Arrestata la "tigre del Gargano" che "imbiancava" l’Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Tre arresti, due ai domiciliari un altro in carcere, un ricercato che si è reso irreperibile, ma che non è il più pericoloso del gruppo.
La Squadra Mobile di Chieti, diretta da Paolo Monnanni, e l'Antidroga hanno sgominato una banda pugliese che ha seminato cocaina, hashish e panico tra Francavilla al Mare, Pescara sud e Chieti scalo.
Pestaggi, violenze, minacce di sequestro per i figli minorenni, cessione di beni (sequestrata una Porsche ed una moto Cagiva), e di appartamenti, devastazioni di alcuni locali pubblici in pieno giorno, un sequestro di persona a carico di un giovane che fu portato a Torre Canne (Fasano) e lì liberato: una serie di attività criminali che per la loro evidente pericolosità hanno convinto la Questura di Chieti ad intervenire subito.
Si è deciso così di spezzare la spirale di violenza gratuita e selvaggia che stava mettendo a rischio l'incolumità di molti assuntori di droga i quali, in difficoltà a pagare, venivano “convinti” con questi metodi minacciosi.



I tre arrestati sono Vincenzo Zitoli Pignataro, 37 anni, di Cagnano Varano (Fg), ex pugile, ex parà, chiamato la “Tigre del Gargano” per la sua forza (e l'operazione è stata chiamata appunto “Tiger 2008”).
Davide Di Palma, 33 anni, di San Severo e Oriano Cicalini, 32 anni, di Chieti, spacciatore noto alle Forze dell'ordine. Le accuse sono di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti e di estorsione, solo spaccio per Cicalini. Da maggio scorso la squadra antidroga si accorge che è aumentato il consumo di droga nella zona tra Francavilla, Pescara e Chieti scalo e viene a conoscenza di numerosi fatti di violenza finalizzati a terrorizzare quelli che avevano acquistato le dosi, ma erano in ritardo nei pagamenti. I metodi usati per il recupero crediti erano appunto le botte, le devastazioni di locali pubblici anche di giorno, di minacce notturne, di pressioni sulle famiglie con le minacce di rapimento dei figli. Un fenomeno, ha detto Monnanni, che interessa tutti i ceti sociali e che ha convinto la Polizia ad intervenire subito. A casa del capo, a Cagnano Varano, sono stati sequestrati anche una pistola scacciacani, ma senza tappo rosso, 40 mila euro contanti, un giubbotto antiproiettile.

Sebastiano Calella 19/11/2008 13.31