ha chiesto ai componenti la Giunta, al dirigente di ragioneria dell'epoca ed al Segretario Generale dell'Ente una memoria con cui vengono spiegate le motivazioni della delibera n. 136 del 2004. La Corte dei Conti è intervenuta su segnalazione dell'ex Presidente del Collegio dei revisori dei conti e non dell'intero collegio. Questi sono i fatti»

04/12/2008 8.12