Caso Barretta, si decide sulla scarcerazione ma mancano ancora 5mln

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Il caso Barretta-Sgarbi-Klatten fa discutere tutto il mondo con le sue sfumature di cronaca rosa, mentre i due processi, quello italiano e quello tedesco, partiranno entro l'anno. «NESSUN TESORO NELLA COUNTRY HOUSE»

ABRUZZO. Il caso Barretta-Sgarbi-Klatten fa discutere tutto il mondo
con le sue sfumature di cronaca rosa, mentre i due processi, quello
italiano e quello tedesco, partiranno entro l'anno.

«NESSUN TESORO NELLA COUNTRY HOUSE»Dalla Germania confermano che il processo a Helg Sgarbi, l'uomo che
per mestiere avrebbe ingannato e truffato ricche donne tedesche,
partirà entro la fine dell'anno.
L'affascinante svizzero dovrà difendersi dall'accusa molto pesante di
estorsione e tentata estorsione per somme ingentissime (quando è stato arrestato doveva riscuotere 40 milioni di euro da lady Bmw, Susanne Klatten).
La procura di Pescara, invece, già da settimane ha chiuso l'inchiesta
e potrebbe prepararsi alla richiesta di rinvio a giudizio per l'intero
sodalizio che faceva capo al santone abruzzese Ernano Barretta.
Intanto domani dovrebbe essere discusso in Cassazione il ricorso
presentato dai suoi legali per la scarcerazione.
È un giorno importante e pieno di tensione perché Barretta è nel
carcere di Pescara da quasi sei mesi e se non sarà scarcerato domani
potrebbe rimanervi fino a giugno 2009.
Sul fronte giudiziario si sarebbero chiarite le ombre circa il
fantomatico patrimonio investito all'estero.
Secondo quanto sarebbe stato appurato dalla Squadra mobile di Pescara mancherebbero all'appello circa 5 milioni di euro che Barretta & Co avrebbero incassato e che non sarebbero stati ancora trovati. Numerose mazzette furono rinvenute all'interno di un vaso nel rifugio Valle Grande a Pescosansonesco, mentre la mappa del tesoro disegnata su un foglio nasconderebbe ancora il bottino, probabilmente nascosto nei pressi di un albero all'interno dell'immenso giardino della country house.
Secondo gli inquirenti la banda che è accusata anche di associazione a
delinquere non avrebbe fatto in tempo a spendere i soldi provento
delle estorsioni.
Secondo quanto appurato dagli inquirenti Barretta sarebbe stato nella
fase preliminare degli investimenti così come testimonierebbe la cifra
sequestrata di 130.000 euro all'aeroporto di Fiumicino al momento di
imbarcarsi per l'Egitto.
Secondo quanto trapela il santone avrebbe fatto in tempo solo a
versare qualche caparra ma non a concludere gli investimenti già
programmati e, dunque, la somma rimanente di 5 milioni di euro non
sarebbe stata spesa anche perché avrebbe potuto lasciare qualche
traccia.
Il pm, Gennaro Varone, ha disposto che Sgarbi venga sentito per
rogatoria dalla polizia tedesca per acquisire eventuali altri
particolari dall'indagato che si trova ancora in prigione a Monaco.
Le prove raccolte sarebbero schiaccianti ed il pericolo di
inquinamento ancora troppo alto: questa sarebbe la motivazione per cui dopo sei mesi i principali indagati si trovano ancora ristretti in
carcere.
Tra le carte dell'inchiesta ci sono anche le prove degli acquisti
delle auto di lusso per oltre 300.000 euro mentre non sarebbero stati
ancora prodotti dalla difesa i presunti mutui che Barretta avrebbe
contratto per l'acquisto delle case sequestrate così come sostenuto
dal suo legale Sabatino Ciprietti.
Il difensore ha sempre detto che gli immobili sono stati acquistati
con fidi bancari che proverebbero un certo stato di indigenza
economica e che in realtà le auto sequestrate erano molto vecchie
dunque di scarso valore.
I soldi rinvenuti erano invece il provento dell'attività
imprenditoriale della country house che però secondo gli inquirenti
apriva di rado.
Per gli indagati italiani che hanno commesso reati all'estero è già
stata acquisita la lettera del ministro della giustizia necessaria per
la procedibilità, dunque via libera al processo.

