Spacciavano droga alla "Pescara bene", 16 arresti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. La Squadra Mobile di Pescara sta eseguendo da questa mattina all’alba 16 arresti. Nel mirino spacciatori di clienti altolocati. UN FIUME DI DROGA DA SMISTARE IN ABRUZZO
Gli agenti stanno operando nel territorio della provincia abruzzese, a Brescia, a Milano e a Bergamo.
Le 16 persone dovranno rispondere di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Le indagini partite a gennaio scorso hanno consentito di individuare un pericoloso sodalizio criminale composto da italiani ed albanesi che gestivano, nel capoluogo abruzzese, il mercato di eroina.
La droga era destinata prevalentemente allo spaccio al minuto nei locali pubblici del centro cittadino, frequentati da clienti altolocati. Le indagini, inoltre, hanno permesso di arrestare, nel marzo scorso, 5 persone responsabili di una violenta rissa avvenuta nella piazza centrale di Pescara. A seguito delle indagini, sono già stati tratti in arresto ulteriori 8 soggetti, sequestrati 8 kg di sostante stupefacenti ed una pistola automatica con relativo munizionamento. Ulteriori dettagli saranno forniti nel corso della mattinata dopo la conferenza stampa che si terrà in questura.

21/11/2008 9.04

UN FIUME DI DROGA DA SMISTARE IN ABRUZZO

In manette sono finiti gli albanesi Rejnald Velja, 22 anni, Roxhen Velja, 24 anni, Orges Kulla, 22 anni, Valbona Shahini, 46 anni, Florina Kulla, 24anni, tutti residenti nel centro di Pescara, un albanese residente sempre nel capoluogo adriatico, Eder Gjergji, 23 anni, Ari Dhima,residente a Francavilla al Mare (Chieti), 28anni, tre albanesi residenti a Brescia Alen Xhia, 23 anni, Aldo Avdyli, 20anni, Astrit Abdyli, 34 anni, Eduarto Ikonomi, 27 anni, residente a Milano, Endri Gordja, 21anni, residente in provincia di Bergamo.
Gli italiani arrestati sono Luca Gargivolo, pregiudicato, 29anni, Giuliano Vitale, 45 anni, Ramona Filosofi, 19 anni, tutti pescaresi.
Al momento sono ricercati altri due albanesi.
Le indagini della squadra mobile di Pescara, diretta da Nicola Zupo, sono partite a febbraio
dopo la rissa tra albanesi e italiani avvenuta nel centro cittadino.
Una rissa finita con un accoltellamento a Piazza Salotto.
Secondo quanto accertato a Pescara c'erano due gruppi di albanesi: quello dei fratelli Velja, che vivevano nel centro cittadino e facevano riferimento ai connazionali che si trovano a Brescia, e il gruppo di Ari Dhima, che faceva riferimento al connazionale che vive a Milano Eduarto Ikonomi.
L'eroina partiva dall'Albania e poi dopo aver fatto tappa in Lombardia arrivava a Pescara dove gli albanesi la vendevano a Gargivolo.
Il pregiudicato pescarese poi, tramite piccoli spacciatori, la immetteva sul mercato e, in particolare, nei locali del centro cittadino, sulla riviera d'estate nei locali del divertimento d'inverno all'insaputa dei gestori degli esercizi pubblici.
Secondo il comandante Zupo i gruppi erano molto pericolosi e pronti a tutto.
Dalle intercettazioni telefoniche con il capo dei fratelli Velja che vive in Albania, un albanese di nome Tito, e' emerso che l'interesse principale era quello di fare soldi e quindi dopo la rissa Tito ha preferito non intervenire «vi dovete rendere invisibili» dice ai suoi connazionali «fino a quando la polizia non abbassa la guardia».
Per Zupo inoltre arrestando Gargivolo «in qualche modo- ha detto- gli abbiamo anche salvato la vita. Gargivolo- ha spiegato acquistava la droga a credito, cioe' la pagava dopo averla venduta. Solo che ormai aveva accumulato con i vari gruppi di albanesi un debito di quasi 500 mila euro. Non pagava piu' nessuno, quindi, non sappiamo fino a quando gli albanesi avrebbero aspettato ancora».
A Milano nel corso della perquisizione dell'abitazione di Eduarto Ikonomi la polizia ha rinvenuto piùdi due chili di droga e 5 chili di una sostanza utilizzata per tagliare l'eroina e una pressa.
Inoltre Ari Dhima deve anche rispondere di sfruttamento della prostituzione ai danni di una connazionale.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del tribunale di Pescara Guido Campli su richiesta del pm Silvia Santoro.

21/11/2008 14.26