Ergastolano torna libero. Procura di Lecce: «è latitante»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. «Salvatore Caramuscio non è tornato in libertà perché scarcerato, ma è fuori dal carcere perché latitante dal 30 settembre scorso».
Salvatore Caramuscio, rinchiuso in carcere fino a un mese fa, era
stato condannato all'ergastolo per l'omicidio di Antonio Fiorentino,
compiuto nel bar che la vittima gestiva a Lecce il 6 marzo del 2003.
Oggi è un uomo libero: il perché lo spiega il procuratore di Lecce,
Cataldo Motta, smentendo la notizia secondo cui l'uomo sarebbe stato
scarcerato per un errore nel calcolo della scadenza dei termini della
custodia cautelare.
Dalla fine di settembre, infatti, ha detto Motta, è esecutivo il
provvedimento della Corte d'Appello di Lecce che ripristina, come
richiesto dalla Procura, la misura cautelare per l'omicidio
Fiorentino. In un primo momento, nonostante la revoca, Caramuscio
continuava a restare in carcere, a L'Aquila, dovendo scontare una
condanna definitiva per altri reati.
«I tempi avrebbero consentito di arrivare alla definitività della
sentenza per gli omicidi di mafia - ha detto ancora - ma a creare lo
spazio per la scarcerazione è stata la libertà anticipata concessa dal
Tribunale di sorveglianza abruzzese, che non ha tenuto conto della
segnalazione della Procura di Lecce sulla pericolosità del soggetto».
Il 10 settembre scorso Caramuscio - ha concluso Motta - dopo essere
uscito non si è presentato in Questura entro le 24 ore, così come
prescritto dal provvedimento dei giudici dell'Aquila.

08/11/2008 11.55