SI AGGIUNGONO ALTRE PRESUNTE VITTIME

All'elenco delle donne che sono finite nella trappola amorosa se ne
aggiungono altre man mano che le indagini giudiziarie e quelle
parallele della stampa tedesca vanno avanti.
Sul fronte italiano è stato appurato che Sgarbi e Barretta riuscirono
ad incastrare anche un'altra donna, M.L.H, utilizzando le stesse
modalità.
«Con raggiri i due avrebbero prospettato falsamente la propria
necessità di disporre di un milione e 200mila euro, somma poi ridotta
a € 600.000» per evitare disastrose conseguenze giudiziarie personali
di Sgarbi in un procedimento penale avviato a suo carico negli Usa.
Il fatto risale al marzo del 2006.
La stessa donna sarebbe stata minacciata dopo le registrazioni
fraudolente dei rapporti sessuali, pronti per essere divulgati se non
avesse acconsentito a consegnare un'ulteriore somma di 1,5 milioni.
A minacciare la donna sarebbe stata una voce di un uomo non
identificato al telefono che avrebbe detto «se non si paga entro un
determinato momento tocca a voi due».
La donna sarebbe stata dunque costretta a consegnare il denaro in
franchi svizzeri, consegna avvenuta nella città di Bad Ragaz.
Ritorna l'ombra dello spauracchio di una presunta mafia invece nella
contestata estorsione ai danni di M.S. la quale avrebbe consegnato la
somma di € 300.000 in contanti a Sgarbi con la minaccia di presunte
ritorsioni di malviventi.
Alla fine delle indagini si sono poi aggiunte due nuove indagate: Sandra Fabbro e Prisca Furger accusate di aver accettato di farsi
intestare immobili acquistati da Barretta con denaro proveniente dalle
estorsione e per occultare il patrimonio all'autorità giudiziaria che
indagava.
Gli immobili erano stati acquistati a Torre de Passeri.
12/11/2008 11.24

«NESSUN TESORO NELLA COUNTRY HOUSE»

«Smentiamo nel modo più assoluto e categorico», scrive la società che gestisce il Rifugio Valle Grande, «che i soldi di cui si parla nell'articolo siano stati ritrovati all'interno del ristorante country house Rifugio Valle Grande, nel suo giardino o nel suo immediato circondario. Come emerge dai verbali di perquisizione e sequestro», spiegano ancora, «i soldi menzionati su tutti i giornali - la cui cifra non corrisponde nemmeno a quella reale, essendo quest'ultima inferiore e ritrovata per la maggior parte in franchi svizzeri e solo una minima parte in euro - sono stati rinvenuti in due locali privati distinti, lontani ben 3 km e oltre dal Rifugio Valle Grande. Chiunque afferma il contrario, mente e sarà da noi denunciato per diffamazione e danno d'immagine».
Secondo ancora la proprietà dell'agriturismo Rifugio Valle Grande «è stato oggetto della perquisizione, in quanto appartenente ad Ernano Barretta, ma non vi è stato rinvenuto nulla, se non del materiale informatico che ci è già stato restituito, dopo congiunta visione da parte dei nostri legali e dei periti della polizia».
Queste notizie «ci stanno recando ingenti danni morali e materiali», assicurano.
«Non si può infangare in questo modo il nome di un'attività fino a poco tempo fa florida, solo per false informazioni sotto l'espressione "complesso immobiliare Rifugio Valle Grande". Il Rifugio Valle Grande è una country house- ristorante, una monostruttura ben definita, gestita da una società sas. Non esiste alcun complesso immobiliare così denominato e le illazioni sul denaro, sul "tesoro", che si troverebbe disseminato ovunque, nei pressi della country house, sono ridicole ed altamente lesive».
I beni sequestrati, si chiarisce ancora, «sono in possesso della famiglia Barretta da anni, quindi, per un semplice calcolo matematico, essi non possono essere stati acquistati con i presunti proventi del presunto reato citato».
«Falsa», secondo la Sas anche «la notizia che non siano stati prodotti i mutui dichiarati. Tutta la documentazione, ampia e circostanziata, è in mano ai giudici da mesi.
L'affermazione degli inquirenti "apriva di rado" è falsa e dimostra la lacunosità dell'indagine.
Il nostro ristorante è ben noto in Abruzzo come avviatissima struttura dedicata ai banchetti di nozze, che ha ospitato oltre 10.000 persone in 6 anni. Infatti abbiamo fornito ai giudici amplissima documentazione comprovante tale florida attività, tramite nomi degli sposi, caparre, contratti, menu, fotocopie di assegni, corrispettivi, ricevute fiscali». 12/11/2008 16.37