Arrestata badante per omicidio, rintracciata a L'Aquila

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. Una latitante, ricercata da oltre due anni a livello internazionale, e' stata arrestata ieri dai carabinieri dell'Aquila.
Si chiama Maneva Bozhana, è di nazionalità bulgara e ha 49 anni. La
donna viveva sotto falso nome a L'Aquila. Aveva anche un lavoro da
badante presso una facoltosa famiglia della città con un regolare
contratto di lavoro e tutti i documenti in regola, sia bulgari che
italiani.
Ma nel suo passato c'era più di qualche ombra.
Nel 2002, infatti, la donna aveva commesso un omicidio premeditato a
Sofia, uccidendo un connazionale di mezza età.
Le indagini delle forze di polizia bulgare, raccolte le prove schiaccianti, l'avevano condannata a 20 anni di reclusione.
E' riuscita a fuggire dal suo paese entrando in Italia con uno stratagemma, prima ancora di essere ricercata per scontare la pena.
Ha aggiunto, infatti, un altro cognome falso al proprio, così da risultare un'altra persona incensurata. Con tale "clonazione", è riuscita ad eludere tutti i controlli alle frontiere e a superare i filtri esistenti per il rilascio di tutti i documenti di identità ed il soggiorno in Italia.
Tramite i canali rituali della collocazione come badante, è riuscita
anche a trovare immediatamente lavoro, nascondendosi, con un
comportamento da insospettabile, all'Aquila.
Alla donna i carabinieri sono arrivati controllando un'utenza
cellulare che comunicava, in maniera sospetta, con la Bulgaria
dall'Aquila.
La donna è stata trasferita nel carcere di Teramo in attesa della
richiesta di estradizione delle autorità bulgare.
La famiglia aquilana che l'ospitava, con regolare assunzione, era
all'oscuro di tutto. L'anziana aquilana di 84 anni, che la stessa
accudiva, era infatti molto soddisfatta del suo operato.

25/11/2008 12.28