Pescara inondata dall'eroina proveniente da Albania e Kosovo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Pescara inondata dall'eroina proveniente da Albania e Kosovo
PESCARA. Un fiume enorme di denaro e di eroina ha inondato la nostra regione che è diventata una vera e propria colonia per i mercanti degli stupefacenti.
L'Abruzzo è visto come una zona prolifica per gli affari, dove c'è spazio per tutti e così le famiglie Rom -che fino a qualche anno fa avevano il monopolio dello spaccio- sono state soppiantate dai gruppi criminali ben più agguerriti e senza scrupoli provenienti dall'est Europa ed in particolar modo dall'Albania e dal Kosovo.
L'arresto operato ieri dalla Squadra Mobile di 14 persone (2 sono
ancora latitanti) ha sicuramente arginato una parte di questi traffici.
Nel giro di soli due mesi di investigazione si è riuscita a sequestrare un quantitativo pari ad 8 kg di eroina per un giro di affari non inferiore ai 300 mila euro.
Secondo gli inquirenti sono questi i numeri che danno la dimensione
del fenomeno sempre più dilagante degli stupefacenti: prima la droga
veniva importata dalla Puglia ed arrivava in Abruzzo, oggi siamo "noi"
a rifornire tutto il sud Italia.
L'indagine chiusa ieri con le misure cautelari è uno stralcio di un'altra inchiesta ancora in corso ben più ampia che indaga sullo stesso fenomeno di traffici di gruppi criminali che dal Kosovo si sono insinuati nel tessuto sociale abruzzese per rifornire i piccoli spacciatori locali.
Ma l'operazione risulta importante soprattutto per la conoscenza
approfondita di certe dinamiche che hanno segnato il passo negli
ultimi mesi e che devono allertare sempre di più le forze dell'ordine
e le istituzioni per contrastare il fenomeno dello spaccio.
Sono ancora due le persone ricercate dalla Squadra mobile di Pescara
mentre ieri a Brescia sono stati arrestati altri due componenti della
banda con oltre 2 chili di eroina in casa.
Si tratta di organizzazioni familiari d'origine albanese in grado di
avere contatti veloci con la madrepatria attraverso intermediari di
stanza in Lombardia i quali a loro volta facevano affidamento su
connazionali che abitavano tra Pescara e Francavilla.
Gli albanesi poi facevano perno su pregiudicati locali: Luca Gargivolo
e Giuliano Vitale, due personaggi che hanno dimostrato durante le
indagini - attraverso numerose intercettazioni - una certa dimestichezza nella contrattazione e nell'ordinazione di ingentissime
quantità di eroina che venivano smerciate poi ai "cavalli" (spacciatori al minuto, ndr) e distribuite in brevissimo tempo.
Grazie allo stretto controllo della squadra mobile su questi due
personaggi è stato possibile ricostruire l'intera rete di contatti con
il gruppo albanese.
Fondamentali anche questa volta le intercettazioni telefoniche,
pedinamenti e l'uso costante del Gps per monitorare i loro spostamenti.
Con l'ascolto dei diversi protagonisti si sono potuti scoprire tutti i
gregari, sorvegliare gli appuntamenti, monitorare gli spostamenti
della droga e dunque andare a colpo sicuro per i sequestri.
Gli albanesi arrestati farebbero parte di due clan distinti entrambi
dediti unicamente alla vendita di grossi quantitativi di eroina importata direttamente dall'Albania.
Per loro il pubblico ministero Silvia Santoro ha chiesto la misura
cautelare del carcere per la loro grossa pericolosità e perché «svolgono in modo continuativo attività illecita con grande dimestichezza e spaziando in un vasto raggio d'azione ben oltre il
livello territoriale locale».
«Costoro hanno costituito un gruppo criminale ben strutturato», scrive
dal canto suo il gip Guido Campli nella ordinanza di custodia cautelare, «capace di coinvolgere sempre nuovi soggetti, finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di traffici illeciti di sostanze stupefacenti che costituisce per tutti gli indagati una scelta di vita alla quale non possono sottrarsi se solo si tiene conto della notevole rete di contatti di amicizie che hanno instaurato e dei notevoli profitti che gli stessi traggono dalle attività svolta».
E' proprio in virtù di questa rete di contatti molto stretti anche con
la madrepatria che il gip ha ravvisato una altissima probabilità di
fuga, oltre alla reiterazione del reato.
Inoltre il giudice, esaminando gli elementi scaturiti dalle indagini,
ha espresso un giudizio negativo anche riguardo alla futura ipotesi di
sospensione condizionale della eventuale pena.

GARGIVOLO IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER L'ABRUZZO

Da quanto emerso sarebbe proprio Luca Gargivolo, 29 anni, pescarese,
il punto di riferimento, il basista per i diversi gruppi criminali dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti nella nostra regione.
Per gli inquirenti è una persona in grado di avere frequenti contatti
con i grossisti e di piazzare in brevissimo tempo quantità enormi
presso i piccoli spacciatori al minuto.
Secondo la procura sarebbe sempre lui uno dei principali responsabili
di aver inondato la scorsa estate la riviera pescarese di eroina per
poi farla circolare con abilità all'interno di tutti locali del divertimento tra Francavilla, Pescara, Montesilvano.
Sarà probabilmente lui l'uomo chiave anche del futuro processo in
grado di poter far luce su tutti quegli aspetti ancora non chiari alla
polizia ai quali potrebbe svelare nuovi possibili percorsi
investigativi.
Il comandante della Mobile, Nicola Zupo, ieri ha chiaramente detto che
probabilmente con il suo arresto il ragazzo è stato sottratto ad una
sorte peggiore, riferendosi all'enorme debito che aveva contratto con
i clan albanesi pari ad almeno 500 mila euro.
Gargivolo, secondo gli inquirenti, si era spinto ben oltre il punto di
non ritorno contraendo una serie di debiti che avevano fatto letteralmente infuriare le famiglie albanesi che a quel punto erano
pronte a tutto.
Nelle varie perquisizioni gli agenti hanno anche scovato una pistola
che era detenuta irregolarmente e che viene definita «arma da guerra»
lasciando intendere che con quella di albanesi potevano fare qualunque
cosa.
Stupisce inoltre la facilità di contrattazione e la frequenza degli appuntamenti cruciali che avvenivano nel cuore della città, in quella
piazza Salotto sempre affollata, che fu teatro di quella rissa finita
nel sangue che vedeva come protagonisti proprio gli stessi attori di
questa storia e finiti in carcere.
Si spera per un bel pò.

a.b. 22/11/2008 9.24