Omicidio San Nicolò. E' il marocchino l'assassino: confessione davanti al gip

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Un cittadino di origini marocchine, con regolare permesso di soggiorno, è in stato di fermo presso la Questura di Teramo dalle prime ore di venerdì pomeriggio.
Secondo quanto si è appreso negli ambienti investigativi potrebbe trattarsi dell'assassino dell'imprenditore teramano, Ennio Costantini, detto Max, ucciso a coltellate nella sua azienda artigianale lunedì scorso.
La svolta nelle indagini sarebbe avvenuta nelle ultime ore.
Secondo le prime indiscrezioni che trapelano a fatica il cerchio si sarebbe chiuso attorno al marocchino, forse un ex dipendente oppure un uomo che conosceva bene la vittima.
Fin da subito le indagini della polizia si sono concentrate sul movente passionale anche se Costantini viveva da solo. Al momento sembrano premature altre conclusioni. L'uomo in stato di fermo è stato raggiunto dagli agenti nella tarda mattinata ed al momento starebbe rispondendo alle domande degli inquirenti. Solo dopo probabilmente emergeranno altri dettagli.
21/11/2008 15.11

CHIESTA LA CONVALIDA DELL'ARRESTO

La polizia di Teramo crede di aver finalmente chiuso il caso.
La persona fermata questa mattina, il marocchino di 19 anni sarebbe l'assassino di Ennio Costantini.
L'uomo è sotto torchio da alcune ore e il pm avrebbe già richiesto al gip la convalida dell'arresto. Ci sarebbero quindi indizi schiaccianti che metterebbero la parola fine al caso.
Non si sa ancora se il principale indagato abbia confermato le sue responsabilità, se abbia fornito un alibi o ammesso almeno di aver incontrato la vittima il giorno dell'omicidio.
Quello che è stato possibile accertare, grazie anche agli interrogatori degli ultimi giorni durante i quali sono sfilati in questura più di cinquanta persone tra amici, parenti e conoscenti, è che la vittima e il presunto killer si conoscessero.
Pare anche da lungo tempo e forse il marocchino aveva anche lavorato con Costantini.
Il ragazzo avrebbe al suo attivo già alcuni precedenti penali: in passato, infatti, è stato arrestato per furto.
Secondo gli inquirenti, però, l'uomo potrebbe non aver agito da solo. Secondo la ricostruzione, infatti, prima delle venti coltellate la vittima sarebbe stata pesantemente pestata. Vista anche la sua stazza e il fisico da ex culturista è plausibile pensare che un solo ragazzo non sarebbe riuscito a fargli così male.
Si stanno cercando, infatti, almeno altre due persone che quella sera sarebbero state presenti sulla scena del delitto.
E' ancora da chiarire se si tratti di semplici testimoni o veri e proprio complici.
Solo il tempo potrà fare luce su quello che davvero è successo quella notte a San Nicolò a Tordino.
21/11/2008 17.30

LA CONFESSIONE DELL'OMICIDA

E' Mounem Daib, 19 anni, l'assassino dell'imprenditore teramano Ennio 'Max' Costantini, 69 anni, ammazzato con 20 coltellate all'interno della sua azienda artigianale a S.Nicolò a Tordino (Teramo) lunedì sera.
Il giovane marocchino disoccupato, ha confessato le sue responsabilità dinanzi al Gip del tribunale di Teramo davanti al quale è comparso nel pomeriggio di oggi nell'udienza di convalida del fermo disposto dal pubblico ministero con l'accusa di omicidio volontario aggravato.
Nel corso di un'ora e mezza di interrogatorio Daib ha raccontato di aver subito delle avances sessuali dall'imprenditore e di aver reagito cercando di divincolarsi aiutandosi con il coltello. Il giovane nordafricano ha raccontato di non aver avuto l'intenzione di uccidere Costantini, ma di aver agito in preda alla paura di quello che stava accadendo.
Secondo la ricostruzione del suo legale, l'avvocato Tommaso Navarra, il giovane dopo il delitto si sarebbe rifugiato nell'abitazione di Teramo dove vive con la madre e il suo convivente.
Ha inoltre aggiunto, ma questa versione non trova conferma da parte degli investigatori, di essersi recato questa mattina nella moschea di Campli (Teramo) per pregare e confessare la sua colpa e qui sarebbe stato arrestato dagli investigatori della Mobile di Teramo.
L'arma del delitto non è stata ritrovata, ma il giovane ha fornito lacunosa ricostruzione sulle modalità di come si è disfatto dell'arma del delitto.
21/11/2008 18.34

IL PROCURATORE:«NON CI SONO ALTRI INDAGATI»

«Non ci sono altri indagati», a parte il marocchino diciannovenne Mounem Dhaib.
Lo ha detto, dopo la convalida del fermo, il procuratore capo della Repubblica di Teramo, Gabriele Ferretti. Il presunto colpevole e' stato rinchiuso nel carcere "Castrogno" di Teramo.
«Il reato contestato, per ora - ha detto il procuratore - e' di omicidio volontario, poi vedremo si ci sono aggravanti».
Secondo quanto riferito dall'accusa il marocchino avrebbe fatto parziali ammissioni «al vaglio nello specifico e nella loro complessita' di ulteriori indagini».
Il procuratore ha anche rivolto un plauso alla Polizia per avere risolto l'omicidio con immediatezza.
21/11/2008 19.25

L'ASSASSINO ERA PRONTO A FUGGIRE?

Secondo alcune indiscrezioni il marocchino aveva un piano per fuggire e lasciare Teramo probabilmente spaventato dall'ipotesi che gli inquirenti arrivassero a lui.
Il giovane aveva un regolare permesso di soggiorno, è cresciuto da sempre solo con la madre con la quale viveva e che lavora in città da diversi anni.
La polizia era arrivata a lui fin da martedì notte. Poco più di 24 ore dall'omicidio, infatti, gli inquirenti avevano cominciato a seguire le sue mosse.
Ad incastrarlo sarebbero state alcune testimonianze e le tracce dei cellulari. Alcuni conoscenti, infatti, avrebbero riferito agli investigatori di aver visto il giovane con Costantini e i tabulati telefonici avrebbero chiarito che il ragazzo era stata l'ultima persona a sentire la vittima.
L'interrogatorio di oggi è stato l'ultimo atto: l'assassino ha confessato ma ha detto che non voleva uccidere la sua vittima ma la procura ha formalizzato per lui l'accusa di omicidio volontario aggravato generico. 21/11/2008 19.53