Caso Barretta: Sgarbi: «basta con il linciaggio»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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BERLINO. «Adesso basta». Parla per la prima volta lui, Helg Sgarbi, l’affascinante svizzero che avrebbe ricattato le donne più ricche di Germania e tra tutte Ursula Susanne Klatten. E dai giornali tedeschi salta fuori la setta di Barretta.



BERLINO. «Adesso basta». Parla per la prima volta lui, Helg Sgarbi, l'affascinante svizzero che avrebbe ricattato le donne più ricche di Germania e tra tutte Ursula Susanne Klatten. E dai giornali tedeschi salta fuori la setta di Barretta.

Una storia succulenta per i giornali tedeschi. Da quando lo scandalo hot è scoppiato settimanali, mensili e quotidiani hanno parlato tutti i giorni della vicenda, studiandone ogni anfratto.
Oggi il colpo di scena, perché Sgarbi, il grande accusato, attualmente in carcere, ha parlato attraverso una lettera che ha spedito al settimanale tedesco “Der Spiegel” ( nella foto l'edizione on line).
Ha chiesto di smetterla con la pubblicazione delle notizie che riguardano la sua vicenda perché, secondo lui, si starebbe distorcendo la verità e si potrebbe compromettere la fase processuale.
«Protesto per questo clamore mediatico», scrive Sgarbi, «che ha coinvolto non solo i nomi delle cosiddette vittime, ma anche persone appartenenti alla mia famiglia ed alla mia cerchia personale, accusate di una pretesa complicità. Tutto ciò puo' rivelarsi dannoso per il procedimento penale, nel corso del quale all'occorrenza dirò tutto».
Ma non finisce qui, perché dopo la caccia infruttuosa ai video piccanti alcuni giornalisti sono arrivati però alle lettere di minacce spedite dall'uomo e arrivate alla Klatten.
Il settimanale 'Focus' parla di una lettera inviata prima di Natale 2007 all' ereditiera della Bmw: Sgarbi si firmò con l'appellativo "Dein sanfter Krieger", il tuo dolce guerriero, e le chiedeva "2 x seven up", vale a dire una cifra pari a 14 milioni di euro.
Nella lettera, per indurre la dona a consegnarle i soldi, Sgarbi sottolineava che, al contrario di Lady Bmw, lui non aveva nulla da perdere da una pubblicizzazione della loro relazione e fissava come «ultimatum definitivo» per la consegna del denaro la data del 15 gennaio 2008.
'Focus' rivela anche che e' stato Jan Klatten a scoprire la relazione tra Sgarbi e sua moglie, quando il 30 settembre 2007, nell'esaminare la fattura telefonica delle chiamate del cellulare della consorte,
aveva scoperto il numero svizzero di Sgarbi, a cui Susanne Klatten aveva ripetutamente telefonato.
Quando la settimana scorsa sui giornali è finito il nome della donna, quindi, la famiglia già sapeva tutto.
Il quotidiano 'Berliner Zeitung' e' invece andato a vedere il monolocale con le pareti tappezzate di santini di Uznach, nei pressi di Zurigo, in cui abitava il gigolo, attualmente detenuto nella prigione di Stadelheim a Monaco di Baviera.

LA SETTA DI BARRETTA

Il giornale berlinese ha indagato anche sulla setta al cui vertice si trovava Ernano Barretta, l'abruzzese che filmava di nascosto gli incontri amorosi di Sgarbi.
Susanne Schaaf, responsabile di "Infosekta", un'associazione zurighese di aiuto a chi cerca di uscire dalle sette, ha spiegato che le persone entrate a far parte della setta di Barretta «erano finanziariamente spolpate e parlavano di un lavaggio del cervello».
Il giornale scrive che della setta facevano parte anche molti studenti di giurisprudenza dell'universita' di Zurigo, dai quali Barretta pretendeva «un'obbedienza assoluta».
Secondo il Berliner Zeitung di oggi Sgarbi sarebbe stato un semplice adepto della setta guidata dall'italia La prima comparsa della setta di Barretta, scrive il Berliner Zeitung, avviene nel 1994 a Zurigo, quando nel corso di un anno ben sette persone si presentarono a un locale comitato,
Infosekta, che si occupa di fornire aiuto a chi è caduto nelle grinfie di una setta. Racconta Susanne Schaaf, di Infosekta: tutti dissero di avere versato fino a 100 mila franchi svizzeri (al valore attuale sono 60 mila euro) a Barretta, il quale aveva organizzato la sua struttura reclutando persone sole e in cerca di calore del gruppo. Egli chiedeva donazioni mensili sino a 1000 franchi per un centro terapeutico per anziani che voleva costruire in Italia.
Molti giovani avevano ritirato i soldi destinati alla pensione per darli a Barretta. Ma il centro
terapeutico non fu mai realizzato, così come un convitto per orfani della guerra in Jugoslavia. All'epoca la magistratura di Zurigo aprì un procedimento per truffa contro Barretta, il quale però fuggi in Italia e il procedimento fu trasferito agli italiani, dove non se ne fece più nulla.
Romeo Regennas, giornalista del quotidiano di Zurigo Tages Anzeiger, all'epoca si mise sulle tracce del gruppo dalle caratteristiche tipiche di una setta totalitaria, ha detto al Berliner Zeitung. Barretta, secondo Regennas, basava il suo potere su tecniche psicologiche, compresa la ipnosi, e anche sul rapporto personale. Le donne della setta, che lui chiamava "le mie galline", venivano convinte a avere rapporti sessuali con lui e la moglie di Barretta , originaria della Svizzera,
sopportava senza protestare. «La setta funzionava attraverso il legame personale dei seguaci con il guru» afferma Regennas.
Attualmente la setta, che non ha un nome, secondo il Berliner Zeitung dovrebbe esistere soltanto in Italia dove ha circa 30 seguaci tutti servitori, amministratori o camerieri nel rifugio Valle Grande del loro guru.
10/11/2008 10.37

[url=http://www.spiegel.de/panorama/justiz/0,1518,589280,00.html]DIE SPIEGEL[/url]


[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=barretta&mid=6&action=showall&andor=AND]TUTTO SULL'INCHIESTA BARRETTA- SGARBI[/url]

I GIORNALI STRANIERI CHE RACCONTANO LA VICENDA

[url=http://www.straitstimes.com/Breaking%2BNews/World/Story/STIStory_298012.html]STRAITS TIME[/url]

[url=http://www.20min.ch/news/kreuz_und_quer/story/Erpresser-Sgarbi-beklagt-sich-31107344]20 MINUTEN[/url]

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