Studi di settore, a Sulmona giunta chiede di rivederli a misura di territorio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SULMONA. Rilanciare le politiche di investimento intervenendo sulla revisione degli studi di settore per il Centro Abruzzo.
É la linea d'indirizzo contenuta nella delibera varata nei giorni scorsi dall'esecutivo di Palazzo San Francesco e finalizzata ad introdurre criteri meno rigidi per la dichiarazione dei redditi dei contribuenti di Valle Peligna, Alto Sangro e Valle Subequana.
Un intervento fiscale più a misura di territorio e uniformato alla realtà produttiva ed economica del Centro Abruzzo, sfiancata dalla decennale crisi industriale.
Il documento in quattro pagine elaborato dalla giunta, sotto le osservazioni dell'assessore al Bilancio, Giuseppe Schiavo, focalizza così la proposta di revisione degli studi formalizzata
all'Osservatorio Regionale sugli studi di settore e mirata a chiedere subito una riunione urgente in merito e ad aprire ad una conferenza di servizi tra sindaci del comprensorio ed autorità regionali e nazionali preposte.
Per studi di settore, si fa riferimento al programma informatico (Gerico) che definisce, attraverso una serie di parametri, il reddito minimo che deve essere dichiarato dalle attività produttive autonome.
Succo della deliberazione è ammorbidire o sospendere per almeno cinque anni lo strumento in questione per rilanciare le politiche di investimento di piccole-micro imprese e studi professionali, tessuto produttivo prevalente di questa parte dell'Abruzzo interno.
In concreto, questo porterebbe ad abbassare la leva del reddito minimo che lavoratori autonomi, sia piccoli imprenditori che liberi professionisti, con partita IVA, sono tenuti ad attestare in sede di
dichiarazione dei redditi.
Operazione, ha spiegato l'assessore al ramo, «che rende possibile riallineare il reddito con la realtà capacità contributiva del territorio, attraversato da una forte crisi. Questo intervento- ha
proseguito- è solo uno possibile, a livello fiscale, per rimettere in moto investimenti bloccati da anni e dare fiducia all'economia locale anche per assumere nuovo personale».
D'altronde, la proposta è stata maturata all'interno di un contesto globale di confronto sulla crisi. In settimana la Sose (la società per gli studi di settore) ha incontrato a Roma la commissione di esperti
(che rappresenta le categorie di contribuenti che applicano gli studi di settore) per valutare gli effetti dell'applicazione degli studi nella recessione economica. Momento propizio, dunque, per agganciarsi ad un cambiamento generale, tanto più ora con il panorama normativo
ridisegnato dall'art.83, commi 18-19, del D.L.112/2008 nel quale, in vista del federalismo fiscale, si fissano le tappe per elaborare gli studi di settore anche su base regionale o locale, all'interno di un
processo che inizierà dal 1 gennaio 2009 per concludersi il 31 dicembre 2013. Normativa della quale, ha detto Schiavo, l'amministrazione di Sulmona intende subito avvalersi con un piano
pilota.
Qualche giorno fa, poi, l'Osservatorio Regionale, riunitosi il 2 ottobre per discutere sull'adeguamento degli Studi alle realtà economiche locali, ha deciso la costituzione di un gruppo di lavoro per approfondire le problematiche sulla crisi dell'intero comprensorio Valle Peligna, Alto Sangro, Valle Subequana.
La decisione è stata comunicata con una lettera al sindaco Federico, ricevuta in data 4 novembre, attraverso la quale si chiede al comune di Sulmona di far parte di un comitato tecnico ristretto per
verificare gli aspetti di alcuni settori economici del comprensorio in relazione all'applicazione degli Studi.

Angela Di Giorgio 10/11/2008 9.25