Concorso asili nido, le contestazioni dei sindacati

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Un concorso per educatori d'asilo bandito nel mese di settembre riceve le critiche dei sindacati.
2 i posti disponibili al Comune di Chieti, poco meno di 100 i candidati ancora in corsa (a giorni ci saranno i risultati di chi ha passato lo scritto) e 5 domande che non sono piaciute agli addetti ai lavori.
«Quasi tutti i quesiti», denuncia la segreteria territoriale Cgil Fp di Chieti, «vertevano prevalentemente su argomenti di natura igienico sanitaria (caratteristiche della rosolia, del padiglione auricolare e dell'illuminazione) con una parziale disamina di ambiti di competenza
psicologica, ed una totale assenza di temi relativi alla dimensione pedagogica ed educativa».
Si è unito alle proteste anche il Gruppo Nazionale Nidi d'infanzia della provincia di Chieti che si chiede «dove sia finita l'accertamento della competenza educativa e pedagogica e soprattutto
con quali strumenti si intenda verificarla».
Il gruppo sottolinea che «la vigente normativa regionale indica, in maniera attenta e puntuale, sia i fini istituzionali del Nido d'infanzia sia le professionalità richieste agli operatori d'infanzia».
«Il bagaglio professionale», continuano, «dovrebbe essere accertato in una corretta procedura concorsuale su ben altri punti, altamente qualificanti ed i soli in grado di differenziare dei servizi di qualità ben diversi da quelli di badantato e di assistenza igienico-sanitaria vedi le prove sulla rosolia e sulla conoscenza dell' anatomia dell'apparato uditivo».
Tra le competenze vengono indicate «la programmazione educativa e didattica, la capacità di lavorare con i bambini su programmi e progetti, avendo poi la capacità di documentarli e verificarli, la capacità di implementare buone prassi nella gestione quotidiana della vita dei bambini nel nido», solo per citarne alcune.
«Ci chiediamo stupiti», chiude il gruppo Nidi d'Infanzia, «quali siano stati i criteri alla base degli argomenti indicati nelle prove d'esame e quale sia la struttura direzionale che ha indirizzato la scelta
amministrativa in tal senso».
Adesso gli educatori chiedono all'amministrazione comunale «di tenere conto dei criteri elencati garantendo così l'assunzione di educatori in grado di svolgere le delicate mansioni che verranno assegnate all'interno dei servizi all'infanzia pubblici».

20/11/2008 15.02