Sequestrato depuratore Montesilvano. Nuovo avviso di garanzia per Bruno Catena

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Sequestrato depuratore Montesilvano. Nuovo avviso di garanzia per Bruno Catena
MONTESILVANO. E' stato sequestrato questa mattina dagli uomini della Forestale diretti dal comandante Guido Conti il depuratore consortile dell'Aca in via Tamigi. Nuovo avviso di garanzia per il presidente Bruno Catena. CATENA:«LE RESPONSABILITA’ SONO DEL CONSIDAN»
Scarichi del depuratore immessi nel fiume Saline superiori ai limiti previsti dalla legge: una storia (di cui l'Aca era a conoscenza) che andava avanti dal luglio del 2007 e sospesa stamattina dagli uomini della Forestale che hanno messo i sigilli all'impianto.
Il sequestro è stato richiesto dal pm Giuseppe Bellelli, il gip Guido Campli ha dato il via libera.



Si tratta di un sequestro preventivo: il depuratore sarà affidato in custodia alla stessa Aca ed è necessario che continui ad essere utilizzato perché la disattivazione provocherebbe immissioni di reflui nel fiume con parametri inquinanti di gran lunga superiore agli attuali.
L'operazione di questa mattina è il risultato di una serie di controlli che hanno appurato la mancanza di una depurazione a norma e l'assenza delle necessarie autorizzazioni di legge.
La Provincia di Pescara, infatti, aveva revocato l'autorizzazione allo scarico il 14 aprile scorso. Ma nonostante questo si andava avanti senza problemi.



Secondo le analisi effettuate i parametri chimici e biologici (solidi sospesi, azoto nitroso, azoto ammoniacale, Cod, Bod, Escherichia Coli, Daphnia) erano superiori alla legge e «fortemente inquinanti».
La Forestale (nella foto sotto il comandante Guido Conti), in collaborazione con la Capitaneria di Porto sta lavorando ancora per individuare eventuali scarichi abusivi.
Secondo l'ipotesi degli inquirenti i responsabili dell'Aca, accusati di danneggiamento aggravato, erano a conoscenza dello scarico continuo di sostanze altamente inquinanti in quanto i risultati degli accertamenti dell'Arta sono stati formalmente contestati di volta in volta.
Il gip Campli sottolinea che l'alterazione dell'acqua è stata «significativa e stabile» sia nel corso del fiume che a valle «con pericoli per l'uomo connessi alla salute e alla balneazione».
L'estate scorsa il fiume Saline aveva portato diversi disagi anche ai balneatori della zona. Dopo risultati pessimi della qualità dell'acqua rilevati dall'Arta, sia a luglio che ad agosto, il sindaco Pasquale Cordoma era stato costretto a firmare l'ordinanza di divieto di balneazione in un tratto di mare di cento metri, a partire dalla foce del Saline fino a via Finlandia.
A fine agosto, inoltre, la Forestale aveva sequestrato undici terreni lungo il corso del fiume perché contaminati da sostanze inquinanti.

TERZO AVVISO DI GARANZIA PER CATENA

Quello di oggi è il terzo avviso di garanzia per Bruno Catena. Il presidente dell'Aca, riconfermato poche settimane fa alla guida dell'azienda acquedottistica, è indagato anche nell'inchiesta “Fangopoli” (insieme ad altre 24 persone) che riguarda il depuratore di Pescara. In quel caso il reato contestato è abuso d'ufficio: secondo l'accusa in qualità di presidente pro tempore avrebbe creato «un notevole vantaggio patrimoniale» al privato (per dirlo in cifre 2.037.750) e un danno all'Aca spa, l'ente che era incaricato di effettuare i pagamenti.
L'altra inchiesta in cui Catena è coinvolto, sempre in qualità di massimo rappresentante dell'Aca, è quella dell'acqua avvelenata (33 avvisi di garanzia in totale), partita dopo la scoperta della maxi discarica di Bussi.

CORDOMA: «AVEVO RAGIONE»

«Purtroppo i miei sospetti sono diventati realtà: ed oggi i fatti mi hanno dato ragione». E' stato questo il commento del sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma alla notizia del sequestro del depuratore.
«Oggi», ha continuato il primo cittadino, «forse gli operatori economici i balneatori e la cittadinanza tutta prenderanno coscienza dei pericoli oggettivi che volevo scongiurare la scorsa estate con le ordinanze di divieto di balneazione che tanto hanno fatto discutere. Spero – ha concluso - che si possa avviare un nuovo modus operandi per garantire a tutti un mare degno di una città turistica, dove la Bandiera Blu tornerà a sventolare».

