Delitto Scutece: chiesti 21 anni per il fidanzato di Stella

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. Ventun'anni di reclusione: è questa la pena chiesta ieri dalla pubblica accusa nei confronti di Giovanni Giuliano, il commerciante di 30 anni di San Salvo chiamato a rispondere della morte della fidanzata, Stella Scutece.
Stella, sostiene il pm, non morì per un banale incidente ma perché il
suo fidanzato la investì volontariamente. Ieri a Vasto si sono riaccesi i riflettori sulla tragica fine della ragazza di San Salvo, morta il 28 aprile 2003 all'età di 20 anni dopo essere stata investita di notte, in retromarcia, dall'auto dell'uomo, in una stradina della zona industriale di San Salvo.
Giuliano, condannato in primo grado in Corte d'Assise a Lanciano ad un
anno e sei mesi di reclusione perchè riconosciuto colpevole del solo
omicidio colposo, è comparso ieri in tribunale all'Aquila davanti ai
giudici della Corte d'Assise d'Appello.
Per i giudici di primo grado la morte della giovane, che avvenne poco
dopo il ricovero all'ospedale ''San Pio'' di Vasto, era stata causata
dall'imperizia di Giuliano nell'eseguire la manovra di retromarcia nel
buio. Nessuna volontarietà, quindi.
Ieri però nella requisitoria la pubblica accusa ha chiesto la stessa
dura condanna già avanzata un anno fa dai pubblici ministeri del
Tribunale di Vasto: ventun'anni di carcere.
Giuliano, insomma, avrebbe volontariamente investito la ragazza che,
al termine di un litigio, era scesa dall'auto e si era incamminata al
buio nella stradina.
Omicidio volontario, dunque, e non colposo, come, invece, sostenuto
dalla difesa, secondo cui l'uomo avrebbe invece investito accidentalmente la Scutece durante la difficoltosa manovra di
retromarcia al volante della sua Ford Mondeo.
Un giallo in cui una parte fondamentale hanno le perizie tecniche e
mediche disposte dal presidente della Corte d'Assise d'Appello,
Gianlorenzo Piccioli, chiamate a far luce senza ombra di dubbio sulla
dinamica dell'investimento.
Un verdetto, insomma, che potrebbe essere ribaltato solo se apparirà
evidente quanto sostenuto dall'accusa: che l'uomo, accecato dalla
collera, sia passato volontariamente con l'auto sul corpo della ragazza.

25/11/2008 9.44