Pescherecci sequestrati a Vis: «odissea finita nel pomeriggio»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Alle 15,30 di venerdì pomeriggio si è conclusa l’odissea dei due pescherecci pescaresi messi sotto sequestro dalle autorità croate perché sconfinati in acque territoriali croate.



La conferma è arrivata dalle autorità del luogo che hanno constatato uno sforamento di appena 0,14 centesimi di miglio e a darne notizia è il consigliere Enzo Del Vecchio (Pd).
L'armatore delle due imbarcazioni ha incontrato gravi difficoltà sia per l'assistenza in loco, come d'altronde ha confermato l'ambasciatore italiano a Zagabria per l'assenza di uffici in quell'area, sia per la definizione della procedura di sanzione a cui le imbarcazioni sono state sottoposte.
I due comandanti Bruno Di Giovanni, dell'imbarcazione Sharon e Carlo Orsini di Erminio Padre sono stati processati per direttissima giovedì pomeriggio e condannati al pagamento di una elevata sanzione amministrativa e alla confisca dell'intera attrezzatura di pesca e del pescato. Solo al pagamento della multa le autorità croate avevano stabilito di autorizzare il rientro in Italia.
In un secondo momento, però, alla presa visione diretta dei documenti originali il giudice ha acconsentito al rilascio delle imbarcazioni e dei relativi equipaggi che, partiti intorno alle 16 sono attesi in porto a Pescara per sabato mattina.
La navigazione non sarà agevole viste le cattive condizioni meteo.
«A nome dell'amministrazione comunale», ha commentato Del Vecchio, «esprimo la solidarietà all'armatore Massimo Camplone e a tutti i membri dell'equipaggio per la disavventura patita e si ringrazia anche la collaborazione offerta da tutte le istituzioni a riguardo».
Al rientro dei motopesca, la Capitaneria abruzzese provvederà ad accertare i fatti con l'avvio dell'inchiesta amministrativa per individuare eventuali responsabilità.
21/11/2008 18.58