Parla Susanne Klatten: «sono stata costretta a denunciare Sgarbi»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Ursula Susanne Klatten, presunta vittima dei ricatti dello svizzero Helg Sgarbi ha rilasciato oggi la sua prima intervista ad un giornale tedesco.
PESCARA. Ursula Susanne Klatten, presunta vittima dei ricatti dello svizzero Helg Sgarbi ha rilasciato oggi la sua prima intervista ad un giornale tedesco.
La donna ha parlato al Financial Times di Germania: si tratta della sua prima intervista sulla vicenda che l'ha coinvolta e inevitabilmente travolta.
Ma questa è anche la sua prima intervista in tutta la sua vita perché né Susanne, né suo fratello Stefan avevano mai parlato con un giornalista. Ogni tanto tornano fuori i legami dei Quandt con il nazismo: la prima moglie del nonno di Susanne, dopo il divorzio, aveva sposato il capo della propaganda di Hitler, Joseph Goebbels, e Susanne ha voluto che la BMW fosse tra i finanziatori della fondazione per il risarcimento dei lavoratori schiavi durante la seconda guerra
mondiale.



«Per settimane», si legge sul quotidiano, «la Klatten è stata sulle prime pagine dei giornali per la vicenda del ricatto del gigolò».
Aveva sempre scelto il silenzio, si ricorda, «e per la prima volta racconta cosa è accaduto».
La Klatten ha ammesso al giornalista Lawrence Wagner che è stato difficile, ma necessario denunciare il suo ex amante – ora in carcere - che da qualche anno risiedeva a Pescosansonesco, stesso paese del suo presunto complice, Ernano Barretta.
«Sono stata costretta a denunciare Sgarbi», ha detto «per difendere me stessa, tutte le donne della mia famiglia e anche altre donne».
Dopo aver trovato il coraggio per denunciare il suo ricattatore, infatti, la ricca ereditiera ha convinto le sue tre amiche a fare altrettanto.
Non è stato facile, ha assicurato, «ma era l'unica alternativa, altrimenti il ricatto sarebbe andato avanti all'infinito».
Secondo quanto è emerso dalle indagini svolte dalla polizia tedesca, l'organizzazione aveva già ottenuto sette milioni di euro dalla Klatten e per il suo silenzio ne chiedeva altri 14.
Il 18 novembre scorso la Cassazione ha respinto il ricorso di Barretta, eseguito il 14 giugno scorso, dalla squadra mobile di Pescara, perché accusato di far parte di una organizzazione dedita alla truffa, all'estorsione, al reimpiego di danaro proveniente da attività illecite e al riciclaggio.
Oltre a Barretta e Sgarbi, sono coinvolti nella vicenda, le rispettive mogli: Beatrice Batschelet (50), e Franziska Gabriele Sgarbi (40) e i due figli di Barretta: Marcello e Clelia.
La Klatten dopo questa intervista tornerà al riparo e nel silenzio totale, scortata da esperti di comunicazione che da settimane stanno facendo di tutto per proteggere la reputazione della famiglia. Il suo matrimonio, si dice, va a gonfie vele.

21/11/2008 14.42