Crisi idrica Manoppello, «l'assessore Di Meo resta al suo posto»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MANOPPELLO. Nei giorni scorsi i gruppi di minoranza "Manoppello Città unita" e "Liberi" avevano chiesto le dimissioni dell'assessore Giuseppe Di Meo.


L'assessore, secondo i rappresentanti dei gruppi Giorgio De Luca, Fabio Argirò , Luca De Luca e Roberto Di Renzo è da ritenere responsabile «del forte aumento del costo dell'acqua, la più cara
della provincia di Pescara, a fronte di un servizio scadente».
Così era scattata la richiesta di dimissioni.
Non solo quella di Manoppello sarebbe l'acqua più costosa della provincia ma nei giorni scorsi il primo cittadino Gennaro Matarazzo ha emesso una ordinanza per vietarne l'uso «per fini potabili» dopo che in contrada Cupa un residente aveva segnalato la fuoriuscita dai rubinetti di terriccio e ruggine.
Ma a quanto pare l'assessore rimarrà al suo posto e a comunicarlo è il gruppo di Rifondazione Comunista di cui Di Meo fa parte.
«L'assessore rimarrà saldamente in carica perché nulla ha da rimproverarsi circa la gestione dell'ultima crisi idrica nel nostro Comune», si legge in una nota del circolo Iezzi di Manoppello.
«Il nostro assessore lotta da sempre e sta facendo il possibile per migliorare il servizio e per contenere i costi. L'ultimo da attaccare era proprio lui».
«Chi intende fare sciacallaggio», chiude la nota, «farebbe bene a contattare le proprie segreterie politiche provinciali, visto che sono spesso parte integranti, corresponsabili, di enti che rappresentano la politica abruzzese nella loro veste peggiore». 18/11/2008 11.07