Rottweiler Devil, «il giardiniere è morto per choc emorragico»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3357

Rottweiler Devil, «il giardiniere è morto per choc emorragico»
CHIETI. Per il momento la vita di Devil, il rottweiler di 11 anni che lunedì ha ucciso a morsi il giardiniere Gabriele Ferri, è al sicuro.
L'esecuzione prevista per l'animale, che si trova da quattro giorno al
canile della Asl a Bucchianico, è stata rimandata e la sorte
dell'animale oggi fa più discutere e surriscaldare gli animi rispetto
ad una morte atroce e improvvisa.
La decisione di tenere Devil in vita, non si sa ancora per quanto, è
stata presa dopo le richieste avanzate dalla Lav ed in seguito alle
proteste pervenute presso i centralini della Asl di Chieti e del
comune di San Giovanni Teatino.
Il servizio veterinario, infatti, che in un primo momento appariva
determinato a sopprimere immediatamente il cane dietro ordinanza del
sindaco e con il consenso dei proprietari, avrebbe deciso di
sospendere quella che a è apparsa «una condanna a morte senza
processo», rimandandola al termine del periodo di osservazione
previsto dal Regolamento di Polizia Veterinaria.
Dieci giorni in tutto saranno necessari per capire lo stato di salute
dell'animale: è un cane recuperabile e quindi può essere affidato alle
associazioni che ne hanno fatto richiesta?
La Lega anti vivisezione, nella mattinata di ieri, ha provveduto
ad inoltrare l'inevitabile diffida alle autorità coinvolte per evitare
che al termine dei dieci giorni Devil venga comunque soppresso.
«Non si può pensare che un'esecuzione sommaria sull'onda emotiva del
momento possa porre rimedio al dolore per una simile tragedia», ha
detto Paolo Migliaccio, coordinatore Lav Abruzzo - nessun proprietario
può disporre, come le ultime sentenze dimostrano, del proprio cane al
punto da farlo sopprimere, e qualsiasi veterinario si prestasse a
farlo sarebbe passibile di denuncia per uccisione immotivata di
animali».
Per Lav e Apnec (Associazione professionale nazionale educatori
cinofili) casi come quello appena accaduto devono spingere «anzichè
verso un nuovo periodo di terrore nei confronti di alcune razze e di
conseguenti abbandoni, a farci promotori di un cambiamento culturale
che passi attraverso un'educazione dei cani basata sui principi di
moderna psicologia canina, e soprattutto mediante l'informazione e il
senso di responsabilità dei proprietari».
13/11/2008 9.41

DAL CANILE: «NESSUN CONTRORDINE»

Al canile sanitario della Asl di Chieti, dove è stato portato il Rottweiller che ha sbranato e ucciso il giardiniere a Sambuceto, non è arrivato nessun contrordine ufficiale per sospendere l'abbattimento.
In realtà ci sono state molte telefonate di singoli cittadini e di associazioni e anche qualche fax, ma decisioni ufficiali non sono state prese, né in un senso né nell'altro. E così Devil, richiuso in gabbia da quel giorno maledetto, aspetta paziente – ma non tanto – che qualcuno decida il suo destino. Nella cuccia isolata da una rete chiusa con una catena, il cane ringhia sordamente quando qualcuno lo chiama o si avvicina.
«Per il momento – spiega il dottor Piero Di Lullo, veterinario responsabile della struttura e del servizio – abbiamo deciso di avviare tutte le analisi di routine per testare lo stato di salute di questo esemplare di 11 anni. Il cane è vecchio e non sembra ben messo, ma nemmeno possiamo dire che è in osservazione per 10 giorni, come avviene per i cani che hanno morso qualcuno. Purtroppo il giardiniere è morto e a lui non servirà a nulla sapere se è o no rabbioso».
Il problema che ora si pone è cosa fare del cane quando i risultati delle analisi saranno arrivati: riconsegnarlo ai proprietari (che hanno dato il consenso per abbatterlo), affidarlo a qualcuno che ne fa richiesta, correre il rischio che possa ripetere l'aggressione contro altri, lasciarlo nel canile.
Una decisione che dovrà essere presa con grande senso di responsabilità, alla luce di tutte le possibili soluzioni e di tutte le garanzie.
Anche perché il canile di Bucchianico è noto tra gli amici dei cani come una struttura che lavora seriamente per la salute e la sicurezza degli animali e dei loro padroni. E a differenza di quanto si potrebbe pensare, Devil non è rinchiuso in un lager, ma in una gabbia ben illuminata ed areata e con un cuccia dove il cane passa la maggior parte del suo tempo. A fianco un cane operato in questi giorni, di fronte altri pochi cani rinchiusi per altri motivi. Fuori la routine di tutti i giorni: interventi chirurgici, vaccinazioni, chip da inserire, cani randagi catturati che vengono ricoverati. Dentro Devil non sembra molto vivace, si avvicina alla rete quando avverte la luce del flash, ma non sembra interessato. Più che un cane assassino, sembra un cane stordito. Ma il ringhio non promette nulla di buono.
Sebastiano Calella 13/11/2008 15.58

«CHOC EMORRAGICO FATALE»

Gabriele Ferri è morto per choc emorragico. E' questo il responso dell'autopsia eseguita dall'anatomopatologo Cristian D'Ovidio che si è appreso qualche minuto fa.
L'esame autoptico svolto questo pomeriggio ha confermato quindi che prima dell'aggressione dell'animale Ferri non avrebbe avuto alcun malore, così come era stato ipotizzato da qualcuno.
Le gravi ferite riportate dal giardiniere, che conosceva Devil da quasi 11 anni sono state fatali.
Il cane, stando alla ricostruzione effettuata, avrebbe prima aggredito l'uomo facendolo cadere a terra e poi lo avrebbe morso piu' volte al volto e alla testa determinando una forte fuoriuscita di sangue. La salma di Gabriele Pierino Ferri e' stata restituita ai familiari per i funerali. 13/11/2008 17.14