Sanità, letti dell’ospedale di Atessa pronti a migrare a Lanciano?

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ATESSA. L'ennesima spoliazione dell'Ospedale di Atessa da parte della Asl di Lanciano? Così pare, almeno stando all'allarme lanciato dal sindaco Nicola Cicchitti.



«Fonti attendibili mi hanno informato che sarebbero in fase di trasferimento a Lanciano i letti ed i ventilatori della Terapia intensiva di Atessa – spiega accorato il primo cittadino – si tratta di quel materiale che è stato a suo tempo collaudato dall'ex primario di Anestesia. Mi dicono anche che non è materiale inventariato e che non si sa dove saranno sistemati. Verificherò di persona se si tratta solo di una voce, anche se la fonte è attendibilissima».
Ma non la sola lamentela contro la Asl e la gestione del manager Michele Caporossi: «Mi chiedo solo a che gioco giochiamo: da una parte tra poco dovranno essere inaugurate 3 nuove sale operatorie, dall'altra va via questo materiale che serve alla terapia post-chirurgica – continua il sindaco di Atessa – ma non è la prima volta che io sollevo problemi e nessuno mi risponde. L'ultima segnalazione è del 18 novembre e riguarda l'attivazione della rete P.O.C.T.. Come noto le prestazioni di Laboratorio in regime di Urgenza-emergenza sono attive dalle 8 alle 20 festivi esclusi. Ho già segnalato che nelle restanti ore e nei giorni di festa le prestazioni POCT sono limitate, non sempre pienamente attendibili e presentano margini di rischio. Ma nessuno risponde: né Caporossi, né Alfredo Cordoni, direttore sanitario, né Antonello Maraldo, direttore amministrativo, né, finora, il commissario Gino Redigolo».
Il sindaco Nicola Cicchitti ha affidato la protesta ad una comunicazione scritta del 18 novembre scorso, dove contesta anche la legittimità del provvedimento che riguarda le prestazioni POCT. In questo modo infatti si renderebbe il Laboratorio Unità operativa semplice, mentre in presenza di Pronto Soccorso e di Osservazione breve il Piano sanitario regionale inquadra questa struttura laboratoristica come Unità operativa complessa.
Inoltre, sostiene il sindaco, analoghe esperienze in altre regioni dimostrano che i risparmi sarebbero discutibili, in quanto quello che non si spende in reperibilità costa in termini di attivazioni di altre spese.
«Dunque - scrive il sindaco – i POCT rappresentano l'anello di una strategia, come le lunghe liste di attesa per la diagnostica, posta in essere per ridimensionare l'Ospedale di Atessa, creando difficoltà nell'erogazione dei servizi e riduzioni di prestazioni. Il che in futuro potrebbe essere usato per dimostrare che il rapporto costi-benefici di questo ospedale è carente».
Di qui la richiesta al Manager per un confronto, anche con i dipendenti dell'ospedale, per arrivare ad un progetto condiviso sul futuro dell'Ospedale.
Sebastiano Calella 29/11/2008 14.11