E’ Botta la risposta al Teatro Monumentale: unanimità sull'architetto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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E’ Botta la risposta al Teatro Monumentale: unanimità sull'architetto
PESCARA. Nel corso della seduta di ieri della Giunta è stata approvata una delibera di proposta al Consiglio Comunale per la realizzazione del Teatro Monumentale.
Si tratta di un'opera che l'amministrazione comunale caldeggiata da lungo tempo e che, assicurano da Palazzo di Città, «permetterà di rilanciare Pescara come sede dell'espressione artistica e drammatica dell'intera regione Euro-Adriatica».
L'apposito comitato insediato dall'amministrazione si è trovato unanime nel proporre l'individuazione dell'architetto Mario Botta; sarà lui il professionista da impegnare per la redazione del progetto del teatro della città.
Con l'atto di ieri la Giunta ha attivato il procedimento per la realizzazione del progetto.
«L'importante infrastruttura culturale», hanno commentato dal Comune, «costituirà il primo vero teatro metropolitano del medio Adriatico, segnando così il futuro artistico e culturale di Pescara visto che richiamerà in città spettacoli di rilevanza internazionale».
Si rispolvererà così il vecchio progetto che il professionista presentò 12 anni fa all'allora sindaco Carlo Pace, grazie ad un incarico ricevuto e poi revocato.
E il nome "monumentale" forse chiarisce bene il futuro del nuovo edificio: una torre alta 25 metri, tre sale da 2.000 posti, un parcheggio sotterraneo di 300-400 auto e una piazza coperta.
Nei giorni scorsi si erano susseguite le riunioni per arrivare alla definizione del progetto. Tecnici, politici, rappresentanti del mondo commerciale avevano sottolineato la necessità di creare un'opera «al più presto», un luogo simbolico, ma fruibile per la cittadinanza, monumentale, ma capace di ospitare non solo rappresentazioni, bensì produzioni teatrali che diano spazi e respiro alle innumerevoli realtà culturali presenti in città e in tutta l'area metropolitana.
Nelle fila degli scettici c'era invece l'ordine degli architetti di Pescara. In una lettera inviata al Comune nei giorni scorsi il presidente Marco Volpe aveva contestato modalità di realizzazione, posizione e assenza di tecnici nelle fasi decisive cruciali.
«La decisione di costruire una struttura di quel tipo in quel luogo», aveva contestato Volpe, «dovrebbe venire alla conclusione di un cammino/dibattito che renda partecipi tra gli altri soggetti anche e principalmente l'Ordine degli Architetti trovando peraltro insieme dei metodi per il coinvolgimento costruttivo anche dei cittadini e delle altre istituzioni».
L'ordine si era poi fatto promotore di concorso di progettazione (peraltro, in casi come questo, previsto dalla stessa legge sui lavori pubblici) come metodo privilegiato per l'assegnazione dell'incarico della redazione del progetto del genere.
«Sarebbe una garanzia di concorrenza e quindi di trasparenza», ha detto Volpe, «di qualità del progetto e di promozione dell'architettura; inoltre il concorso e tutto quello che questo è capace di coagulare intorno a sé permette di attuare un primo semplice ed immediato meccanismo di partecipazione, di conoscenza e di digestione del progetto da parte della cittadinanza e di comunicazione dell'architettura».

28/11/2008 9.13