Blitz armato in questura: «uccidiamo tutti». Nessun morto: tutti dentro

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Un gesto folle, da squilibrati che poteva avere conseguenze ben più serie di quelle che ci sono state. Tre ragazzi questa mattina hanno aggredito gli agenti nella guardiola della questura, in via Pesaro.

PESCARA. Un gesto folle, da squilibrati che poteva avere conseguenze ben più serie di quelle che ci sono state. Tre ragazzi questa mattina hanno aggredito gli agenti nella guardiola della questura, in via Pesaro.Un vero e proprio blitz punitivo scattato alle 6.45 di questa mattina: Pino Di Tommaso, 42 anni di Chieti, Alessio Di Girolamo, 24 anni di Pianella, e Roberto Colaiocco, 25 anni di Pianella, si sono presentati in questura con un pugnale e una mannaia.
Un posto decisamente poco indicato per esibire un tale biglietto da visita.
Sono arrivati a bordo di una Citroen C6 fino all'ingresso della questura, in via Pesaro, dove c'è la guardiola. Hanno frenato di colpo (tanto per annunciarsi con discrezione), sono scesi dalla vettura quasi come fossero invasati, hanno poi raccontato gli agenti.
«Uccidiamo tutti», hanno gridato, «occupiamo la questura».
Erano fuori di senno, probabilmente sotto effetto di stupefacenti e alcol.
Impossibile farli ragionare o tentare di capire che cosa volessero.
Ce l'avevano con la polizia e hanno preso di mira i primi agenti che si sono trovati davanti, ovvero quelli che si trovano nella guardiola, che solitamente danno il permesso per entrare negli uffici.
I tre hanno aggredito gli agenti, ne hanno feriti quattro tutti guaribili in sette giorni.
Il caso ha voluto che la questura fosse piena... di poliziotti che sono subito intervenuti per fermare gli invasati.
Sono stati attimi di tensione. C'è stata colluttazione ma alla fine i tre sono stati bloccati.
Era fin troppo facile che un gesto del genere finisse in un arresto in flagranza di reato così come in effetti è accaduto.
L'accusa per loro è di tentato omicidio. Magari a mente fresca riusciranno ad essere più chiari davanti al giudice. Di sicuro utilizzeranno altre “armi” per difendersi da una accusa che è tanto grave quanto il loro gesto insulso e scellerato.
Di Girolamo è già conosciuto in città in quanto ritenuto il presunto responsabile di uno stupro avvenuto in Piazza Unione a giugno del 2006 e rinviato a giudizio nei mesi scorsi. Questo nuovo episodio che lo vede protagonista certo non migliora la sua posizione.
Secondo quanto raccontato dagli agenti, inoltre, già la notte scorsa era arrivata in questura una telefonata minatoria nella quale si annunciava un assalto.
Ci hanno riflettuto ancora qualche ora poi hanno deciso di farla lo steso l'impresa.
E l'hanno fatta.

«ATTO VENDICATIVO»

Le accuse formalizzate contro il gruppo di tre sono di tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo delle armi. Il pm che coordina l'indagine e' Andrea Papalia.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti Di Tommaso, Di Girolamo e Cocaiocco da qualche giorno vivevano insieme a casa di Di Tommaso, e i due più giovani erano «le guardie del corpo» del commercialista. Probabilmente durante questa anomala convivenza i tre avevano pensato di organizzare e mettere in pratica un gesto eclatante.
La scorsa notte, da mezzanotte e mezza alle 3, il gruppetto è stato in un locale: i tre amici hanno alzato il gomito e per questo sarebbero stati allontanati dal gestore.
Ma una volta fuori avrebbero cominciato a chiamare polizia e carabinieri per chiedere un intervento per far uscire dal locale anche tre ragazze che avevano adocchiato all'interno.
Il non intervento di agenti e militari avrebbe scatenato in loro il desiderio di vendetta.

LE TELEFONATE PRIMA DEL BLITZ

Ma di telefonate ce ne sarebbero state anche altre, poco prima del blitz. Di Tommaso si e'
presentato al 112 come professore, grosso produttore di energia solare con un fatturato di 290 milioni l'anno e due guardie del corpo a disposizione.
L'uomo ha anche annunciato l'aggressione: «stiamo venendo lì e vi facciamo vedere le lacrime» e, ancora, «vi spariamo come a quelli del Pilastro di Bologna». Perché avvertire e non agire di sorpresa?

UN ARSENALE IN CASA

Dopo l'arresto agenti di polizia sono andati a casa di Di Tommaso per una perquisizione. Lì, con grande sorpresa, i poliziotti hanno trovato un vero e proprio arsenale. C'erano infatti 8 armi, tra pugnali e nunchaku, l'arma che si usa nel karate costituita da due corti bastoni uniti mediante una breve catena o corda.
Una perquisizione è stata effettuata anche a casa di Cocaiocco dove ne sono stati trovati venti. Non sarebbe stato trovato niente, invece, a casa di Di Girolamo che questa mattina aveva un pugnale in mano quando si è presentato in questura.

10/11/2008 14.19