«Voglio lavorare di più senza aumento ma la Provincia mi ostacola da anni»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA DENUNCIA. PESCARA. Se il ministro Renato Brunetta dà la caccia ai fannulloni della pubblica amministrazione, alla Provincia di Pescara c'è un funzionario dei centri per l'impiego e affari generali che vorrebbe lavorare di più di quanto già non faccia.
Luigi Rischitelli, si chiama così, si sente poco considerato, vorrebbe cambiare settore e, a parità di stipendio, mettersi a completa disposizione dell'ente per cui lavora.
Ma è quasi un anno che le sue richieste non sortiscono effetti (positivi).
Possibile? C'è un dipendente che vuole lavorare di più, produrre di più e non viene ascoltato? Quali ragioni di “buona amministrazione” possono giustificare una tale distrazione?
Anzi, dopo una lettera inviata ad un giornale locale nei mesi scorsi è stato anche richiamato all'ordine e accusato di aver accumulato troppi ritardi.
Il 25 luglio ha presentato una domanda di modifica del suo profilo professionale, da funzionario amministrativo a funzionario della polizia provinciale: l'inquadramento è lo stesso (categoria D3), così come lo stipendio.
«Mi sento sotto utilizzato», racconta Rischitelli.
«L'ho scritto nella domanda e detto di persona al presidente De Dominicis».
La richiesta è stata presentata anche perché in quei giorni era stato bandito un concorso per un posto da funzionario della polizia provinciale.
«L'ente», continua il dipendente, «trasferendo me avrebbe potuto risparmiare un bel pò di soldi».
Passa un mese e mezzo ma non succede nulla, Rischitelli scrive una lettera pubblicata su un giornale locale e si lamenta per un altro concorso bandito dalla Provincia, questa volta per un posto da dirigente.
«Quel bando», assicura Rischitelli, «era stato formulato in modo tale che io, funzionario da 13 anni, non potessi partecipare».
Per quest'ultima questione ha dovuto presentare un ricorso al Tar.
Qualche giorno dopo è arrivata una risposta dell'amministrazione provinciale alla domanda di trasferimento.
«Secondo il dirigente del settore "valorizzazione delle risorse umane"», spiega ancora
Rischitelli, «il mio profilo, sebbene io possegga la laurea giusta in base ai criteri definiti in una delibera di giunta provinciale dello scorso anno non sarebbe compatibile col profilo di funzionario di polizia. Secondo lui non avrei una esperienza significativa per svolgere le mansioni di funzionario di polizia provinciale, né conoscenza di materie quali i procedimenti per l'irrogazione delle sanzioni amministrative, la vigilanza faunistica, la legislazione ambientale etc. Credete che al dirigente del personale sia venuto in mente di chiedermi qualcosa riguardo a quello che so o posso fare? No. A lui è bastato leggere il mio breve curriculum presentato insieme alla domanda che serviva solo ad una prima sommaria valutazione».
Nessuna arma è più potente della burocrazia…
Nessuno pare che si sia accorto dei corsi ai quali Rischitelli ha preso parte «alcuni dei quali organizzati dalla Provincia e tenuti da docenti della Bocconi» o un master «pagato dalla Provincia, organizzato dal Formez presso l'Università di Teramo, di 500 ore, nel corso del quale i profili amministrativi, penali ed ambientali trattati sono molti, sicuramente di vivo e concreto interesse per chi svolga le funzioni di funzionario di polizia».
Un clima strano quello che si respira alla Provincia di Pescara, almeno a sentire il funzionario, una mosca bianca, non tanto perché vorrebbe che il suo stipendio pagato con le nostre tasse fruttasse di più, quanto per il coraggio di denunciare e di esporsi.
Un coraggio rarissimo in Abruzzo dove tutti sanno ma nessuno è pronto a denunciare o esporsi, dove le lettere anonime fioccano e la codardia impera.
Un coraggio dato dal rispetto di tutte le leggi e dalla voglia di far valere i propri diritti sacrificati in nome di altri interessi “superiori”.
Chissà cosa accadrà ora a Rischitelli dopo la sua denuncia su Pdn e quali ritorsioni dovrà sopportare.
Staremo a vedere…
E' poi solo un dettaglio se sui concorsi alla Provincia vi siano state voci, denunce, esposti ed i soliti vincitori annunciati che hanno portato la polizia ad aprire una inchiesta e a vederci chiaro.

«DUE PESI E DUE MISURE»

Ma perché scartare Rischitelli?
Per lui tutto è chiaro: «la mia richiesta di trasferimento non comporta assolutamente uno svolgimento di mansioni superiori, il mio inquadramento attuale è D3 e tale resterebbe se andassi in polizia provinciale, anche se mi fosse, eventualmente, attribuita la posizione organizzativa di responsabilità della polizia provinciale, né io in alcun modo potrei divenire dirigente per tale strada».
Ben diverso, però, sarebbe il caso dell' attuale dirigente incaricato del personale: «lui», continua Rischitelli, «è dipendente inquadrato come me nella categoria D3, fra l'altro da non molti anni, ma è stato incaricato delle funzioni dirigenziali che sappiamo, evidentemente per capacità davvero fuori dall'ordinario. Lui ha potuto partecipare al
concorso per un posto da dirigente. Per partecipare allo stesso io ho dovuto proporre ricorso al Tar».

«TROPPE ASSENZE»

Dopo la lettere pubblicata dal giornale locale Rischitelli è praticamente finito dalla padella alla brace. Per l'amministrazione provinciale, infatti, non solo il dipendente era una specie di alieno perché chiedeva di essere utilizzato al meglio ma è stato descritto addirittura come un ritardatario cronico.
«De Dominicis disse che io tenevo un comportamento non giusto, non ligio al dovere perché ho 800 ore da recuperare».
E' vero?
«Nel corso di circa 4/5 anni (circa 10.400 ore di lavoro) ho accumulato 350 ore di ritardi (nella misura media di 15 minuti al giorno) che ho compensato consumando trenta giorni di ferie ed oltre 2 mila euro lordi di ritenute dallo stipendio».
La disciplina di questi ritardi prevede che si debbano recuperare entro il mese successivo, oppure , in caso contrario, comportare ritenute dallo stipendio nel mese seguente.
«Tale regola», aggiunge Rischitelli, «per tanti anni in provincia non ha avuto applicazione, ma finalmente arrivato il citato nuovo dirigente si è provveduto».
24/11/2008 8.58