Alessandra Lotti 19/11/2008 11.32

IL WWF:«È SOLO LA PUNTA DELL'ICEBERG»

«Anni di lassismo hanno portato al disastro della depurazione nella Regione».
E' il parere della associazione ambientalista che quest'estate aveva denunciato all'opinione pubblica la situazione dei depuratori nella regione con la divulgazione di un approfondito dossier in cui spiccava proprio il depuratore di Montesilvano per l'altissima percentuale di non conformità ai limiti degli scarichi rispetto al numero di controlli.
Nel solo 2007 su 22 controlli dell'Arta ben 17 erano risultati non regolari.
«Lungo le vallate del Tavo e del Fino, che poi formano il Saline, non è il solo depuratore che crea situazioni di criticità» dichiara Dante Caserta, presidente del Wwf Abruzzo.
«Essendo però il più grande, appare evidente come un funzionamento non adeguato possa provocare grandi ripercussioni a valle. Considerati i dati dell'Arta», ha detto Caserta, «eravamo rimasti interdetti dalle dichiarazioni tranquillizzanti dell'Aca di quest'estate circa l'inquinamento del mare di Montesilvano. Forse una maggiore cautela, visti i precedenti, sarebbe stata consigliabile. Comunque la situazione del depuratore di Montesilvano è solo la punta dell'iceberg di una depurazione del tutto inefficiente in gran parte della regione. Purtroppo gli amministratori negli ultimi anni hanno pensato più di nascondere lo stato di inefficienza in cui versa la depurazione che
provvedere a far depurare bene i reflui, attraverso il “condono” delle multe stabilito nel 2001 e l'aumento dei limiti tabellari con la legge “fogna” del 2007».
Un atteggiamento lassista in cui è prevalso l'interesse di chi non fa bene il proprio dovere rispetto ai diritti dell'ambiente e dei cittadini.
«Su quali basi oggettive», si domanda Caserta e non solo, «i sindaci della provincia di Pescara hanno rinnovato il mandato all'ACA di Bruno Catena, visto che l'ACA in questi anni non è riuscita neanche a garantire una normale distribuzione dell'acqua nei capoluoghi di Pescara e Chieti?».

«Goletta Verde aveva ragione», dice Angelo Di Matteo di Legambiente, «i dati del campionamento straordinario, effettuato dai tecnici di Legambiente a seguito del paradossale giudizio del Tribunale Amministrativo Regionale che aveva annullato l'ordinanza di divieto di balneazione emesso dal Sindaco sulla base delle analisi condotte dall'ARTA, non lasciavano dubbi: le acque alla foce del fiume Saline, nel territorio del comune di Montesilvano, erano fortemente inquinate da reflui fognari».

CATENA:«LE RESPONSABILITA' SONO DEL CONSIDAN»

Il sequestro sarebbe imputabile, secondo Bruno Catena, indagato, «ad una mancata depurazione a norma delle acque, riscontrata dall'anno 2007, quando l'impianto era affidato al Consorzio Considan».
«Subito dopo il passaggio di consegne dal Considan all'Aca», ha spiegato Catena, «l'Azienda Acquedottistica aveva eseguito una ricognizione dettagliata dell'impianto che aveva evidenziato lo stato di carenze strutturali in cui versava l'intero depuratore. La documentazione inerente lo stato della struttura è stata immediatamente inviata a tutti gli Organi competenti, tra cui Asl, Corpo Forestale e Provincia di Pescara. Il 14 aprile scorso, appena due settimane dopo il passaggio di gestione del depuratore dal Considan all'Aca, la Provincia di Pescara ha revocato l'autorizzazione allo scarico, revoca che comunque non aveva determinato, per ovvie ragioni igienico-sanitarie, il blocco dell'impianto».
«Fiducia nella magistratura», ha concluso Catena, «chiariremo ruoli e competenze dinanzi agli Organi inquirenti, ma siamo tranquilli in quanto consapevoli di aver svolto sempre con scrupolosità il nostro lavoro all'interno dell'Azienda Acquedottistica».

19/11/2008 15.08

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=15540 ]L'INCHIESTA DI FANGOPOLI[/url]

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=15448]L'INCHIESTA DELL'ACQUA AVVELENATA[/url]