Riorganizzazione consultori, le proteste della Fp Cgil

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. E' polemica dopo la riorganizzazione dei consultori cittadini. Per l'Asl le strutture sono 8 per i sindacati 14.
La Fp Cgil Teramo parla di «riorganizzazione discutibile» perché i
consultori individuati dall'azienda sanitaria «non garantiscono la
salute della popolazione e le esigenze degli operatori».
«Scompariranno», denuncia il sindacato, «Val Vomano, Isola del Gran
Sasso, Villa Rosa, Sant'Egidio alla Vibrata, Mosciano, Bellante,
Notaresco, Silvi, Cermignano, Castilenti, Bisenti, Castiglione Messer
Raimondo».
Rimangono invece in piedi i consultori di Nereto, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Atri, Teramo, Montorio.
«La distribuzione delle strutture così come concepita da dicembre non
ha bisogno di essere commentata», contesta la Cgil. «È chiara la
sproporzione tra il numero dei consultori costieri e quelli montani.
Un intero territorio montano viene impoverito e isolato».
In ogni consultorio rimasto aperto, sostiene il sindacato, «vi sarà
inoltre un aumento di richieste tali da far aumentare anche i tempi di
attesa per le varie prestazioni: visite ginecologiche, ecografie,
colposcopie, biopsie, papa-test, terapie familiari, preparazione al
parto, consulenze sociali per i minori e per gli adolescenti, IVG».
La Fp Cgil di Teramo chiede «il rispetto dei parametri (rapporto
numero consultori e abitati) e la conseguente revisione del piano di
riqualificazione della rete consultoriale secondo criteri
essenzialmente vicini ai bisogni degli utenti».

18/11/2008 8.34