Assalto alla questura, per il difensore i tre «si sono espressi male»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1398

PESCARA. Saranno ascoltati quest'oggi da gip Guido Campli, i tre ragazzi che lunedì scorso hanno aggredito quattro agenti all'interno della questura.
Pino Di Tommaso, Alessio Di Girolamo e Roberto Colaiocco dovranno raccontare la loro versione dei fatti (sempre che non si avvalgano
della facoltà di non rispondere) poi si deciderà se convalidare o meno l'arresto in flagranza di reato.
I tre lunedì mattina, poco prima delle 7, hanno fatto un vero e proprio blitz contro gli agenti che lavorano nella guardiola della
questura di via Pesaro.
Poco dopo sono stati arrestati con le accuse di tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi.
Intanto i sindacati hanno espresso soddisfazione per l'operato degli uomini della Polizia intervenuti per fermare i tre: per Siulp, Siap,
Sap, Silp Cgil, Fsp Ugl, Uilp, Consap, Coisp up gli agenti hanno agito al meglio «senza usare in alcun modo il proprio armamento in dotazione».
Per i sindacati quello accaduto è «un brutto episodio che poteva finire molto peggio. Ancora oggi il poliziotto si trova a fronteggiare ogni forma di pericolo potenziale e reale con strumenti a nostro giudizio inadeguati. Per quanto tempo dovremmo continuare a subire i violenti che sanno perfettamente quanto insufficientemente possiamo fare contro di loro?», si domandano i sindacati. E prosegue intanto lo stato di agitazione degli agenti dopo aver constatato «la scarsa considerazione del questore in merito alle periodiche e ripetute osservazioni sul mancato rispetto delle materie contrattuali, che incidono sui diritti dei singoli dipendenti».
Anche l'episodio dell'assalto alla questura è «una testimonianza diretta di come siano state sottovalutate le ripetute segnalazioni sull'inadeguato numero di operatori addetti alla vigilanza di tutto il Centro Polifunzionale Fanti».

13/11/2008 10.18

IL DIFENSORE:«NON E' STATO PREMEDITATO»

«Forse qualcuno era troppo stressato e qualcuno forse aveva ecceduto con qualche bicchierino. Ma non e' stato un atto premeditato. Si tratta di persone, almeno quelle che io conosco, tranquille».
Lo ha detto ai giornalisti l'avvocato Giuseppe Cetrullo, legale di Pino Di Tommaso, Alessio Di Girolamo e Roberto Colaiocco - che lunedi' scorso hanno compiuto un bliz alla questura di Pescara - davanti al carcere San Donato prima dell'interrogatorio dei tre da parte del gip Guido Campli.
«Speriamo - ha proseguito il legale- di sdrammatizzare la vicenda. Speriamo che possano serenamente rispondere al magistrato e dare una versione che sia meno fosca di quella che appare dai rapporti giudiziari. E' stata – ha aggiunto - una notte strana che si e' purtroppo conclusa in maniera triste».
A proposito dell'accusa di tentanto omicidio a carico dei tre, ha detto:«e' una accusa gravissima che cercheremo di contrastare nel modo più opportuno. Ma al momento non possiamo dire nulla. Speriamo - ha ribadito l'avvocato Cetrullo- solo in un sereno atteggiamento degli indagati e che possano dare al giudice la possibilità di poter valutare con tranquillità la situazione». 13/11/2008 12.24

ARRESTI CONVALIDATI

Sono stati convalidati, come previsto gli arresti dei tre indagati. All'uscita dal carcere l'avvocato Giuseppe Cetrullo si è detto soddisfatto. «Non è stato un blitz», ha poi detto ai giornalisti che aspettavano la sua uscita, riferendosi all'episodio che vede protagonisti i suoi assistiti.
«E' stato solo un gesto esasperato di tre persone che volevano chiedere giustizia ma che forse si sono espressi male», ha assicurato.
Sul quello che è successo lunedì mattina, il legale ha aggiunto: «è stato tutto un equivoco». 13/11/2008 14.07