Albergo sul mare di Francavilla: «Lavori iniziati indebitamente»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Albergo sul mare di Francavilla: «Lavori iniziati indebitamente»
FRANCAVILLA. Il cantiere va, la struttura residenziale (albergo o appartamenti?) sulla spiaggia di Francavilla si eleva a vista d'occhio giorno dopo giorno mentre una inchiesta penale è stata avviata.
Il tutto mentre si scopre che manca un documento fondamentale ed il cantiere non poteva essere aperto.
Da alcune settimane diverse associazioni ambientaliste stanno preparando un esaustivo dossier da allegare all'esposto alla Procura della Repubblica già presentato qualche mese fa.
Ad occuparsi della materia l'architetto Gianluigi D'Angelo, direttore della rivista "Channelbeta, Canale d'Informazione sull'Architettura Contemporanea" (www.channelbeta.net ), esperto che sta conducendo questa intricata inchiesta per PrimaDaNoi.it.
Dopo uno studio approfondito del faldone della pratica relativa al cantiere di viale Alcione, ai confini tra Francavilla e Pescara si è scoperto che mancherebbe un documento importante.
«Non c'è traccia», spiega D'Angelo, «del nulla osta della Capitaneria di Porto previsto dall'articolo 55 del Codice di navigazione che dice che ogni costruzione che sia entro la distanza di 30 metri dal demanio pubblico può essere costruita solo previa autorizzazione della Capitaneria. In casi come questo la stessa Capitaneria può disporre la demolizione a carico del proprietario secondo l'articolo 54 del Codice della navigazione».
La procedura come già scritto alcune settimane fa, inizia poco dopo il 2000 ma è a luglio del 2008 che dalla ricostruzione di Gianluigi D'Angelo emergono incongruenze pesanti.

Il primo luglio 2008, infatti, il Comandante della Capitaneria di Porto di Ortona, Giuseppe Famà, ha comunicato al Comune di Francavilla la mancanza del nulla osta, ravvisandone la necessità.
Inoltre, nella lettera si è sottolineata «la pericolosità delle gru in prossimità di un'alta densità di balneazione» e «l'emissione di polveri».
Il cantiere è stato aperto proprio all'inizio della stagione balneare.
La Capitaneria di Porto di Ortona ha inviato la comunicazione anche alla Procura della Repubblica di Chieti, alla Polizia Marittima, alla Asl di Chieti, alla Polizia Municipale, alla Regione e all'Agenzia delle Dogane.

Il 9 luglio 2008 il Sue (Sportello Unico per l'edilizia) proprio per questa carenza ha inviato la comunicazione di avvio del procedimento di "rivisitazione" della pratica alla società titolare del permesso di costruire.
«La procedura di "rivisitazione del permesso di costruire"», rileva l'esperto D'Angelo, «quando esso è stato già concesso non esiste, questo caso insieme ad altri rientra, invece, nella procedura di annullamento d'ufficio del permesso di costruire. L'ufficio legittimato a questa "rivisitazione" è la Ripartizione Urbanistica, il cui dirigente è attualmente Fabrizio Bernardini che per questo servizio ha delegato il geometra Cesare Mascioli».
Non è stato ritenuto necessario richiedere la sospensione dei lavori, spiega D'Angelo, «ma hanno comunicato al progettista di far pervenire entro tre giorni il nulla osta richiesto».
Inoltre è stata sollecitata l'adozione «di ogni precauzione sulla sicurezza e tenere eventuali memorie».
I tre giorni sono passati ed il cantiere non è stato bloccato mentre i bagnanti all'ombra delle gru hanno respirato le polveri della struttura in costruzione.

RICHIESTI ALTRI DOCUMENTI

L'11 luglio 2008 l'agenzia delle Dogane ha fatto richiesta al Comune dei carteggi riguardanti il manufatto e ha dichiarato che neanche da parte loro è stata concessa alcuna autorizzazione al riguardo.
Il 14 Luglio 2008 il progettista e direttore dei lavori del cantiere ha risposto al Comune di Francavilla sulle osservazioni della capitaneria di porto (oltre il termine prescritto) dicendo che per quanto riguarda la sicurezza nel cantiere «sono rispettate tutte le norme», che per le polveri «è stato messo in funzione un sistema si innaffiamento».
Sulla mancanza del nulla-osta della Capitaneria di Porto una certezza: «l'autorizzazione non è richiesta sui terreni prossimi al mare dove siano previsti piani regolatori o di ampliamento già approvati dall'autorità marittima».
«Nel nostro caso» spiega però D'Angelo, «non essendoci piani regolatori o di ampliamento già approvati dall'autorità marittima questa motivazione decade. Pertanto in assenza di tale requisito la costruzione secondo l'articolo risulta abusiva».
Il 10 ottobre 2008 l'Agenzia delle Dogane comunica al Comune di Francavilla al Mare che il rilascio del permesso di costruire «non ha tenuto conto nemmeno della preventiva autorizzazione dell'autorità doganale».
L'Agenzia delle Dogane è stata molto chiara al riguardo: «tale circostanza ha consentito alla ditta in esame di iniziare indebitamente i lavori di costruzione in un imponente complesso edilizio, in prossimità della Linea Doganale, con possibile rilevante pericolo per interessi erariali, in relazione ai compiti di Istituto finalizzati nel caso di specie alla Vigilanza Doganale (controllabilità, transitabilità ed osservabilità del confine terrestre di Stato)».
L'11 novembre 2008, infine, il geometra Cesare Mascioli ha deciso di scrivere al dirigente Domenico Chiola chiedendogli direttive relative al procedimento di "rivisitazione" in corso aperto dal Sue ben 4 mesi prima e di cui lui è delegato. Si attendono sviluppi e chiarimenti.

QUEL PARERE DELLA PROVINCIA IGNORATO

Facendo un passo indietro, dallo studio dei faldoni è emerso un punto che si reputa nodale nell'intera procedura e che riguarda il parere di opposizione della Provincia di Chieti.
Il 28 giugno 2006 il Consiglio Comunale di Francavilla approva la delibera n° 96 nonostante l'evidente opposizione della Provincia di Chieti.
Che cosa diceva la Provincia?
L'ente sottolinea la necessità di spazi aperti affermando che «gli spazi liberi dall'edificazione dovranno restare tali a causa delle carenze degli standars e nel rispetto del DM 1444 del '68». Inoltre definisce «incontrollabile la tendenza generalizzata ad una specializzazione turistico ricettiva» in relazione alla carenza di standards su una previsione di un aumento ulteriore del 20% di tali strutture.
«Detto in parole povere», spiega D'Angelo, «la Provincia dice: niente nuove costruzioni. Vanno bene quelle extra-alberghiere, quali "bed and breakfast ed interventi minoritari a conduzione familiare". L'osservazione è chiara. La stessa Provincia non considera degna neanche di osservazione la richiesta di aumento dell'indice di cubatura da 2,2 a 5 metri cubi per mq in quanto tale implementazione non è nemmeno ipotizzabile nello scenario attuale dove non c'è materialmente lo spazio necessario per le rispettive opere di urbanizzazione»
La delibera del Comune però ribatte: «i rilievi richiamati nel parere espresso dalla Provincia sono da ritenersi superati».
03/12/2008 11.20