La Lav chiede l'affidamento di Devil

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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La Lav chiede l'affidamento di Devil
SAN GIOVANNI TEATINO. In questi giorni migliaia di cittadini stanno chiamando i centralini delle associazioni animaliste e rivolgendo appelli via mail e fax al servizio veterinario Asl di Chieti perché colpiti dalla storia di Devil, il molosso di 10 anni che tre settimane fa ha ucciso un giardiniere.
Più di 400 anche le email-spam a catena arrivate in redazione. Tutti
chiedono la stessa cosa: «fermiamo l'esecuzione di Devil».
La Lav (Lega Anti Vivisezione) si è fatta portavoce di veterinari ed
educatori dichiarandosi disponibile a collaborare con la Asl e la
magistratura per una valutazione del comportamento del cane.
E' stata anche avanzata l'ipotesi di un deficit organico, una patologia che avrebbe condizionato le percezioni del cane al punto da scatenarne la reazione.
«Un'analisi comportamentale attenta e degli esami clinici
approfonditi», hanno spiegato i responsabili della Lav,
«rappresenterebbero un ulteriore modo per chiarire le eventuali
responsabilità dei proprietari di Devil», che al momento sono indagati
dalla Procura di Chieti per omicidio colposo.
Per questo motivo la Lega Anti Vivisezione, tramite il proprio ufficio
legale, ha chiesto all'Autorità Giudiziaria che venga disposto il sequestro del cane e il contestuale affido alle associazioni, specializzate nella gestione e recupero di cani considerati asociali,
difficili o aggressivi.
«E' inaccettabile pensare che l'abbattimento del cane sia l'unica via
possibile, quando esiste la disponibilità delle associazioni ad occuparsi del recupero di Devil», ha detto Ilaria Innocenti, del settore Cani e gatti della Lav.
«Esiste inoltre il pericolo concreto che si possa diffondere nella società un allarme ingiustificato fondato sul falso assunto che esistano cani aggressivi per indole o che impazziscono improvvisamente».
In seguito all'episodio si sarebbero già verificati, secondo l'associazione, «i primi casi di abbandono di cani improvvisamente
considerati pericolosi dai proprietari», ha assicurato Paolo Migliaccio, del coordinamento LAV Abruzzo. «Alla luce delle nuove conoscenze scientifiche è nostro dovere impegnarci per la diffusione di un maggiore senso di responsabilità da parte del conduttore».

26/11/2008 11.34