Riconferma di Catena all’Aca. Zaccagnini: «Una farsa combinata»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Riconferma di Catena all’Aca. Zaccagnini: «Una farsa combinata»
PESCARA. Dopo la riconferma di Bruno Catena alla presidenza dell'Aca per i prossimi tre anni non sono mancate polemiche. C'era chi si aspettava che al vertice dell'azienda, dopo i continui problemi di approvvigionamento, dopo l'inchiesta giudiziaria aperta per disastro ambientale della discarica di Bussi, arrivasse un cambiamento.
La politica non l'ha voluto.
Il sindaco di Tocco Da Casauria, Riziero Zaccagnini (Rc), racconta come sono andate le cose quel giorno e rivela che da più parti era arrivato l'invito a rimandare la votazione.
L'approvazione del nuovo Statuto, infatti, avrebbe dovuto aprire una selezione dalla quale sarebbe emerso il curriculum della persona più preparata. Ma le cose non sono andate così.
«La riunione è iniziata con un'ora di ritardo», racconta il sindaco, «poichè si attendeva che le truppe del Pd fossero in numero sufficiente all'approvazione in prima convocazione dell'ordine del
giorno. Appena raggiunto il numero legale, la fretta di chiudere ha preso il sopravvento».
Sempre secondo quanto riferisce Zaccagnini, però, «nell'attesa molti sindaci hanno discusso e alcuni sono sembrati davvero infastiditi rispetto alla scelta dell'Aca di rinnovare le cariche a meno di un
mese dalle elezioni regionali».
Poi, però, tutto è filato liscio. O quasi.

«LE MANI SI ALZAVANO COME PALETTE»

«Il presidente ha aperto la seduta. Ha portato subito a votazione la modifica dello Statuto che permetterà l'affidamento "in House" del servizio idrico integrato da parte dell'ATO all'ACA. Il notaio ha proceduto alla lettura per punti, per permettere una votazione analitica».
A questo punto Zaccagnini ha avanzato dubbi: «per i primi tre punti ho chiesto spiegazioni, approfondimenti e qualche modifica, e già l'insofferenza di alcuni colleghi e delegati ha lasciato presagire l'inutilità di questa pratica di dibattito».
L'impressione di Zaccagnini è stata che «tutto era già deciso, il dibattito era solo un fastidio: e infatti i punti sono scivolati l'uno dietro l'altro. Le mani si alzavano come palette automatiche mentre
cercavo di chiedere un minimo di rispetto democratico per l'esigenza di esaminare insieme alcuni punti».
Anche altre sindaci (di Pescosansonesco, Castiglione, Picciano...) hanno dato man forte a Zaccagnini, «altri palesemente hanno manifestato tutta l'arroganza di chi deve espletare una pura formalità ed e' stato infastidito da un intruso».

I BILANCI

Approvato lo statuto, si è andati avanti in assemblea ordinaria per l'approvazione dei bilanci e il rinnovo delle cariche.
«Si è votato il bilancio consuntivo 2007 e il preventivo 2008 (a novembre?). Già, il presidente ricorda che in una Spa il preventivo non ha alcun valore, quindi...»
Alcuni sindaci hanno fatto notare che più volte si è richiesta copia preventiva dei bilanci da far recapitare ai Comuni, poichè non tutti hanno il tempo di recarsi all'Aca per leggerli.
«Oggi poi, con la posta elettronica, non sarebbe neppure così complicato e oneroso».
Si è passati alla votazioni: pochi astenuti (tra cui Zaccagnini) e a stragrande maggioranza anche questo scoglio è stato superato.

SI PASSA AL CDA


I sindaci di Tocco, Casaleincontrada e Picciano hanno chiesto il rinvio: «era appena stato approvato un nuovo statuto, ritenevamo necessario riaprire i termini per la presentazione dei curricula per
candidarsi al Cda».
Ma tutto è andato avanti: «il presidente dichiara che non e' cambiato nulla, mentre gli si fa notare che nel nuovo statuto sono esplicitate modalità precise su come i curricula vanno presentati».
Niente da fare. «Chiediamo di votare la proposta, bocciata con soli 3 voti favorevoli», i loro, ovviamente).
Si aprono le buste, «e, neanche a dirlo, Catena (Pd), di Cristoforo (Pd) e Di Michele (An) sono di nuovo in corsa per il Cda».
Altri due candidati concorrono formalmente con loro: «uno escluso per aver presentato fuori tempo massimo la candidatura, un altro reintegrato su proposta del sindaco di Picciano ( e poi mi riferiscono ha preso un solo voto)».

FINALE

A questa «farsa combinata» Zaccagnini si è sottratto: «ho abbandonato l'aula dichiarando la mia assoluta contrarietà alla riproposizione di un Cda di cui con delibera di Consiglio Comunale abbiamo chiesto da tempo le dimissioni».
«La vicenda non ha nulla di personale, ma dimostra ancora una volta come il Partito dell'Acqua non abbia alcun pudore e nessuna volontà di mostrare il benchè minimo rinnovamento. Non so se Catena», ha aggiunto Zaccagnini, «e gli altri siano realmente colpevoli di qualcosa, e spero francamente di no. Ma il gesto minimo che ci si aspetta da un amministratore neanche eletto dai cittadini, ma messo li dal proprio partito, dopo disservizi continui per emergenze idriche incontrollate, bollette ballerine e disagi procurati ai cittadini, un'indagine conclusa con richiesta di rinvio a giudizio per avvelenamento di acqua potabile».
Anche i Comuni di Castiglione e Pescosansonesco si siano astenuti. Il sindaco di Pietranico non si e' presentata «in segno di evidente protesta mentre altri non hanno partecipato nell'imbarazzo di dover
scegliere tra la linea di partito e l'aspettativa dei cittadini».

a.l. 08/11/2008 12.04