Rene sparito, i periti confermano: è sempre stato al suo posto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Ieri la conferma a ciò che si sospettava già da tempo. Il rene di Costanza Vieste era al suo posto: non vi fu mai la sua asportazione.
La perizia dei consulenti Giuseppe Fortuni e Antonino Cavallari nominati dal gip del tribunale di Pescara Luca De Ninis per fare luce sulla morte di Costanza Vieste,74 anni, ha stabilito che il rene c'è. Nessuna misteriosa scomparsa, quindi. L'organo è sempre stato al suo posto e se in un primo momento sembrava che fosse stato asportato era solo perché, hanno chiarito i periti, «era atrofico e
rimpicciolito rispetto alle dimensioni normali».
La morte della donna è avvenuta il 18 gennaio del 2007 all'ospedale di Pescara dopo tre interventi chirurgici. Una morte che era stata messa sotto inchiesta dalla procura di Pescara, dopo le denunce della figlia della donna che aveva sospettato operazioni anomale.
La Vieste, infatti, sarebbe morta improvvisamente nonostante il suo quadro clinico non fosse particolarmente drammatico.
In tutto questo la procura aveva ipotizzato anche la misteriosa asportazione del rene sinistro: una pratica anomala mai suffragata da testimonianze dell'equipe medica né tanto meno dal ritrovamento del rene.
Secondo la perizia che e' stata depositata ieri mattina, che ha confermato la presenza del rene sinistro al suo posto ci sarebbe stato un ritardo apprezzabile nell'eseguire il secondo intervento e questo avrebbe provocato una infezione generale.
Sempre per ieri era previsto l'incidente probatorio che è stato rinviato al 29 gennaio prossimo per l'assenza del legale di uno dei medici indagati il chirurgo Franco Ciarelli.
L'altro medico chirurgo indagato e' Marco Basile, che nell'ambito della vicenda era anche finito agli arresti domiciliari e ha sempre rigettato ogni accusa. 
La perizia di ieri, però, non ha risolto ancora tutti i dubbi sul caso.
Durante l'autopsia effettuata il giorno successivo alla morte della signora Costanza, il rene di destra fu analizzato, sezionato e fotografato. Doveva essere riposto poi nella sua originale cavità.
Ma questo non è stato fatto.
Il rene di sinistra, invece, non è stato trovato nella sua sede originale e c'è da domandarsi perché non si sono accorti di quel tessuto raggrinzito poco più su di cui si è avuta la certezza ieri.
I dubbi da dipanare sono anche altri: secondo le cartelle cliniche la donna ha subito operazioni nella parte destra dell'addome eppure a morte avvenuta si scoprì un grumo di sangue nella parte sinistra.
Come si era formato?
Se si era in presenza di un rene anomalo perché nessuno se ne è mai accorto?
Perché dalle lastre effettuate prima dei tre interventi, invece, si vede un'ombra che sembra somigliare ad un rene normale?
Se il rene è malformato lo è da sempre?
Adesso che si ha la conferma che il rene è sempre stato al suo posto, non cadono nemmeno per i due medici le accuse di sottrazione del
verbale e falso.
Adesso sono 4 le perizie di parte a disposizione degli inquirenti: c'è quella dell'accusa, quella della difesa, quella di parte civile e quella dei periti del gip.
Sarà il gip che dovrà comparare le carte e decidere sul futuro processuale degli indagati.

21/11/2008 8.27